RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la replica dell'assessore al Turismo Domenico Alba, alla lettera dell'on. Pierfelice Zazzera (per leggere la lettera CLICCA QUI)
Gent. le Direttore,
“…l’estate è finita”.
Così scrive l’On. le Zazzera nella missiva pubblicata su tutte le testate cittadine e sui giornali web, ironizzando sui 350mila euro spesi dall’amministrazione.
Caro Onorevole, intanto, esordisci con una palese inesattezza: l’amministrazione di euro ne ha spesi, purtroppo, solo 250 mila (promozione turistico culturale, rassegne festival mare e cantiere cultura). Di questo dovresti rammaricarti, perché, sintomo di civiltà e virtuosità è proprio la predisposizione ad investire in cultura e turismo.
Sentenziare poi, il 28 agosto come fine dell’estate ha fatto veramente arrabbiare tutti gli operatori turistici (me compreso). In verità, (Ahimè…!), le tue parole hanno già prodotto l’effetto di anticipare l’autunno …e addio vacanze settembrine.
Sono invece molto contento nel constatare, come anche per te, l’unico modello di sviluppo socioeconomico possibile, sia quello turistico e che rinunciare a modelli di sviluppo industriale dannosi per l’ambiente, significa valorizzare e tutelare il territorio. Questo noi lo sosteniamo da sempre.
Nella tua lettera fai riferimento alla Costituzione, a sentenze di Corte di Cassazione, leggi nazionali e regionali che hanno un unico comun denominatore: garantire e consentire il libero e gratuito accesso alla battigia (fascia di rispetto di 5 metri dalla linea del mare verso l’area in concessione).
Onorevole, il risultato della tua ricerca giuridico-legislativa in sintesi è: tutte le strutture private (stabilimenti balneari, lidi attrezzate, spiagge libere con servizi) devono garantire l’accesso al mare.
Caro Pierfelice, me lo consentirai, non dici niente di nuovo, infatti è dal giugno 2006 (entrata in vigore della L. Regionale numero 17) che in merito alle vicende legate alle problematiche inerenti gli accessi al mare, sosteniamo l’inutilità di crearne dei nuovi, in quanto L’ACCESSO E’ GARANTITO PER LEGGE.
Per una corretta informazione è bene aggiungere quanto recita l’articolo 3 comma 1 punto N dell’ Ordinanza per il turismo e le strutture balneari redatta dalla Regione Puglia che disciplina l’esercizio delle attività balneari e l’uso del demanio marittimo, “ sulle aree demaniali della costa pugliese e’ ASSOLUTAMENTE VIETATO: occupare con ombrelloni, sedie o sdraio, natanti e/o altre attrezzature mobili ed oggetti di qualsiasi natura la fascia di spiaggia (battigia), ampia non meno di metri 5, destinata esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza”. Il vero problema per il fruitore delle spiagge libere (quasi sempre cittadini del nostro territorio, i turisti di solito scelgono lidi attrezzati), non è quindi, come arrivare in spiaggia, bensì dove sostare una volta raggiunta la battigia.
Purtroppo la nostra costa vive il drammatico problema dell’erosione, per cui le nostre spiagge di anno in anno si restringono. Avere spiagge con una profondità doppia rispetto all’attuale, permetterebbe di rimodulare le concessioni demaniali, restringendone il fronte mare. Si creerebbero di conseguenza nuovi spazi da adibire a spiagge libere.
Non si capisce come mai in prossimità di tutte le coste d’Italia si cerca di preservare l’arenile dal fenomeno dell’erosione (viaggiando sull’adriatica in direzione sud si incontrano frangiflutti fino a Termoli), mentre per la Puglia tale problema non rappresenta una priorità. Auspico quindi un impegno, da parte tua, volto alla ricerca di soluzioni e non orientato ad una critica sterile, personale e demagogica, che genera confusione e disinformazione. Mi lasciano interdetto e stupito (vista la stima e l’amicizia che mi lega a Pierfelice) affermazioni quali “…come è possibile garantire l’accesso libero alle spiagge se l’interesse pubblico viene sottomesso a quello privato? Controllore e controllato sono la stessa cosa?”.
Riesco con grande difficoltà ad interpretare queste parole, sostiene forse l’Onorevole che gli Assessori Alba e Pasqualone, soci di Sabbiadoro e le Macchie (per quanto concerne l’assessore Zaccaria credo tu abbia preso un abbaglio), in quanto amministratori non garantiscono l’accesso libero al mare attraverso le loro strutture?
