Sabato 26 Maggio 2012
   
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LE CHIAVI DI BARI ALL'ONOREVOLE FINI

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Due anni fa a Monopoli.

Oggi è Bari a fare gli onori di casa al Presidente della Camera

 

Chiamateli pure scherzi del destino, o della politica! Due anni fa l’On. Gianfranco Fini fu accolto dal Comune di Monopoli in pompa magna. L’allora neo eletto sindaco di Monopoli non risparmiò gli elogi alla terza carica dello Stato.

L’anno seguente fu la volta dell’On. Bocchino di consegnare le copie della Costituzione nelle mani dei maturandi monopolitani.

Dai banchi dell’opposizione non mancarono le critiche. Qualcuno ipotizzò che il primo cittadino si stesse preparando la strada per una facile scalata in Parlamento.

In seguito sono accadute molte cose. Prima venne creata la corrente finiana all’interno del PDL (i primi a rispondere alla chiamata alle armi furono Emilio Romani, Antonio Rotondo e Stefano Lacatena). A Monopoli fu sciolta una lista civica per creare “Monopoli Futura”, con un palese richiamo alla corrente finiana interna al PDL.fini_monopoli_costituzione

Successivamente avvenne lo scisma dal PDL con la creazione di un partito autonomo, FLI (Futuro e Libertà per l’Italia). Fu a quel punto che le adesioni cominciarono a venire meno. Sindaco e consiglieri nostrani decisero di rimanere al sicuro nelle fila del PDL. Fu una scelta vincente, quella del sindaco e dei suoi fedelissimi? O nel lungo termine avrà ragione il maestro di un tempo, Gianfranco Fini?

Sarà il tempo a fornire le risposte a questi interrogativi. Nel frattempo il presente dimostra come la terza carica dello Stato, forse anche grazie ai suoi contrasti con Berlusconi, abbia cominciato a far breccia nel cuore della parte moderata del centro-sinistra.

A fare gli onori di casa al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, questa volta è stata la città di Bari, rappresentata da un altro uomo che sa entrare nei cuori della gente, il sindaco Michele Emiliano.

Ieri mattina (venerdì) il sindaco di Bari ha consegnato le chiavi della città alla terza carica dello Stato.

«Le chiavi - ha detto Emiliano - sono il simbolo della nostra volontà di mantenere con lei e con la istituzione che Lei rappresenta, un dialogo aperto, leale e fedele alla Costituzione».

Bari - ha detto Fini - «è una città che rappresenta la porta ideale verso l'Oriente, una città operosa, il volto attivo e laborioso di un meridione che non merita di essere compatito e che vuole essere protagonista».

Ma non tutti sono stati entusiasti dell’iniziativa di Michele Emiliano. Uno striscione con la scritta “Le chiavi a Fini? Cambiamo la serratura” è stato esposto da un gruppo di studenti di fronte all’ingresso del Municipio a Bari dove era in corso la cerimonia di consegna delle chiavi della città al presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Lo striscione è rimasto esposto per alcuni minuti e poi è stato fatto rimuovere da agenti di polizia.

