Sabato 26 Maggio 2012
   
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SCUOLA: LA RIFORMA SECONDO IL PD

SCUOLA_PD
"Come il Titanic la scuola affonda nel mare dei tagli".

Mentre il nuovo anno scolastico si fa strada tra feste d'accoglienza e celebrazioni ufficiali, "la scuola – secondo il PD – affonda". A colpire il Titanic – dice Antonio Pirrelli – è il mare di tagli applicati dalla riforma (ribattezzata "Gelmonti") .

Qui a Monopoli, come in tutto il Paese, la protesta avanza. Venerdì 17, sulle porte del liceo Galileo Galilei primeggiava il "manifesto funebre della scuola". Più avanti, a Palazzo San Martino, si teneva  invece un convegno organizzato dal PD, e coadiuvato da alcuni docenti, mirato a chiarire i problemi della riforma.

Nel corso del convegno sono intervenuti, dopo la presentazione di Antonio Pirrelli (vice-segretario PD), i docenti Flora Villani (moderatrice), Maria Teresa Rossani e Angela Mastronardi. Ospite anche il Dirigente scolastico dott. Di Tollo, preside del Liceo Classico O. Flacco di Bari.

"Questa riforma tradisce l'articolo 33 della Costituzione italiana" – ha esordito la prof.ssa Villani.

ART.33- L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

"Con questa riforma – ha proseguito la Villani – si intende dare un indirizzo politico che equivale all'abbandono della scuola di Stato a favore dei privati".

Presentati anche i dati dell'OCSE (Organizzazzione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) secondo i quali l'Italia vanterebbe uno dei migliori risultati per la scuola primaria, ma che si posiziona solo dopo il Brasile e l'Estonia per gli investimenti economici nell'istruzione. Docenti penalizzati con una retribuzione sotto la media.
Secondo i dati, infatti:
"L'Italia spende il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche (un dato rimasto costante dal 1995 al 2007), contro una media Ocse del 5,7%. Solo la Repubblica Slovacca spende meno tra i Paesi industrializzati. Persino il Brasile (con il 5,2%) e l'Estonia (5%) spendono di più. Gli Usa – tra i pochi ad aver incrementato la spesa negli anni presi in considerazione – spendono il 7,6%. Nel suo insieme, la spesa pubblica nella scuola (inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti) è pari al 9% della spesa pubblica totale, il livello più basso tra i Paesi industrializzati (13,3% la media Ocse) e l'80% della spesa corrente è assorbito dalle retribuzioni del personale, docente e no, contro il 70% medio nell'Ocse. La spesa media annua complessiva per studente è peraltro di 7.950 dollari, non molto lontana dalla media (8.200), ma focalizzata sulla scuola primaria e secondaria a scapito dell'università dove la spesa media per studente inclusa l'attività di ricerca è 8.600 dollari contro i quasi 13mila Ocse".
(fonte IL SOLE 24ore)

A far discutere l'apertura dell'anno scolastico è senz'altro la situazione dei docenti e la riduzione del personale ATA.
Qui di seguito le riduzioni tratte dal documento del Ministero, punto per punto, fino al raggiungimento degli obiettivi:

ANNO SCOLASTICO 2010/2011
Aree di intervento stima, riduzioni
a) Innalzamento del rapporto alunni classe di un ulteriore     0,10                                                   3.400
b) Determinazione organico scuola primaria con il solo orario
obbligatorio - ulteriore riduzione -                                                                                                        4.000
c) Riduzione insegnanti specialisti lingua inglese scuola primaria                                                  3.900
d) Revisione dell’organizzazione e dell’orario del tempo prolungato
nella scuola secondaria di I grado                                                                                                        10.600
g) Revisione dei curricoli istitutivi II grado                                                                                         3.700
TOTALE                                                                                                                                                   25.600
ANNO SCOLASTICO 2011/12 - Tabella 3
Aree di intervento.                                                                                 Stima.                                     Riduzioni
a) Innalzamento del rapporto alunni classe di un ulteriore                 0,10                                          3.400
c) Riduzione insegnanti specialisti lingua inglese scuola primaria                                                    3.300
d) Determinazione organico scuola I grado con il solo orario
obbligatorio e applicazione D.L.vo n. 59/04 - ulteriore riduzione -                                                     3.000
d) Revisione dell’organizzazione e dell’orario del tempo prolungato
nella scuola secondaria di I grado                                                                                                           3.000
g) Revisione dei curricoli istitutivi II grado                                                                                            7.000
TOTALE                                                                                                                                                     19.700
Totale generale                                                                                                                                          87.400

Ridotto anche il programma di insegnamento ministeriale, nel quale,  per esempio, la geografia si unifica alla storia e il diritto scompare dalle aule di scuola secondaria superiore.

Uno sguardo infine alla nostra città, dove questa estate l'attenzione si è concentrata nel liceo Linguistico: lì i primi effetti della riforma hanno costretto il dirigente a  "buttare fuori" dall'Istituto cinque ragazzi, con un sorteggio. Erano di troppo rispetto ai parametri indicati dalla riforma.

Per concludere una riflessione di Antonio Pirrelli: "L'impressione è che i cittadini non abbiamo la piena consapevolezza degli effetti della riforma!"

Commenti 

 
#3 Antonello. 2010-09-21 05:22
Io parlerei delle assunzioni senza limiti fatte negli anni passati grazie ad accordi trasversali destra - sinistra, pc - dc. Adesso ne pagano le conseguenze gli attuali insegnanti. Non addentriamoci in analisi sociologiche un pò trite, ma cerchiamo di ragionare su problemi più semplici, attuali e concreti. Un freno era necessario porlo, anche se dopo le razionalizzazioni di spesa sarebbero dovuti seguire investimenti nel settore.
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#2 nico 2010-09-21 01:30
Ma pirrelli era lì come consulente? e chi paga?
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#1 guaio 2010-09-20 17:31
il guaio vero è che della scuola nessuno se ne frega più nulla, nè studenti, nè famiglie, nè governi, nè industriali, tanto da arrivare a considerarla non un investimento (certamente economico, ma anche in demoscrazia), ma una spesa corrente sostanzialmente improduttiva e quindi da ridimensionare in tempi di crisi generale, al pari di quelle che possono essere le spese per auto blu o chessò io
in questa mentalità è la vera tragedia, sia economica (senza cervelli non si esce dai settori a minor valore aggiunto, tuttora ossatura dell'economia nazionale e sempre più esposti alla concorrenza dei vari "cinesi"), sia sociale (più il popolo diventa bue per davvero, più la compattezza sociale vacilla e la comunità nazionale si sfalda)
auguri vivissimi alle prossime generazioni
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