Caro Pierfelice, critica anche aspramente le scelte politiche, ma sulla condotta di cittadinoimprenditore esigiamo rispetto, chiedendoti di essere attento e cauto nelle tue considerazioni.
Sabbiadoro garantisce a tutti coloro i quali chiedono il transito, l’accesso libero e gratuito alla battigia. All’ingresso della struttura è visibilissimo il cartello di accesso libero così come previsto dalla legge.
Il pagamento dell’ingresso è richiesto esclusivamente a coloro che accedono allo stabilimento balneare usufruendo dei servizi predisposti e offerti dall’imprenditore
Come puoi affermare, pertanto, che “il pagamento dell’ingresso ad uno stabilimento balneare rappresenta una forzatura della norma?”
Ricordo all’Onorevole Zazzera che gli stabilimenti balneari regolarizzati con licenza comunale previa richiesta di varie autorizzazioni (amministrative e igienico sanitarie), sono disciplinati dalla legge Regionale 17/2006 e regolamentati con l’ordinanza degli assessorati alla trasparenza e cittadinanza attiva della Regione Puglia, attraverso norme, prescrizioni e dotazioni obbligatorie di vario genere. Inoltre, gli stabilimenti balneari, sono a tutti gli effetti classificati con la tipologia di imprese turistiche art. 7 comma 1 legge nazionale del turismo 135/2001, in quanto erogano dei servizi ai fruitori. Il biglietto, quindi rappresenta il costo dei servizi offerti al cliente. Pulizia della spiaggia, cabine e spogliatoi, docce, servizi igienici, aree divertimento e relax, impianti sportivi, animazione, zone d’ombra per ristoro, sono solo alcuni dei servizi che oggi le strutture balneari offrono. E’ nella discrezione di ogni singolo imprenditore stabilire il prezzo dei servizi erogati, che deve essere comunicato preventivamente all’Azienda di Promozione Turistica (APT). Infine è incomprensibile il tuo riferimento relativo alle concessioni demaniali associate alla delibera di giunta 175/2009. Tale delibera ha come oggetto le osservazioni al piano regionale delle Coste da inoltrare alla Regione Puglia e fu presentata dall’Assessore delegato al demanio Pierantonio Munno (che son sicuro è a disposizione per chiarimenti di ogni sorta). A tal proposito ti ricordo che su circa 200 osservazioni presentate alla Regione da enti locali, operatori del settore, associazioni, liberi cittadini, solo 2 sono state accolte ed 1 di queste è stata presentata dalla nostra amministrazione con la delibera su detta.
A mio avviso sarebbe opportuno chiedersi: la presenza di operatori del settore in amministrazione, crea conflitti di interesse o genera professionalità e competenza ?
La mia risposta è scontata, in virtù della consapevolezza di operare come imprenditore nel rispetto delle leggi, come politico lavorando ogni giorno nell’interesse della collettività.
Domenico Alba“…l’estate è finita”.
Così scrive l’On. le Zazzera nella missiva pubblicata su tutte le testate cittadine e sui giornali web, ironizzando sui 350mila euro spesi dall’amministrazione.
Caro Onorevole, intanto, esordisci con una palese inesattezza: l’amministrazione di euro ne ha spesi, purtroppo, solo 250 mila (promozione turistico culturale, rassegne festival mare e cantiere cultura). Di questo dovresti rammaricarti, perché, sintomo di civiltà e virtuosità è proprio la predisposizione ad investire in cultura e turismo.
Sentenziare poi, il 28 agosto come fine dell’estate ha fatto veramente arrabbiare tutti gli operatori turistici (me compreso). In verità, (Ahimè…!), le tue parole hanno già prodotto l’effetto di anticipare l’autunno …e addio vacanze settembrine.
Sono invece molto contento nel constatare, come anche per te, l’unico modello di sviluppo socioeconomico possibile, sia quello turistico e che rinunciare a modelli di sviluppo industriale dannosi per l’ambiente, significa valorizzare e tutelare il territorio. Questo noi lo sosteniamo da sempre.
Nella tua lettera fai riferimento alla Costituzione, a sentenze di Corte di Cassazione, leggi nazionali e regionali che hanno un unico comun denominatore: garantire e consentire il libero e gratuito accesso alla battigia (fascia di rispetto di 5 metri dalla linea del mare verso l’area in concessione).
Onorevole, il risultato della tua ricerca giuridico-legislativa in sintesi è: tutte le strutture private (stabilimenti balneari, lidi attrezzate, spiagge libere con servizi) devono garantire l’accesso al mare.
