Zaccaria auspica il cambio di mentalità
( in arrivo il "TRENO DEI TIPICI")
Più volte Angelo Lamanna (portavoce di IO SUD) ha sottolineato l'inadempienza di questa amministrazione rispetto alle promesse fatte ai cittadini dell'agro in campagna elettorale. In particolare, gli agricoltori- ricorda Lamanna- scendevano in piazza contro i vincoli paesaggistici. Avevano promesso un supporto all'agricoltura. Ed oggi?
"Abbiamo un assessore e consiglieri a rappresentare l'agro, ma nulla è cambiato. Che fine hanno fatto?" si domandava Lamanna.
Abbiamo quindi intervistato l'assessore competente, Domenico Zaccaria.
Quali sono le prospettive per lo sviluppo agricolo? Ci sono fondi a disposizione, progetti?
"Come abbiamo detto altre volte, ma è opportuno ribadirlo perchè delle volte si fa della mera strumentalizzazione su queste questioni, i fondi per il comparto agricolo arrivano per l'ottanta per cento dalla Comunità Europera. Passano attraversi le Regioni, che si occupano dei decreti attuativi, regolamentando la distribuzione sul territorio.
E' chiaro che questi decreti privilegiano le grosse aziende, ma soprattutto le catene di distribuzione. Non indicidono positivamente, da nessun punto di vista,sulle piccole e medie realtà. Noi per esempio, vuoi per la frammentazione, vuoi per la concezione di azienda agricola familiare, le grandi aziende si contano sul palmo della mano.
La prima cosa sulla quale bisognerebbe intervenire, sono proprio i decreti attuativi.
Ma voi, come Comune, anche nella prossima previsione di bilancio, avete intenzione di stanziare fondi da investire nel comparto agricolo, con una progettazione?
"La filiera corta non risolve il problema, può essere più una vetrina, che la soluzione del problema. In un mercatino della filiera corta si potrà inserire il 10% delle aziende che potranno inserire il 10% della produzione. Non risolvere il problema.
Ora, mi chiedevi delle risorse...ma delle risorse, per andare a finanziare cosa? Non c'è un progetto
Dovremmo dare dei contributi? Con quale criterio? Per incentivare cosa? Ora, non voglio scaricare responsabilità... mi rendo conto che anche regolamentare un bando POR non è facile, perchè la Regione vuole determinate garanzie. Veniamo da un passato in cui hanno beneficiato di risorse reltà che neppure esistevano. Quindi è chiaro che le richieste anche in termini di garanzia bancaria, molto spesso non trovano riscontro nelle realtà locali. Perchè o queste garanzie non ci sono, oppure, là dove ci sono, non ci sono le strutture bancarie organizzate per seguire questo discorso. Anche la Banca locale, probabilmente non copre l'intero territorio.
Noi abbiamo fatto e continueremo a fare un servizio di assistenza. Ma anche qui abbiamo avuto l'onère di inventare. Non c'era neppure un ufficio. Abbiamo fatto un concorso per l'assunzione di un agronomo, purtroppo si è messo in aspettativa...ha lavorato solo pochi mesi. Avevamo puntato molto su questa figura per organizzare una piccola ripartizione, nelle quali le risorse umane sono veramente limitatissime (e si occupano anche del verde pubblico). Abbiamo riorganizzato logisticamente l'ufficio, abbiamo abilitato più di 200 agricoltori per i tesserini fitosanitari. Ci occupiamo anche della stagione venatoria. Sicuramente valuteremo per la previsione di marzo un potenziamento dell'ufficio. Perchè per mettere delle somme in bilancio è necessario avere poi la struttura per utilizzarle...al contrario, sarebbe solo fumo negli occhi.
Nessuna idea per le strutture? Un mercato ortofrutticolo per esempio...
No, sarebbe un doppione. Diciamo che strategicamente serviva. Avremmo potuto approfittarne 15 anni fa, quando quello di Fasano stava declinando. Ma non ci abbiamo pensato. Ora è chiaro che non saremmo concorrenziali con il nuovo mercato generale di Taranto e di Bari, grosse realtà, e con le realtà più piccole come Polignano e Conversano.
