Continuano le dichiarazioni di capogruppo Pd in Consiglio comunale Giampiero Risimini riguardo ai vizi e alle virtù della politica. Sono aspetti sui quali ci si sofferma di rado, poichè di solito si affrontano i singoli problemi e provvedimenti.
Di che cosa avrebbe bisogno la nostra città per una svolta vincente, per incrementare il suo sviluppo?
Monopoli è come un corridore che, nella gara dei 200 metri, anziché sprigionare tutte le energie allo sprint iniziale, le inizia a dosare. Parte indietro, ma arriverà primo, alla fine. Noi di centro-sinistra avevamo maturato un’altra idea, che è andata contro il consenso spicciolo: abbiamo pensato ad interventi di carattere strutturale, quindi al riassetto della macchina amministrativa, alla gestione patrimoniale e al Pug. Pensavamo che una seria pianificazione giovasse alla città, in modo che potesse finalmente camminare da sola. Il sindaco Romani, invece, al culmine di un momento storico-politico travagliato, come quello attuale, ha trascurato Monopoli per pensare alla sua carriera personale. Avevamo il project manager dell’area vasta qui a Monopoli (quindi una seria regìa di pianificazione) ma ora l’abbiamo perso. Avevamo un Pug eccellente. Riguardo alla macchina organizzativa – è vero – sono stati completati i concorsi che noi avevamo predisposto, ma si continua a dare rilievo al dipendente militante, invece di valorizzare le risorse eccellenti. Da un anno, l’Amministrazione aveva detto che non avrebbe dato contributi ad associazioni, per completare le infrastrutture. Ebbene, ad oggi vediamo zero infrastrutture e contributi a iosa! Vige sovrana l’idea di privilegiare il consenso con contributi a manifestazioni spicciole. A nostro parere, invece, per prima cosa si dovrebbe portare il nome di Monopoli in ambito nazionale, e poi attrarre i turisti. La politica di questa amministrazione parte, come al solito, dalla fine!
Un pregio e un difetto di questa opposizione a Monopoli.
Il pregio è certamente rappresentato dall’energia e dalla passione; tra di noi, inoltre, si è creato un reale legame di amicizia, visto il superamento di competizione, gelosie e lotte intestine. Il difetto è la nostra esiguità della coalizione che, persino a livello nazionale, non riesce ad offrire grandi prospettive. Sono scoraggiati gli elettori e, a dire il vero, un po’ lo siamo anche noi!
Un pregio e un difetto dell’attuale maggioranza.
Come pregio indico senza dubbio la loro fedeltà e la militanza continua al vuotificio che li domina; cosa che hanno dimostrato in due anni e mezzo di legislazione, al di là di litigi intestini. In questo modo, hanno consentito all’Amministrazione di procedere senza grandi intoppi. Fra i tanti difetti, ne individuo uno in particolare: la mancanza di una cultura di governo.
A distanza di più di due anni, che cosa ritiene che abbia avuto “in più” di lei in sindaco Romani? Perché lui ambisce al Parlamento e, invece, nessun esponente monopolitano del Pd è a Roma o in Consiglio regionale?
Posso essere cattivo? Perché io antepongo la mia carriera professionale alla politica! A mio parere, la politica serve a completare una persona che deve avere contezza del proprio ruolo a tutto tondo. Io preferisco affermarmi nella mia professione. Potrei sempre tornare a far politica anche solo scrivendo, come facevo prima. In ogni caso, non penserei mai di trasformare la politica nella mia professione.
Ma, allo stesso tempo, non ipotizza la sua vita senza la politica...
La immagino, comunque, con il "respiro della politica", con l’impegno. Farei politica in ogni caso; ma se fosse una mia globale scelta di vita, sarebbe solamente un ripiego!
Uno degli annosi problemi della sinistra monopolitana riguarda l’elettorato delle campagne. Che cosa manca al linguaggio della sinistra, per essere compreso nell’agro?
Si tratta di un problema storico della sinistra della nostra città. Le contrade hanno sempre tributato un largo consenso alla Democrazia Cristiana, e tuttora realtà differenti restano ai margini. Ritengo che il problema sia rappresentato dalla carenza di uomini sul territorio e non da una sintonia politica. Sono necessari gli uomini giusti, visto che gli abitanti dell’agro si fidano solo di chi proviene dalla loro terra.
Eppure, nonostante in Consiglio comunale siano stati eletti numerosi rappresentanti dell’agro, non mi pare che il malcontento delle contrade si sia sedato!
Uno dei ritardi maggiori di questa Amministrazione, infatti, è rappresentato dall’agricoltura, benché la lobby delle campagne (largamente presente in consiglio tra le fila della maggioranza) avesse deformato i contenuti del precedente assetto del Pug. E’ necessaria un’elevazione politica da parte delle campagne, che non dovrebbero più dipendere dalle persone rappresentative della contrada. E poi, ritengo che, se un consigliere comunale viene eletto in una o massimo due sezioni nelle contrade, ci sia qualche problema.
Da parte nostra, ci impegneremo a trovare gli uomini che possano rappresentare l’agro; del resto, un vero riscatto del centro-sinistra non può che venire da un diverso rapporto con le contrade e dall’idea (dalla maggioranza spesso sbandierata, ma puntualmente disattesa) che l’agro sia la prima fonte di energia economica e produttiva di questa città. Ammetto, comunque, che anche noi, nella passata legislazione, abbiamo trascurato le contrade.