Caro Pierfelice, me lo consentirai, non dici niente di nuovo, infatti è dal giugno 2006 (entrata in vigore della L. Regionale numero 17) che in merito alle vicende legate alle problematiche inerenti gli accessi al mare, sosteniamo l’inutilità di crearne dei nuovi, in quanto L’ACCESSO E’ GARANTITO PER LEGGE.
Per una corretta informazione è bene aggiungere quanto recita l’articolo 3 comma 1 punto N dell’ Ordinanza per il turismo e le strutture balneari redatta dalla Regione Puglia che disciplina l’esercizio delle attività balneari e l’uso del demanio marittimo, “ sulle aree demaniali della costa pugliese e’ ASSOLUTAMENTE VIETATO: occupare con ombrelloni, sedie o sdraio, natanti e/o altre attrezzature mobili ed oggetti di qualsiasi natura la fascia di spiaggia (battigia), ampia non meno di metri 5, destinata esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza”. Il vero problema per il fruitore delle spiagge libere (quasi sempre cittadini del nostro territorio, i turisti di solito scelgono lidi attrezzati), non è quindi, come arrivare in spiaggia, bensì dove sostare una volta raggiunta la battigia.
Purtroppo la nostra costa vive il drammatico problema dell’erosione, per cui le nostre spiagge di anno in anno si restringono. Avere spiagge con una profondità doppia rispetto all’attuale, permetterebbe di rimodulare le concessioni demaniali, restringendone il fronte mare. Si creerebbero di conseguenza nuovi spazi da adibire a spiagge libere.
Non si capisce come mai in prossimità di tutte le coste d’Italia si cerca di preservare l’arenile dal fenomeno dell’erosione (viaggiando sull’adriatica in direzione sud si incontrano frangiflutti fino a Termoli), mentre per la Puglia tale problema non rappresenta una priorità. Auspico quindi un impegno, da parte tua, volto alla ricerca di soluzioni e non orientato ad una critica sterile, personale e demagogica, che genera confusione e disinformazione. Mi lasciano interdetto e stupito (vista la stima e l’amicizia che mi lega a Pierfelice) affermazioni quali “…come è possibile garantire l’accesso libero alle spiagge se l’interesse pubblico viene sottomesso a quello privato? Controllore e controllato sono la stessa cosa?”.
Riesco con grande difficoltà ad interpretare queste parole, sostiene forse l’Onorevole che gli Assessori Alba e Pasqualone, soci di Sabbiadoro e le Macchie (per quanto concerne l’assessore Zaccaria credo tu abbia preso un abbaglio), in quanto amministratori non garantiscono l’accesso libero al mare attraverso le loro strutture?
Caro Pierfelice, critica anche aspramente le scelte politiche, ma sulla condotta di cittadinoimprenditore esigiamo rispetto, chiedendoti di essere attento e cauto nelle tue considerazioni.
Sabbiadoro garantisce a tutti coloro i quali chiedono il transito, l’accesso libero e gratuito alla battigia. All’ingresso della struttura è visibilissimo il cartello di accesso libero così come previsto dalla legge.
Il pagamento dell’ingresso è richiesto esclusivamente a coloro che accedono allo stabilimento balneare usufruendo dei servizi predisposti e offerti dall’imprenditore
Come puoi affermare, pertanto, che “il pagamento dell’ingresso ad uno stabilimento balneare rappresenta una forzatura della norma?”
Ricordo all’Onorevole Zazzera che gli stabilimenti balneari regolarizzati con licenza comunale previa richiesta di varie autorizzazioni (amministrative e igienico sanitarie), sono disciplinati dalla legge Regionale 17/2006 e regolamentati con l’ordinanza degli assessorati alla trasparenza e cittadinanza attiva della Regione Puglia, attraverso norme, prescrizioni e dotazioni obbligatorie di vario genere. Inoltre, gli stabilimenti balneari, sono a tutti gli effetti classificati con la tipologia di imprese turistiche art. 7 comma 1 legge nazionale del turismo 135/2001, in quanto erogano dei servizi ai fruitori. Il biglietto, quindi rappresenta il costo dei servizi offerti al cliente. Pulizia della spiaggia, cabine e spogliatoi, docce, servizi igienici, aree divertimento e relax, impianti sportivi, animazione, zone d’ombra per ristoro, sono solo alcuni dei servizi che oggi le strutture balneari offrono. E’ nella discrezione di ogni singolo imprenditore stabilire il prezzo dei servizi erogati, che deve essere comunicato preventivamente all’Azienda di Promozione Turistica (APT). Infine è incomprensibile il tuo riferimento relativo alle concessioni demaniali associate alla delibera di giunta 175/2009. Tale delibera ha come oggetto le osservazioni al piano regionale delle Coste da inoltrare alla Regione Puglia e fu presentata dall’Assessore delegato al demanio Pierantonio Munno (che son sicuro è a disposizione per chiarimenti di ogni sorta). A tal proposito ti ricordo che su circa 200 osservazioni presentate alla Regione da enti locali, operatori del settore, associazioni, liberi cittadini, solo 2 sono state accolte ed 1 di queste è stata presentata dalla nostra amministrazione con la delibera su detta.
