“ GOVERNARE LA RIPRESA DEL PAESE, GARANTIRE LA DEMOCRAZIA DEGLI ELETTORI”: è il tema dell’incontro-dibattito che si è tenuto a Monopoli lo scorso 15 ottobre presso la sala congressi dell’hotel “ Vecchio Mulino”, promosso dal “ CENTRO STUDI CULTURALI CRISTIANO DEMOCRATICI”. Protagonisti del dibattito, il dott. Giovanni Copertino, presidente della citata associazione culturale, l’avv. Sergio Marasciulo, consigliere comunale eletto nelle fila del PDL, il prof. Aldo Loiodice, ordinario di Diritto Costituzionale presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari, il Senatore Gaetano Quagliariello, vice presidente vicario del PDL, al quale sono state affidate le riflessioni finali. "Il rispetto delle regole determina il rispetto della democrazia,- ha sottolineato l'avv. Marasciulo- che nasce da elezioni libere e continua in Parlamento. Un Parlamento che deve essere necessariamente forte e libero da qualsiasi condizionamento per garantire un buon governo. Purtroppo oggi si assiste a numerosi episodi di contrapposizioni tra Governo e Parlamento a causa dell’atteggiamento scontroso e carico di rancori verso il Premier da parte dei partiti di opposizione." Di qui l’invito rivolto al pubblico a sostenere il Presidente Berlusconi per attuare i 5 punti programmatici del suo Governo.
Prima di cedere la parola al prof. Loiodice, il dott. Copertino ha salutato e ringraziato il pubblico presente in sala, chiedendo al senatore Quagliariello di contribuire alla risoluzione delle problematiche legate all’agricoltura, in particolare la questione della fiscalizzazione dei contributi agricoli e maggiori tutele dei prodotti nostrani a difesa dalla concorrenza dei prodotti esteri.
A tornare sui 5 punti del Governo è stato invece il prof. Loiodice. "Sono di fondamentale importanza per la ripresa dell’Italia,- ha dichiarato- su tutti la riforma della Giustizia. Tale riforma nasce dall’esigenza di riequilibrare i rapporti tra i poteri dello Stato, troppo spesso in contrapposizione tra loro, e tra stampa e giustizia."
La sintesi della serata è stata invece affidata al senatore Quagliariello, che ha analizzato criticamente la situazione interna del PDL. Secondo il senatore le cause dei problemi interni al partito, sono da ricercare nelle scelte dell’opposizione e nei comportamenti di una parte minoritaria del PDL ( i finiani), che hanno provocato instabilità con pesanti ripercussioni sull’azione di governo. Quagliariello ricorda come l’inizio della legislatura era stato caratterizzato da un nuovo clima di distensione, che aveva fatto ben sperare sull’apertura di una nuova stagione politica. Sempre secondo il senatore, per la prima volta, il Pd di Veltroni aveva abbandonato l’idea del nemico politico da distruggere, e guardava al Presidente Berlusconi come avversario. Nacque dunque l’accordo tra i due candidati premier che prevedeva la corsa solitaria all’elezioni con la sola alleanza con un partito minore. La scelta del PD di allearsi con l’IDV di Di Pietro, partito definito “ giustizialista, massimalista e giacobino”, ha invece nuovamente infiammato il clima politico.
Ma l'analisi non si ferma, e dalle elezioni giunge fino al "cancro" del PDL: Fini. "L’altro fattore destabilizzante è rappresentato dal comportamento del Presidente della Camera Gianfranco Fini-ha commentato Quagliarello- che mosso dal desiderio di visibilità e di presentarsi quale valida alternativa di Berlusconi, ha gettato ombre circa l’operato del partito e rallentato l’azione di governo, rendendo necessario il suo allontanamento."
Premesso ciò, dopo aver precisato che il suo progetto politico è scevro da personalismi e che non prepara alcuna corsa alla successione, Quagliariello è approdato alla conclusione: il PDL deve porsi come il partito dei moderati, guardare con favore alle diverse componenti culturali, ma non può in alcun modo prescindere dai principi e dai valori etici. A fine serata il senatore ha assicurato la sua disponibilità e il suo impegno affinchè in Parlamento si discuta delle problematiche agricole sollevate dal dott. Copertino.
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Commenti
fini "cancro" del p.d.l. concetto molto "moderato".
fini è cofondatore del p.d.l. con la sua espulsione il p.d.l. partito socialpiduista, con connotazioni populiste di stampo sudamericano, con reminescenze peroniste (anche peròn era piduista), non esiste più.
giusta la definizione dell'espulso, "forza italia allargata agli ex colonnelli a.n."
le intersecazioni con il "piano di rinascita democratica" di gelli sono inquietanti.
RIDICOLI A SINISTRA
Il giorno del voto sarà abile e arruolato per il si a questo pug.
Mi piacerebbe ricordargli queste sue stesse parole il giorno 22 alle ore 09,00 in Sala Perricci, oppure, molto probabilmente, il giorno 25 alla stessa ora e nella stessa sala.