In attesa di sapere cosa farà l’opposizione,
il sindaco interpella l’avv. Matassa
Le sorti del PUG monopolitano potrebbero dipendere nuovamente dal parere espresso dall’avv. Nino Matassa, il consulente interpellato dall’amministrazione cumunale un anno fa per esprimersi in merito alla possibilità dei consiglieri comunali incompatibili di partecipare al voto delle osservazioni.
In quel frangente l’avv. Matassa suggerì all’amministrazione un escamotage : le osservazioni potevano essere discusse e votate singolarmente escludendo dalla votazione volta per volta i consiglieri incompatibili.
Tuttavia in un articolo dell’epoca evidenziammo come il conflitto d’interesse non si sostanzia solo nella partecipazione al voto ma anche nella partecipazione al dibattito ed all’iter procedurale che ha condotto al voto e non tutti i consiglieri comunali incompatibili si astennero in tale frangente.
All’epoca opposizione e maggioranza mostrarono uno spirito collaborativo ed approvarono all’unanimità le osservazioni al PUG.
Cosa è accaduto successivamente? L’opposizione ha lamentato il mancato coinvolgimento da parte della maggioranza; anche il sindaco in più di un’occasione ha riconosciuto in consiglio comunale l’errore. Da quel mancato coinvolgimento è nato lo scontro di oggi che ha permesso ai cittadini di conoscere in minima parte gli interessi particolari sottostanti al piano urbanistico.
Dato che il voto favorevole dei partiti d’opposizione non è più scontato, la maggioranza per poter approvare il PUG ha la necessità di diventare autosufficiente ma per far ciò occorre chiamare in causa i tanti consiglieri comunali incompatibili. Nello stesso tempo non si può correre il rischio di rendere il PUG impugnabile per vizi formali. E’ per questo motivo che pare il sindaco abbia deciso di consultare il legale al fine di ottenere un nuovo consulto.
Tuttavia tra le fila della maggioranza più di un consigliere si dice fiducioso poiché ritiene che alla fine, turandosi il naso, i consiglieri di minoranza (con qualche eccezione) voteranno a favore. E così IDV e PD, acerrimi nemici dell’attuale sindaco, potrebbero diventare in questo caso i suoi principali alleati. Vedere il consigliere Ciaccia che accorre in soccorso del Sindaco con il suo voto sarebbe un inedito.
E se un imboscata al primo cittadino giungesse proprio da qualche consigliere di maggioranza? Viste le ultime dichiarazioni dell’assessore Alba e dei consiglieri forzisti del PDL non sarebbe un’ipotesi inverosimile.
In uno scenario tanto confuso, meglio sarebbe blindare il PUG e far votare i consiglieri incompatibili. A districare l’insolita matassa giungerà il parere dell’avv. Matassa? Almeno potremo dire IPSE DIXIT.
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Commenti
Il 15%... il 20%... ma di che parlate?! Qui la questione è un'altra e sappiamo bene come stanno i fatti! Basta con le chiacchiere vuote!
su questi temi il giornalista dovrebbe essere asettico: ma come più di un commentatore ha fatto notare qui si fa il tifo per il peggio...
domanda: se Romani ha cambiato il 15% del piano e prima di quel cambiamento per ilc entrosinistra andava bnissimo (era il miglior pug possibile).-... mi domando: tutto in quel 15% sta la parte peggiore'?? MA PER FAVORE!
L'economia di Monopoli dovrebbe decollare per questi quattro punti del PUG:
1)Il porto turistico dovrebbe decollare a spese del privato e cioè MAI.
2)La cantieristica (cava Spina) si farà a spese del privato (spostamento del
tronco fognatura) e cioè MAI.
3)Gli alberghi al capitolo se conviene al privato (non si è dato un vincolo certo al privato di attualizzare la simultaneità col residenziale) e cioè MAI.
4)Nelle campagne se si hanno 10000 mq. e si è agricoltori e cioè mAI.
L'economia MOnopolitana non decollerà MAI.
Altri interventi sono incommentabili e se non si trattasse del governo di una città , potremmo, al posto di biasimarli, farci una grassa risata!
"Sulla genericità e pretestuosità dei motivi, l’eccezione s’appalesa fondata relativamente al secondo dei dedotti motivi di doglianza nella parte in cui si adombra l’ipotesi che alcuni dei consiglieri comunali avrebbero violato l’obbligo di astensione.
L’istante sostiene, apoditticamente, che quattro amministratori potrebbero trovarsi in situazione di conflitto d’interessi; da cui, la richiesta al giudicante di approfondire l’indagine mediante acquisizione degli atti ed analisi delle singole posizioni così da appurare l’esistenza o meno di situazioni di incompatibilità .
Il Collegio osserva che pur disponendo di poteri acquisitivi, il giudice amministrativo non può utilizzarli sino al punto di sostituirsi all’attore nell’attività probatoria gravando su quest’ultimo, sempre e comunque, l’onere di fornire un minimo principio di prova.
Nella circostanza, la precisione delle censure mosse in parte qua con il secondo dei dedotti motivi di gravame appare al Collegio ben al di sotto della soglia minimale che consenta di filtrare il ricorso meramente “esplorativoâ€, ossia quello proposto sostanzialmente al buio ed unicamente mirante a sollecitare l’effettuazione da parte del giudicante di accertamenti, confidando nella possibilità di un’emersione ex post della ipotizzata illegittimità .
Segnatamente, il Collegio reputa non sufficiente la generica deduzione di un presunto conflitto di interessi in capo ad alcuni amministratori senza che siano state precisate e/o indicate tutte le circostanze dalle quali possa desumersi che il vizio denunciato effettivamente sussista.
Parte ricorrente, invero, si è limitata ad adombrare il sospetto di incompatibilità per relationem a quanto dichiarato dal conigliere N. senza procedere ad un autonomo filtro giuridico, omettendo anche l’allegazione di puntuali circostanze di fatto idonee a supportare le rubricate censure.
Nulla esclude che i fatti possano avere rilevanza penale; in questa sede processuale, però, l’allegazione dei vizi sconta regole sue proprie perché sia consentito al giudice amministrativo di indagare la legittimità degli atti.
Le censure in esame, pertanto, sono inammissibili per genericità ".
Nello specifico caso l' approvazione del PUG, essendo di carattere generale del riassetto urbanistico del territorio dell' intero comune, assume il carattere di "Pubblica Utilità ", dunque l' interesse dei consiglieri nell' approvarlo è pubblico e quindi l' incompatibilità è palesata e dunque elisa.
Non serve mica Matassa per capirlo...
Possono votare tutti i consiglieri comunali anche quelli direttamente proprietari di terreni soggetti a variazione urbanistica.
Tutti a casa!