Commenti 

 
#12 Scapaccino 2010-11-02 00:51
SEGUE 5^ PARTE
E siamo giunti ad oggi.
Dopo San GIORGIO, zio PEPPINO e l’AMICO Silvio, FINI oggi può contare su uno che, solo grazie al suo cognome, ha avuto subito la ribalta nazionale: BOCCHINO.
Concludo.
Capite, cari amici, un BOCCHINO non potrà mai essere paragonabile a San GIORGIO e ZIO GIUSEPPE, i quali nel corso degli anni hanno manovrato come una marionetta il nostro caro Presidente, evitandogli per quanto gli è stato possibile di fare errori, indirizzandolo quasi sempre sulla via giusta.
Oggi con BOCCHINO come suggeritore, GRANATA come guardia del corpo e BRIGUGLIO come “ruffiano”, Fini, politicamente parlando, è Fini-to.
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#11 Scapaccino 2010-11-02 00:51
SEGUE 4^ PARTE
FINI Lottò contro il “regime partitocratrico” anche se oggi auspica un cambiamento della legge elettorale del tipo “prima repubblica”, perché sia consentito a partitini dello 0,qualcosa di fare nuovamente “AMMUINA” nell’emiciclo parlamentare, così lui potrà meglio regnare, pensa lui!
ZIO GIUSEPPE TATARELLA dettava la linea ed il FIDO – FINI eseguiva, e tutti erano (eravamo) felici e contenti pur se si viveva fuori dal così detto “arco costituzionale”.
Dopo San GIORGIO e ZIO GIUSEPPE, arrivò per Gianfranco l’AMICO SILVIO, che con un colpo di bacchetta magica fece sparire l’arco e consentì a lui e a noi tutti di uscire dalle fogne, luogo in cui la SINISTRA che oggi lo applaude ci aveva condannato a stare per diversi decenni.
A furia di arrivare sempre dopo l’AMICO SILVIO, il buon Gianfranco ha incominciato a seccarsi di dover stare sempre un passo indietro, all’ AMICO SILVIO chiese e gli fu concesso di diventare Presidente della Camera. Da quel giorno, non potendogli stare avanti per ovvi motivi di consensi), gli riuscì di stargli sopra, al punto che solo dopo due anni, vuoi la non abitudine a soggiornare a quelle altezze, pian piano andò convincendosi di essere il padre eterno, solo perché guarda tutti dall’alto.
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#10 Scapaccino 2010-11-02 00:50
SEGUE 3^ PARTE
Uscì di scena il buon San GIORGIO (solo perché di lì a poco il Signore lo avrebbe chiamato – che riposi in pace nonostante quello che succede oggi) e subentrò al vecchio mentore ZIO GIUSEPPE TATARELLA (anche a lui il signore gli conceda oltre al riposo eterno, anche pace e serenità nell'aldilà per quello che ha fatto nell'al di qua).
Il buon FINI, difensore dell’identità tradizionale del partito fondato da ALMIRANTE e ROMUALDI, non accetto mai di buon grado la sconfitta che gli procurò il suo modo incolore, senza infamia e soprattutto senza lode (FINI dixet) di condurre il partito sino al 1990.
Riconquistò la segreteria non per capacità sue ma per l’inesorabile disfatta che attraversò il partito agli inizi degli anni novanta, basando la sua campagna elettorale, nell’anno 1992, su tutto quanto oggi rinnega e critica. Un esempio: il PRESIDENZIALISMO.
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#9 Scapaccino 2010-11-02 00:49
SEGUE 2^ PARTE
Il FINI, che oggi aborra i nominati, fu da San GIORGIO scelto, nonostante giunse quinto su sette candidati designati a ricoprire la carica di segretario nazionale del Fronte della gioventù. Grazie ad una scissione (quella della corrente "Democrazia nazionale" che non ebbe Futuro e Libertà), ed ad una dimissione, (quella del segretario Massimo Anderson – che il signore non gli faccia niente solo perché ancora vivo), sul FINI il buon San GIORGIO ALMIRANTE (che il signore lo perdoni per quello che ha fatto) accese le luci della ribalta, non perché fosse il più capace, non perché fosse il più osservante, non perché il più estremista, ma solo perché il più malleabile, quindi bravo ad adattarsi alle accidentalità di quel periodo storico.
Entrò in parlamento ancora una volta grazie al buon San GIORGIO, il quale, dispiaciuto del fatto che il suo delfino era rimasto sulla porta di Montecitorio (giunse primo dei non eletti nella circoscrizione di Roma-Viterbo-Latina), lui il buon San GIORGIO (che ora sicuramente si starà rivoltando nella tomba, che il Signore lo abbia comunque in gloria nonostante quello che ha fatto) optò per un'altra circoscrizione facendo così diventare il pedagogo/psicologo deputato.
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#8 Scapaccino 2010-11-02 00:49
Fini, politicamente parlando, è Fini-to.
Il nostro presidente della Camera sta solo facendo ritorno alla sua casa d'origine, quella del nonno Alfredo, già militante comunista. Che volete: anche se il nonno materno ha partecipato alla passeggiata con destinazione Roma, il sangue non è acqua e quello di suo nonno paterno non è "male assoluto".
Lui fu costretto ad aderire al MSI-DN nel 1969, per non far sapere in giro che a picchiarlo non furono i giovani di estrema sinistra, ma la maschera del cinema in cui voleva entrare per vedere il film “I baschi Verdi”, perché lo sorprese senza biglietto nel mentre cercava di intrufolarsi senza pagare.
Dopo quella bugia, suo malgrado, fu costretto a dirne parecchie.
Trasferitosi a Roma con tutta la famiglia (si guardò bene di iscriversi ad una sezione Bolognese solo perché non era capace a difendersi), non sapendo come passare i pomeriggi, decise di passarli in Via Bricci, dove era sita la sezione di partito, appunto nel nuovo quartiere dove il padre aveva preso casa, non a Montecarlo ma in quel di Monteverde Vecchio a Roma; Sapete: il ragazzo già allora era, come si dice, "tutto CASA, MONTE e BOTTEGA".
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#7 sinceramente 2010-11-01 20:42
frescone in nomen omen.
Non sono affatto di sinistra, ma se ti piace pensarlo fai pure, tanto ormai avete ridotto la politica ad una commedia di terz'ordine dove va in scena il solito copione, la solita puerile guerricciola tra destra e sinistra.
Io invece ho votato Romani, ma sono profondamente deluso. I risultati sono sotto gli occhi di tutti mentre lui pensa a far carriera.
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#6 frescone2 2010-11-01 16:59
e te pareva che non si metteva in mezoz il sindaco
sempre la batte a quelli di sinistra
la sconfitta del 2008 non è andata giù per niente.

a proposito Fini è nel centrodestra e sarà uno dei vincitoti della prossima campagna elettorale e magari insieme a Casini
E voi di sinistra rimarrete ancora una volta con ***MODERATO***
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#5 Sinceramente 2010-11-01 14:05
Il sindaco va dove fiuta possibilità di carriera, adesso è tra i "berluscones" dopo una  vita tra le fila dei finiani doc. Oggi le promozioni non si costruiscono col buon governo, ma accreditandosi presso la nomenclatura di partito. 
Credo che questa sterzata ci racconti molto di Romani, perchè è quando un uomo opera delle scelte che descrive meglio se stesso. 
Non penso comunque sia questa la cifra del cambiamento promesso, al di là degli esigui risultati amministrativi e di altro ancora. 
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#4 Giginho 2010-11-01 02:42
Meglio Fini che Gasparri, il nuovo idolo di casa del sindaco!
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#3 gino2 2010-10-31 18:06
nesusno da sinistra critica... ? per forza ora fini è un'idolo della sinistra
faà la sua stessa fine... A CASA! a montecarlo o anche a bari
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#2 ortino 2010-10-31 00:41
vero
naturalmente se torna a destra con berlusconi, come sarà alle elezioni di marzo, emiliano gli toglierà le chiavi
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#1 emert 2010-10-30 17:28
oggi tutti contenti a sinistra
due anni fa (melgio un anno fa) a Monopoli la sinistra lo vennero a contestare...
QUESTA è LA SINISTRA ITALIANA
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