Una manifestazione che, abilmente occultata dalla maggioranza dei media, ha riscosso un successo senza precedenti, dimostrando il grande radicamento e la grande forza della FIOM, capace di mobilitare centinaia di migliaia di persone (tanto è vero che Paolo Flores d’Arcais afferma “se la dimensione della manifestazione non fosse stata occultata, se ci fosse stata una diretta, con le canoniche riprese dall’alto, tutti sarebbero oggi costretti a discutere sulla “scandalosa” capacità di consenso di una forza sindacale data come “isolatissima” e sul carattere di punto di riferimento generale e nazionale che la sua piattaforma “radicale” si è conquistato.”)
Una manifestazione che ha riscosso un grande successo e che al grido di “sì ai diritti, no ai ricatti” ha non solo reso visibili le difficoltà in cui versa il nostro Paese, ma ha dimostrato la straordinaria richiesta di un’inversione di rotta rispetto alle politiche occupazionali del Governo che tende a lasciare soli e isolati i lavoratori, gli studenti e i sindacati.
La FIOM, parlando concretamente di contratti nazionali per settore (e senza deroghe, in piena antitesi al “modello Pomigliano”), di salario minimo di cittadinanza (una conquista considerata irrinunciabile nella maggioranza dei Paesi europei “evoluti”) , di democrazia contrattuale (ovvero il voto della base dei lavoratori su qualsiasi contratto, nazionale o integrativo, scelta che sarebbe in grado di rendere impraticabile la strada dei contratti separati con CISL e UIL) sta cercando di riunificare a sinistra le lotte sindacali, portando in Piazza massicciamente non solo gli operai, gli studenti e i disoccupati, ma anche tutta la piccola e media borghesia che neanche negli anni d’oro di Cofferati si era riusciti a mobilitare in maniera duratura.
Per la prima volta, sembra possibile riunire nella stessa battaglia anche i lavoratori del moderno precariato, raccontati come individualisti strutturalmente refrattari alle lotte solidali e, invece, ora messi alle strette da una crisi gravissima e da un governo che li ignora.
Al di là della sacrosanta richiesta di sciopero generale (che va fatto solo se tutti uniti), la FIOM comincia a praticare, concretamente e realmente, il terreno della riunificazione delle lotte, svolgendo funzione concreta di supplenza politica. Una svolta epocale dal quale ricostruire un’alternativa di società.
Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra ci stanno, a pieno: ricostruiamo l'unità della Sinistra a partire dai fatti concreti.
Per i Giovani Comunisti: il coordinatore Marco Colucci
Per il Partito della Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra: il segretario Aldo Sammarelli
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Allora secondo lei il problema è solo mio? se aumentano... - SCARCERATO IL CONSIGLIERE...
lui ke deve kiedere i danni a lei........ma ke vergogna... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
Se il concittadino la manifestazione se la fa con i suo...
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