Una delibera che farà discutere quella dell’amministrazione comunale
E’ passata inosservata (anche perché non comunicata alla stampa dal Portavoce) una delibera di Giunta del Comune di Monopoli del 12 novembre scorso che attribuisce alla manifestazione “Monopoli in Fiera” la qualificazione di “Evento Culturale”.
Una delibera che farà discutere, sia perché assunta in contumacia dell’assessore alla Cultura del Comune di Monopoli e sia per le motivazioni addotte in premessa.
Per l’occasione era assente anche il sindaco e quindi la seduta di Giunta è stata presieduta dall’assessore Domenico Alba.
Nelle premesse della delibera si afferma :
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vista la nota del 3/11/2010 prot. 47669 con cui la società “Pugliastyle Group s.r.l.” ha chiesto all’amministrazione di riconoscere alla manifestazione “Monopoli in fiera” carattere culturale in considerazione del “parco espositivo particolarmente arricchito dalla presenza di artisti, maestri e pasticceri” che arricchirà l’evento, nonché della “presenza di bambini ed adulti che reciteranno poesie, romanzi ed altre importanti opere della letteratura”;
-
ritenuto che la manifestazione propone una nuova concezione di fiera aperta alla promozione della produzione “Made in Italy” ma particolarmente attenta a dare rilievo alla cultura enogastronomica propria del nostro territorio e, più in generale a quella letteraria;
-
valutato che la manifestazione fieristica ha carattere culturale;
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delibera di riconoscere alla manifestazione “Monopoli in fiera” la qualifica di “evento culturale”.
Sorvoliamo sulle possibili conseguenze, anche economiche, che un simile riconoscimento potrebbe avere. Tuttavia sulla scorta di quello che abbiamo visto in questi dieci giorni di fiera ed alla luce delle bizzarre premesse addotte per giustificare la delibera, la stessa ci è apparsa alquanto discutibile. Una delibera che potrebbe offendere le tante associazioni che si impegnano per promuovere la cultura nel nostro paese. Cosa penserà l’assessore Orciuolo di questo riconoscimento? Ed i cittadini?
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Commenti
Se poi si giudicano stolti i pareri di chi ha ben inteso e "visto" che di cultura non vi è un bel nulla almenochè a monopoli la cultura riguarda la salsiccia di cinghiale, l'induja calabrese, materassi, mobili e auto, allora o quà volete prenderci per i fondelli siete pienamente convinti di quel che dite ma se fosse così mi preoccuperei e non poco.
ma se le delibere sono pubbliche
Magari la riusciamo a fare meglio questa politica partendo proprio da un linguaggio decente e rispettoso. Di questo avanspettacolo ne abbiamo piene le tasche.
parliamoci chiaro, la questione è legata a motivazioni POLITICHE di centro destra con riferimenti provinciali del territorio sud est barese, non ci sono altre motivazioni...il resto sono banali pretesti.
Era già evidente, ancor prima, visitandola si è avuta la conferma, io stesso ho visto personaggi vicini alla solita cricca giostrare da uno stand ad un altro come se fossero i padroni della fiera.
Alla classe politica Monopolitana non serve il suo agonismo la sua capacità organizzativa ma lavora per crearsi poltrone future regionali e nazionali, e questo lei non puo' garantirlo.
Con osservanza
ma come si permette! lei offende la dignità dei suoi concittadini e di tutta la storia luminosa di questa comunità e dei......ecc.ecc.ecc..........
la pretesa a noi fatta anche sul biglietto d'ingresso da eliminare di € 1.00 sabato e domenica ... a quanto pare invece è salito a € 2.00 per questa fiera. Intanto colgo occasione ad iscrivervi sul sito fiera dell'eccellenza ci sono 10.000 biglietti gratuiti per la prossima edizione, torno a ripetere che ci tenevo a restare su Monopoli. aryanna.
www2.comune.monopoli.ba.it/www.../paginab17a.html?...
Escluderei pertanto l’invidia, altrettanto la melensa retorica dell’â€amore verso la città â€. Il discorso è un altro: qui ci sono risorse umane locali, di ben altro spessore, tenute a riposo dalla mediocrità delle scelte di una politica pessima. Il quadro culturale non è dei più floridi ma neanche disperante: ci sono delle “sacche di resistenzaâ€, delle personalità ben lontane dal piattume a cui si assiste, che potrebbero offrire un contributo significativo alla crescita culturale della città .
Una politica avveduta avrebbe valorizzato il patrimonio a disposizione perché, tanto per essere chiari, non si può pescare l’assessore alla cultura di Monopoli da Trani o da Bari, non si può gestire e valorizzare un’abbondante ricchezza storica, umana, artistica, naturale, monumentale senza conoscerla a fondo come chi l’ha intimamente vissuta e studiata. La cultura di una città è innanzitutto questione d’identità , comunità , sono questi il punto di partenza. Perciò una politica culturale degna di essere chiamata tale è altro dal movimentismo di facciata, effimero e fine a se stesso, lontano dai luoghi e la gente che raggiunge.
Certo, se in questi anni, seduti tra gli scranni di palazzo di città , avessimo visto Eco, Fo, Abbado… il discorso sarebbe diverso... ma purtroppo... tant’è.
perchè non chiedere le motivazioni, cosa ci vanno a guadagnare, boh?
Tutto ha un limite ed una fine.