il prof. Walter Laganà, due volte sindaco di Monopoli, “Targa d’Oro” del Consiglio comunale locale (12.03.1984) per la sua frenetica attività amministrativa in ogni settore socio-economico-culturale, a servizio esclusivamente della città e dell’agro, promotore e fautore del gemellaggio Monopoli – Lyss, non ha voluto rispondere alle provocazioni del consigliere comunale F. Leggiero, pubblicate a pag. 13 del settimanale “FAX” del 28 agosto 2010, affermando di “non curarsi di lui”, anche perché chi è Leggiero di nome, quando parla o scrive (se è lui a scrivere) è leggero di fatto.
Tuttavia, io sento il dovere, come cittadino e come responsabile del partito “IO SUD” di Monopoli, di difendere le considerazioni e le riflessioni dell’ex sindaco Laganà, volutamente bistrattato, nonostante abbia operato sempre nell’interesse della città, da piccolissimi uomini senza storia e senza cultura, che nel presente e nel passato hanno cercato di emergere, utilizzando magnificamente e subdolamente la generosità, la solidarietà e la buona fede della massa contadina, infangando ad arte chi veramente ha speso tempo prezioso con progetti e realizzazioni che sono sotto gli occhi di tutti, senza occupare posti prestigiosi alla Provincia, alla Regione o al Parlamento per scaldare solo la sedia.
COSA HA FATTO IL SINDACO LAGANA’ :
Per i distratti e per chi ha i vuoti di memoria è bene ricordare che si devono all’ex sindaco Laganà ed alle sue operose amministrazioni la meccanizzazione del servizio per la raccolta dei rifiuti solidi del territorio, la meccanizzazione dei servivi comunali con un centro operativo nel Palazzo S. Angelo, la ripavimentazione di Piazza Vittorio Emanuele e dello stradone centrale fino a Palazzo di città con un adeguata illuminazione e panchine di marmo, la costruzione dello stadio comunale, la costruzione degli uffici giudiziari (oggi tribunale), la realizzazione del trasporto scolastico urbano ed extraurbano in economia, la sistemazione, bitumazione ed illuminazione di numerose strade della città e dell’agro, la ristrutturazione degli edifici scolastici, la costruzione di asili nido, di scuole materne e di edifici di scuole elementari, medie e superiori nella città e nell’agro, il restauro del Castello di Carlo V, delle mura di cinta della città con anche l’artiglieria dell’epoca, dell’ex caserma Umberto I in piazza S. Antonio (oggi Conservatorio di Musica “N. Rota”), la pubblicazione del piano particolareggiato del centro storico di F. Selicati di “Monopoli nel passato”, di “Immagine e Progetto”, il restauro del Palazzo Rendella, la realizzazione del fondo “Prof. Gregorio Munno”, lo sviluppo delle zone 167 con cooperative edilizie in Via Lepanto, Via Procaccia, Via Castellana, Via Veneto (quando gli app.ti erano accessibili a tutti per i prezzi moderati anche se con mutui ventennali), la realizzazione di numerosissimi alloggi popolari (IACP) in Via L. Piccinato, Via G. Verdi, Viale delle Rimembranze, la costruzione di numerosi tronchi d’acqua e di fogna nell’abitato e nell’immediata periferia, numerosissime manifestazioni culturali e musicali, mostre d’arte di prestigio, l’onomastica stradale, acquisti favorevoli per il Comune di Monopoli di n. 2 app.ti in Via Palmiro Togliatti per il consultorio familiare, Palazzo Palmieri (S. Giuseppe vecchio), Palazzo Mirizio in Via Magno, destinato ad asilo nido per il centro storico, Palazzo S. Angelo per gli uffici comunali, Villa Gregucci in c.da S. Lucia come case-parcheggio per gli sfrattati, il gemellaggio Monopoli – Lyss per venire incontro alle sentite esigenze di 450 nuclei familiari residenti in quella cittadina elvetica per motivi di lavoro, sviluppo della zona industriale in c.da Baione e delle due zone artigianali in C.da S. Andrea e Spirito Santo con la costruzione di numerosi opifici e con la creazione di molti posti di lavoro, la realizzazione della prima pianta organica dei dipendenti comunali, della festa del dipendente comunale e della festa dell’emigrante e tanto altro ancora.