La scelta più coraggiosa che Lei ha operato...
Ho osteggiato il progetto della Cer, per cui ho manifestato tutto il mio dissenso: è la maniera, ancora embrionale, di annullare tutto il lavoro fatto sulle aree bianche! Altra scelta coraggiosa, da me attuata in assoluta solitudine, è stata l’idea che l’avanzo di amministrazione fosse impiegato per l’acquisto dell’area verde militare, nel vano tentativo di impedirne la cementificazione.
Vorrei concludere questa intervista citandole alcune parole che Marcello Veneziani ha pronunciato qualche giorno fa al Melograno. Diceva che un politico, oltre ad essere un buon amministratore, deve presentare alla gente un racconto, una visione del mondo. E, a questo punto, rientrava la differenza fra Fitto (buon amministratore) e Vendola (buon narratore). Lei ritiene di aver commesso lo stesso errore di Fitto?
Credo che, due anni fa, la città volesse un narratore di destra, identificandolo con Emilio Romani, che ne aveva tutte le caratteristiche. Io, vista la maniera con cui ho lavorato nella passata legislatura, sono stato visto come “tecnocrate” e non ho mostrato la parte migliore di me. Ho sacrificato i miei sentimenti e la mia passionalità – pur intensi – per l’efficienza e l’organizzazione. E non mi sono accorto di essere diventato prigioniero di un ruolo e di aver perso il contatto con la gente. Ad un politico si richiede, invece, di dimostrare passione, energia emotiva. Devo precisare, comunque, che Emilio non è nemmeno stato un buon narratore, se non ai tempi della campagna elettorale.
Allora, probabilmente, sarà tempo che Monopoli richieda un narratore di sinistra.
Brecht diceva: “Guai a quel Paese che ha bisogno di eroi!”. Ed io, parafrasandolo, potrei dire: “Guai a quel paese che ha bisogno di narratori!”. Spesso al buon narratore non ritorna una buona prova dei fatti, ed è stato così per Romani (ammesso che la sua fosse una buona narrazione). Probabilmente lui è stato un idolo, più che un buon narratore. Vendola, al contrario, lo è, visto che le sue narrazioni contengono ideali e contenuti che riesce a mettere in pratica. Il buon politico è colui che riesce a tradurre nella realtà il suo racconto, al di là della sintonia emotiva che egli possa avere con la gente.
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Commenti
Avanti popolo!
La politica oggi è impresentabile, dobbiamo impegnarci in prima persona!
Non avrei mai immaginato di assistere a questo spettacolo indecoroso. Romani ha fallito, ma non possiamo fermarci a Romani e alla sua armata brancaleone. Qui occorre darsi una mossa e se sei nauseato come me da quanto vedi impegnati seriamente per invertire la rotta. Destra, sinistra, centro... non importa da che parte, devi intervenire! Ora basta!
Saluti
Non è una provocazione ...
Fluttua a diversi metri da terra, lì sopra le nostre teste svolazza con compiaciuta alterigia... ma nessuno ancora riesce a spiegarsi il motivo di tanta presunta superiorità .
Certo chi si misura con la caratura di taluni uomini di spessore corre il rischio di sentirsi a confronto De Gasperi, ma il senso del reale dovrebbe riportare immediatamente sulla terra. Invece il capogruppo no, lui staziona soddisfatto nell'aere, sazio magari per aver sbertucciato qualche illustre statista del centrodestra. Come se fosse un’impresa.
Eppure basta leggere qualche riga qui sopra per comprendere Risimini che per es. parla ancora bene dell'amministrazione Leoci come se i monopolitani avessero gradito... ma scherziamo? Io ho assistito ad una Caporetto che rimarrà negli annali della politica monopolitana. Perché i monopolitani sono dei beoti ipnotizzati da un pifferaio (narratore) magico ? No. Ma se piace credersi degli incompresi… sognare non costa nulla.
Anche se noi sprovveduti cittadini alle ricostruzioni autoconsolatorie preferiremmo programmi, idee, proposte… non so… qualcuno che denunciasse le manovre occulte sul PUG… robetta del genere… cosucce da niente… noi sempliciotti ci accontentiamo di poco, ma forse tocca attendere tempi migliori.
P.S.
“E’ necessaria un’elevazione politica da parte delle campagne, che non dovrebbero più dipendere dalle persone rappresentative della contrada. E poi, ritengo che, se un consigliere comunale viene eletto in una o massimo due sezioni nelle contrade, ci sia qualche problema.â€
Arguto! Ma cos’è? Sento forte il senso di un’avanzata speculazione dottrinale quantunque limitata dalla sua stessa profetica lungimiranza: roba forte! Le democrazie occidentali non sono ancora pronte ad accogliere queste pregiate teorie democratiche.
Risimini dice: "io antepongo la mia carriera professionale alla politica!" Che gran bugiardo! Quando la volpe non arriva all'uva dice che è acerba! Ma se sta sempre in piazza a fare politica invece di andare a lavorare nei Tribunali......
Se c'era da parte mia una mezza intenzione di votarli la prossima volta, a sentirli parlare, non credo che sarò mai capace di farlo!!!! Grazie