La maggioranza insiste sulla legittima presenza
dei consiglieri "incompatibili"
PUG.
L'ultima, risale a 9 legilature fa. Il "provvedimento", il volano economico e sociale cittadino oggetto nelle ultime settimane di colpi di scena, che molto hanno fatto discutere. Dal caso di via Arenazza a quello dello Spirito Santo. Una maggioranza in silenzio stampa, un'opposizione agguerrita.
Si aprono le danze e l'opposizione lancia al centro dell'aula il primo quesito fondamentale per sancire la legittimità del provvedimento: la compatibilità.
Ad introdurre la questione, il consigliere Franscesco Tamborrino, il quale sottolineava di non aver ricevuto alcuna richiesta, dalla Presidenza, di autocertificazione in ordine alla compatibilità.
Quindi la richiesta al Segretario comunale di chiarire la questione della compatibilità: i consiglieri che erano incompatibili nella scorsa votazione, sono oggi legittimati al voto?
Tecnica la risposta del Segretario, il quale si rivolge al parere dell'avvocato Gagliardi La Gala.
In sintesi, l'incompatibilità varrebbe esclusivamente in presenza di interessi diretti ed immediati.
Due le tesi sostenute in contrapposizione (le stesse che avevamo già illustrato in un articolo precedente):
"AVANTI TUTTA, SENZA PAURA" .Nel merito la maggioranza sosteneva, con i consiglieri- avvocati Marasciulo e Lacatena, che l'incompatibilità era valevole per l'esame e la votazione delle singole osservazioni (che vedevano interessi diretti ed immediati), mentre il Consiglio comunale in corso vedeva al centro della votazione una ratifica che, come confermato dal parere degli avvocati Matassa e Gagliardi La Gala, poteva essere sottoposto alla votazione di tutti i consiglieri (anche quelli che erano incompatibili per le singole osservazioni). A consacrare la legittimità del Consiglio comunale è stato in particolare il Presidente della Commissione all'urbanistica, con un "Avanti tutta, senza paura".
"NON E' UNA RATIFICA"- Dall'altra parte l'opposizione evidenziava con gli interventi degli avvocati- consiglieri Ciaccia e Risimini, la presenza di osservazioni (dieci in tutto: otto dell'opposizione e due di privati, delle quali- ha precisato il dirigente D'Onghia- solo una è "puntuale"), che avrebbero determinato un'attività discrezionale. Il provvedimento sarebbe stato dunque passibile a modifica (e per le quali si poneva il problema della compatibilità).
Allo stesso modo- Risimini evidenziava- "non si tratta di una ratifica dell'atto. Sarebbe stata tale solo se la conferenza di co- pianificazione non avesse sortito alcun cambiamento. A poco servono dunque le affermazioni di Matassa e Gagliardi La Gala." Oltre all'aspetto giuridico, a guidare il dibattito, l'aspetto morale del caso. "L'eccesso di zelo" manifestato lo scorso cinque agosto, corrispondeva- secondo l'opposizione- una responsabilità morale riconosciuta e difesa.
A rispondere al di là dell'aspetto giuridico è Antonio Napolitano, secondo il quale "si è fatta una scelta politica, che è quella di rimanere in aula".
TAMBORRINO E LA MATERA DICHIARANO L'INCOMPATIBILITA' ED ESCONO DALL'AULA. "In ipotesi, - precisa il consigliere Tamborrino in merito alla compatibilità- qualunque consigliere potrebbe avere interesse a non accogliere le modifiche della Regione. Potrebbe aver interesse a respingerle per ottenere quelle a lui più congeniali. Per tutte le motivazioni illustrate, riconosco delle ragioni di incompatibilità che non mi consentono di prendere parte al dibattito. L'obbligo di atensione è una regola di carattere etico, per evitare vizi di legittimità nel provvedimento, annullabile anche nella sua interezza. E' incomprensibile un atteggimento diverso, a maggior ragione nel documento finale che va a realizzare sul piano giuridico degli effetti giuridici, i diritti in capo ai soggetti. Le ragioni di incompatibilità permangono dal Luglio 2009. Chiedo di depositare agli atti anche questa corposa documentazione giuridica."
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Commenti
i due consiglieri sono usciti perchè direttamente interessati a proprietà dirette e quindi giustamente sono usciti per il loro di bene. Da qui a farne dei santi moralisti ce ne passa, per quanto riguarda altre incompatibilità , dal dibattito in aula è parsa più che evidente che non ne esistono.Pertanto non ci sarà alcun impugno da parte di alcuno..........
Attendiamo adesso che l'opposizione impugni il Pug per le incompatibilità del centrodestra.