A mio avviso sarebbe opportuno chiedersi: la presenza di operatori del settore in amministrazione, crea conflitti di interesse o genera professionalità e competenza ?
La mia risposta è scontata, in virtù della consapevolezza di operare come imprenditore nel rispetto delle leggi, come politico lavorando ogni giorno nell’interesse della collettività.
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Commenti
La legge dice semplicemente che la costa deve essere divisa per il 60% in spiaggia libera e per il 40% in spiaggia in concessione.
Quindi Alba deve capire (ma fa finta di non capire) che bisogna rivedere l'ampiezza delle concessioni per rientrare nei limiti di legge.
Poi i gestori, all'interno delle loro concessioni, possono fare quello che vogliono!
Ma si sa noi a Monopoli s enon critichiamo a prescindere...
IL CONFLITTO DI INTERESSI CHE ESISTE IN ITALIA, ESISTE ANCHE A MONOPOLI!!
MA così come berlusconi nega il suo conflitto di interessi,anche l'ass. alba nega di ricoprire un ruolo in "leggiero" conflitto di interessi....
Persone rispettabili per carità ! Nessuna generalizzazione, ma purtroppo se ne vedono tante... troppe appunto!
è diventato un berluschino o un berlusclone (senza offesa è) magari lui è fiero pure di imitarlo così bene:sad:
viva il mare libero!
no alle spiagge private!
no ai conflitti di interesse!
Fammi capire tu pensi che mangiare il (tuo) panino all'ombra di un gazebo sia un tuo diritto? E allora un imprenditore che l'ha fatto a fare il lido? Per fare un favore agli scrocconi?
E ti assicuro che in nessun caso puoi mangiarti un panino (fatto da te) all'interno di una struttura privata, è così in tutta Italia. Anzi, prova ad andare a Riccione, pagarti l'ombrellone, e portarti panini, focacce e bibite da casa, vedi che ti dicono. Ti assicuro che in quasi tutti i lidi di Monopoli, invece, te lo consentono.
Perchè questi non sono turisti, sono dei parassiti, si portano le loro teglie di "patate riso e cozze" da casa e allestiscono il loro bel banchetto, e i vigili stanno li a chiedere una porzione.
Vorrei porgere solo una domanda a tutti: le persone che richiedono l'ingresso gratuito, cosa possono fare nel lido secondo voi, oltre a prendere qualcosa dal Bar? Questa legge messa così non serve a NULLA! Che ci vado a fare a Sabbiadoro o Le Macchie, Pellerossa ecc...?
E' come sedersi al tavolo di un ristorante senza prendere niente. Questo per far capire che la provocazione di Zazzera è assolutamente fuori luogo. E anzi, io sono convinto che l'accesso alla spiaggia gratuito dovrebbe garantire un posto sul bagnasciuga gratuito, dei servizi igienici (MESSI A DISPOSIZIONE DAL COMUNE!!!!) Così, magari, insegniamo "sempre ai cozzali di prima" che se il bambino deve "urinare" è buona cosa andare nel bagno e non farla nell'acqua.
Si vede che sono intollerante?
Lui alla plebe dice:"che volete di più, vi concediamo pure di passare per buttarvi a mare!" "non potete pretendere pure di impiantare un vostro ombrellone sul litorale!" "se volete stare sulla spiaggia dovete pagare!" "il litorale è nostro".
Se ne approfitta che la disorganizzata Regione Puglia, dopo aver fatto la legge,non ne controlla l'applicazione.
Come mai nessuno lo ha contestato finora? Provate a frequentare un'altra mega concessione come Torre Egnatia e vi renderete conto che anche l'opposizione ha il suo tornaconto....
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!