Tutto questo non per fare un’apologia del sindaco Laganà, né opera di piaggeria ma per ripristinare una volta per sempre la verità e finirla con l’attribuire voti a vanvera. Oggi infatti gli eletti al coniglio comunale di Monopoli si dividono in figurine e comparse. Le prime dovrebbero mantenere la parola data, rispettare i programmi presentati agli elettori, rispettare gli amministratori che li hanno preceduti ed i loro impegni presi a favore del Comune in una sorta di continuità amministrativa. Le seconde, invece, “monopolizzano i voti”, se li portano sotto braccio come se fossero cosa loro e ne fanno mercimonio. Inoltre ci sono quelli che parlano, parlano e spesso anche a vanvera e mettono a repentaglio il bene comune e gli interessi della città per la propria orfanità e per le proprie voglie, aspirando eventualmente, pur non avendone i requisiti e le capacità, a cariche sempre più alte per continuare il loro vaniloquio e la loro già dimostrata e collaudata impotenza e nullità.
Infine c’è qualcuno, come il nostro leggero, che indossa le penne del pavone e come il cuculo depone le uova nel nido di altri uccelli per covarle, pensando di aver fatto tutto lui e di prendersi i meriti che non ha e non sapendo come difendersi, trancia a sproposito giudizi poco lusinghieri sugli altri, pensando di essere solo lui il sale della Terra ed usando parole in libertà che dimostrano una bizzarra etica politica, il suo astio e la sua presunzione di capire tutto e sapere di tutti. Gli altri non contano e non hanno fatto nulla. Beato lui!
In questo oceano di disinteresse per il bene pubblico, dove ciascuno cura il proprio allevamento di varia fauna marina, naviga la zattera dell’amministrazione comunale senza timoniere e senza meta solo in balia dell’estro (?) dei Dirigenti che fanno bello e cattivo tempo.
In molti aspettano speranzosi un momento di orgoglio della città, altri si accontentano di quello che questi salomoni offrono come ai tempi di borbonica memoria : “FESTA, FARINA e FORCA”.
Intanto la città è sempre più emarginata, giornalisti liberi ed indipendenti pensano bene di abbandonare tanto marciume, più in basso di così è difficile cadere.
Dopo tutto il fallimento di questo “nuovismo” sarebbe opportuno meditare e riflettere. Per un prossimo futuro, al di là dei dati anagrafici, sarebbe opportuno che Monopoli si affidasse, non ai ciarlatani, ma ad uomini politici che hanno dimostrato competenza amministrativa, capacità ed attaccamento alla città con opere e servizi, senza mai cadere nel baratro degli ultimi anni di governo della città, anche con un graduale rinnovamento della classe politica.
Il coordinatore locale
Angelo Vito Lamanna
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Commenti
ma non hai capito che il centrosinistra nazionale e locale e Io Sud appresso santificano qualsiasi cosa va contor il loro nemico politico...
ora tocca a laganà diventare santo. Se un giorno Walter sarà pro-romani, lamanna lo contesterÃ
Hai letto male la nota che ti hanno passato, non si riferiva a questo articolo perchè qui si parla di destra e di amici o ex amici dell'attuale giunta.
Alle prossime elezioni, purtroppo, i giovani, benchè valenti, avranno di sicuro vita difficile.
:sad::sad: sono rattristato, mi ero illuso che fosse lui a rispondermi nei post precedenti su tale questione :cry::cry:
Oggi elogi, elogi.
Una contraddizione ieri o oggi visto quanto ricordava chi ha scritto prima di me?
Mi dica, lei crede davvero che l'enunciazione di quanto ha scritto sia tutta riconducibile al Prof. Laganà ? non crede che qualcosa l'abbia ereditata dalle precedenti amministrazioni? La invito ad informarsi meglio, a meglio conoscere i deliberanti di quelle opere e poi a scoprirne i meri prosecutori dell'opera avviata, forse e dico forse scoprirà che non è tutta farina del sacco di Laganà . Forse scoprirà anche che molte opere o fatti hanno comportato anche debiti fuori bilancio che altri hanno dovuto ripianare. Forse scoprirà che prima il Sindaco era solo l'apice di qualcosa e non comandava un bel niente e forse e dico forse scoprirà che Monopoli e i suoi cittadini per anni hanno pagato rate di mutuo per un acquisto sbagliato: "la casina del serpente" un luogo che nella mente megalomane di qualcuno doveva ospitare il nuovo Municipio e invece a causa di ostacoli da parte dei beni culturali è lì abbandonata. Dopo il suo studio saprà dirmi qualcos'altro soprattutto mi spiegherà perchè quel Sindaco come Romani abbia deciso di spendere soldi pubblici per regalarsi uno staff esterno. Come mai un uomo di legge mai stato giornalista in quegli anni fungeva da addetto stampa, segretario e qualt'altro.
laganà è lo stesso uomo del Portone di Bronzo della cattedrale che lo ritraeva, lo stesso che faceva appendere sulle scale comunali i suoi cimeli e le sue icone.
Ma per piacere.......................