Sabato 26 Maggio 2012
   
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PUG? PARLIAMONE CON FRANCO MUOLO

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Gentilissima Redazione,


ma veramente mi state chiedendo un parere sul Pug? E' stato definitivamente adottato addirittura all'unanimità dal Consiglio comunale! A che serve! Ormai i giochi sono fatti. Forse non sapete che durante la gestazione di questo Pug, nell'ultimo periodo dell'Amministrazione Leoci io (osteggiato per il solo fatto di aver ficcato il naso nelle carte, in qualità di assessore alla pubblica istruzione per poco più di un anno, per non aver condiviso le scelte urbanistiche che il centro sinistra andava man mano costruendo) mi sono sforzato invano per far emergere i vulnus tecnici, si badi bene sottolineo tecnici e non politici, sui quali  l'Amministrazione basava erroneamente, a mio giudizio, le sue scelte politiche.

Volete alcuni esempi? La zona industriale, in un primo momento prevista a monte della tangenziale, laddove sarebbe stato più logico allocarla per allontanarla dalla città, improvvisamente inverte la "corsa" verso il centro del paese. Il Pug è stato adottato appena ieri, ma gli effetti devastanti si stanno già manifestando con i cosiddetti sportelli unici, basti farsi una passegiata a piedi sul cavalcavia di viale Aldo Moro per rendersi conto che tra breve l'accesso principale della zona industriale non sarà più quasi alla fine della strada comunale Baione, come saggiamente aveva previsto il Prg Piccinato, ma addirittura dalla via Chiantera dove, per intenderci, si stanno per ultimare i lavori della grande rotatoria (del pino sacro) all'incrocio con lo stesso viale A. Moro. E che dire del porto turistico previsto proprio sullo sfocio del torrente Ferraricchio e del faraonico porto canale per la cantieristica navale che si vorrebbe realizzare nell'area di sedime dell'ex cava Spina, laddove per motivi altimetrici è pressoché impossibile realizzare una darsena che "scenda" in mare, per non parlare dell'altra impossibilità tecnica di spostare i tre collettori principali della fognatura e dell'adiacente impianto generale di depurazione fognario di Torre D'orta. E che dire della leggerezza con cui è stata prevista la possibilità di costruire case per civili abitazioni e opifici produttivi in prossimità di cavi ad alta tensione (da 18mila a 150mila Volt) e di grossi tralicci, vecchi e nuovi, sorti sulla via Conversano. Poi, non riesco ancora a concepire perché hanno voluto concentrare tutte le aree per le cooperative edilizie in una sola zona della città, quella compresa tra la via S. Marco e la fascia di rispetto del Cimitero, sempre all'interno della tangenziale. Credevo che i ghetti fossero stati aboliti con l'adozione dell'ancora vigente Prg. Insomma questo Pug strizzerà la città fra la tangenziale e il mare come in una scatola di sardine si dice per non consumare territorio. Non dirò altro, altrimenti passerei la nottata al computer.

 Un'ultima considerazione, non tecnica: come si fa ad adottare definitivamente un Pug all'unanimità, quando la compagine dell'attuale amministrazione di centro destra, nella serata della prima adozione (23 dicembre 2007), quando era all'opposizione, non volle nemmeno votare il provvedimento abbandonando compatta l'aula consigliare. Quasi niente è cambiato d'allora, se non quei "quattro" emendamenti sulle osservazioni concordati nella tre giorni della "finale". Credo che l'interesse collettivo abbia subìto uno smacco! Povera Monopoli!

 


Cordiali saluti,
Franco Muolo (don Chisciotte della Mancia)

 

CONSIDERAZIONI SU "ZONA SAN FRANCESCO"

Dal momento che "dallo studio, fatto sulla base del rilievo topografico fornito dall'Amministrazione comunale, è emerso il definitivo regime idraulico dell'area in questione dal quale si evince chiaramente che la lottizzazione di via San Francesco da Paola non è a rischio idraulico" deduco che la fascia di rispetto alluvionale disegnata sul Pug strutturale a monte e a valle del cosiddetto canale Recchia non avrebbe motivo di esistere. Delle due l'una: o è sbagliata la previsione del Pug o è sbagliato lo "studio idraulico effettuato dall'Adb nell'area compresa tra il torrente Pagano e il canale Recchia". Aggiungo che il canale Recchia fu costruito lungo e a valle dell'allora costruenda via Traiana negli anni Cinquanta, dall'Amministrazione comunale pro-tempore, per deviare le (vere e turbolenti) acque del torrente Santa Cecilia (sfociante anticamente direttamente nella cala prima di quella posta a nord di S. Stefano). E non so se il motivo prevalente (la mia giovane età non mi consentiva di discernere) fu quello di servire le nuove cisterne dei nascenti orti (fra cui quello di mio padre) oppure quello di deviare le tumultuose e rovinose acque del Santa Cecilia dai terreni dei soliti amici. Fu commesso un errore però: quello di non approfondire di più la livelletta di scolo del canale artificiale (credo tecnicamente voluto per agevolare le nuove prese d'acqua piovana alle cisterne). Per questo motivo di tanto in tanto si verificavano notevoli allagamenti nella zona a monte e a valle per tutta la lunghezza dello stesso canale Recchia. Allagamenti che non si sono più verificati da quando, negli anni Ottanta, quest'ultimo fu oggetto di lavori di approfondimento del suo alveo, effettuati dalla ditta Colavitti Cosimo e F.lli (corrente ancora oggi in contrada Lamalunga) e da me diretti durante la mia attività di responsabile dei LL.PP. nel locale Ufficio Tecnico comunale. Chiedo scusa se involontariamente ho disturbato il "sonno" di qualcuno, ma credo, caro Emilio, che gli studi sul territorio vadano condotti, a mio giudizio, in maniera più approfondita. Specialmente quando si mette mano a una nuova pianificazione urbanistica generale.

Cordiali saluti,
Franco Muolo

 

Commenti 

 
#2 vittorio 2009-08-08 18:00
vorrei aggiungere la devastazione di della costruenda zona artigianale di contrada s.andrera, dove i muri secco contornati da "monumentali ulivi" sono stati sostituti da "splendidi" ,e questo è dir poco recinsioni in cemento faccia a vista. Dove sono oggi gli artigiani che dovrebbero utilizzare dette aree, e che poi dopo lo sviluppo della loro attività dovevano trasferirsi nella Z.I., ma quale, quella a ridosso della casa olearia, NON C'E' a monopoli una zona industriale LIBERA. Ad oggi ne questo pug ne il vecchio prg hanno dato delle risposte alle necessità per lo sviluppo della comunità produttiva. Invito altri piccoli imprenditori ad esprimersi su questo tema. Scusate l'ermetismo di questo commento, ma quando le cose nascono da cuore è difficile tenerle a freno.
Rispondete non abbandonatevi alla rassegnazione, i nostri voti valgono, è fanno gola a tutti.
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#1 Michelangelo 2009-08-08 16:41
Ricambio l'attestato di stima a suo tempo concessomi da Franco Muolo. Ottimo articolo, breve, conciso e preciso. Good Job!
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