Non saremmo concorrenziali.
Qual è la soluzione?
La chiave di volta del problema agricolo passa attraverso due cose: un cambio di mentalità degli agricoltori, che devo uscire dalla mentalità assistenzialista, per arrivare a quella imprenditoriale. E sta avvenendo. E con questo cambio di mentalità anche una maggiore predisposizione alla comunicazione. Collaborare alla comunicazione, alla promozione del prodotto. Noi stiamo programmando delle attività che ci permetteranno di fare promozione del territorio e del prodotto. Ma servirà a poco quanto niente. Promuovere qui, nel territorio, prodotti locali, serve a poco. Diverso è per esempio quello che sta facendo l'assessore Rotondo con la partecipazione a fiere internazionali, dove la questione cambia.
Marchio d'area. Come avete organizzato il lancio?
Noi lo utilizzeremo in ogni occasione di comunicazione. Per identificare nel marchio il territorio, il prodotto. Sicuramente l'importante è cominciare.
Piuttosto che continuare a buttare aria al vento, dicendo quello che non va bene, si potrebbe invece proporre per vedere quello che si potrerbbe fare. Anche l'idea della fiera...di un polo di attrazione, dovrebbe passare attraverso il supporto della Regione, per realizzare qualcosa di veramente valido.
E' necessario fare un salto di qualità, abbandonare la mentalità assistenzialistica ed entrare in quella imprenditoriale, nella quale la comunicazione è una fetta importante.
A breve faremo "Il treno dei Tipici" . E' una sorta di vetrina, di promozione del prodotto locale. E' una manifestazione itinerante organizzata con altri venti comuni. Quest'anno dovrebbe essere Monopoli ad ospitarla. Bellissima manifestazione...ma non conosceremo niente di nuovo in confronto a quello che già sappiamo. Bellissima iniziativa, ma non è qiuesta la strada. Bisogna organizzare a livello locale le aziende più giovani, (ed ho fatto anche degli incontri) che insieme, si devono fare una comunicazione omogenea utilizzando il marchio d'area. Questo ci darebbe un punto di partenza. E poi puntare sulle risorse che metteremmo a dsposizione. Ma la comunicazione deve essere mirata, promuovendo un marchio con sotto un gruppo di aziende.
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Commenti
Vorrei ricordare all'assessore che con poco si può ottenere molto la gente di campagna è abituata ad accontentarsi, tanto da credere anche alle promesse fatte in campagna elettorale.... che sconforto.
nulla è stato fatto e nulla si farà , perchè nulla si è progettato o programmato.
se qualcuno si permette di evidenziare il fallimento dell'amministazione nell'agro, "strumentalizza".
un agro che con percentuali "bulgare", ha generosamente contribuito in ben tre tornate elettorali e che ora, deve sentirsi dire che l'assessorato all'agricoltura nulla può fare per l'agricoltura.
è allora che ci sta a fare?
gli agricoltori devono sentirsi dire che sono essi stessi, a causa della loro mentalità "assistenzialistica", i colpevoli della grave crisi che li sta progressivamente distruggendo.
sarebbe interessante sentire cosa propongono i vari martellottas, si proprio i martellottas, padre, figli, nipote (minoia) e contabile (napolrtano), giovanni copertino e palmisano che devono tutto alla buona fede dei numerosi elettori dell'agro.
e mi piacerebbe sentire cosa ne pensano gli agricoltori di questa intervista, magari quelli che ho "strumentalizzato" portandoli in piazza coi trattori.
eppure le proposte sono state fatte, validissime, ma se non sei dei loro, sei contro di loro.
ci vediamo giovedì sera alle 19.30 al clio.
Se poi chi critica l'operato di tale amministrazione è il semplice cittadino o il giornalista onesto e senza interessi si viene accusati di essere sinistroidi e fomentatori d'odio.
Ancor di più se poi si và in giro per la città delirando....contro chi onestamente pubblica la realtà della situazione.
Pertanto, per il ruolo che rivestite, siate più corretti, i Cittadini vi ascoltano e commentano.