Sabato 26 Maggio 2012
   
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LACATENA SUL PDL: "FRATTURA PER L'ASSESSORATO"

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"Noi diciamo: Sindaco disponi di noi, dicci quello

che dobbiamo fare e noi lo facciamo”.

La crisi del PDL continua ad animare il dibattito politico nazionale. Ma come già detto in precedenza, anche a livello locale il partito di Berlusconi rappresenta il protagonista principale della politica. Dopo aver fatto il punto della situazione con l’assessore Zaccaria, abbiamo incontrato il capogruppo di Monopoli Futura Stefano Lacatena, un “ osservatore esterno interessato” per un’ulteriore analisi politica.

Il PDL a livello nazionale sta vivendo un periodo di grande difficoltà; molti dicono che era prevedibile data la storia diversa dei due partiti che lo formano ( Alleanza Nazionale e Forza Italia, n.d.r.) e dal momento che non c’è stato un cammino condiviso, ma si è giunti alla formazione del partito unico del centrodestra con un “ colpo di teatro” del Presidente Berlusconi. Nel frattempo il Presidente Fini ha ritirato i suoi parlamentari dal Governo, mettendone a dura prova la tenuta. Come si è giunti a questa situazione?

“ Parto da una premessa: non sono d’accordo quando dici che i due partiti hanno una storia diversa. Pinuccio Tatarella fu il fautore di “ oltre il polo”, era lungimirante ed immaginava un partito popolare di centro destra. Ma prima di lui già Almirante ne immaginava la formazione. Quindi il percorso era già tracciato, soprattutto dopo la svolta di Fiuggi. Forse il PDL è nato con velocità rispetto i tempi, dopo il Predellino di Piazza San Babila, la scelta di Fini di andare da Berlusconi a Palazzo Grazioli e decidere di fondere AN…. Ma credo che la maggiora parte degli uomini di AN fossero pronti per questa fusione, infatti quando Fini ha fatto questa scelta nessuno ha battuto ciglio. I problemi sono quelli comuni a tutte le giovani compagini., però all’indomani della nascita del partito gli uomini del PDL si sono immediatamente integrati, vedi i rapporti tra Gasparri, Cicchitto, Fitto, Quagliariello….tutti si sono sentiti rappresentati da questo grande progetto. E poi, e lo dico da uomo di AN, per noi il PDL rappresentava una grande opportunità. Infatti noi di AN all’interno del centro destra siamo sempre stati quelli bravi a fare politica, però quando si andava alle urne ci ritrovavamo con l’8%. Invece nel momento in cui ci siamo ritrovati in un partito più grande che può contare sul 30 – 35% abbiamo dato la dimostrazione del nostro valore. Basti pensare alle amministrative del 2008, dove anche nei comuni limitrofi sono stati eletti molti uomini di AN e dove è stato dato risalto anche a molti uomini di Forza Italia. Ecco perché io non credo che ci sia una dicotomia tra gli uomini di Forza Italia e quelli di AN. Credo che la crisi del PDL nasca essenzialmente dalla rottura dei rapporti personali tra Berlusconi e Fini, credo sia evidente. Io non sono nessuno per poterlo dire, ma se nel 2008 avessi avuto la possibilità di essere il “ grillo parlante” di Fini, gli avrei suggerito di non accettare il ruolo di Presidente della Camera, ma di dedicarsi alla costruzione del partito. Berlusconi leader del Governo e Fini leader del partito: questa era la soluzione più giusta. Quindi credo che alla base della frattura ci siano ragioni più che altro personali”.

Quindi solo ragioni personali, niente di politico?

“ Non propriamente politiche. Poi è naturale che Fini cerchi di trovare delle ragioni politiche. Stando in AN ho imparato che i problemi si risolvono all’interno del partito e non scappando. Era minoranza e avrebbe dovuto accettare la sua condizione di minoranza. Appartenere ad un partito significa anche accettare le decisioni della maggioranza. E non sono solo io a pensarla così, basta vedere tutti gli uomini di AN che hanno scelto di restare nel PDL e di continuare ad avere fiducia nel PDL. E’ chiaro che questo strappo di Fini porti con se un po’ di crisi…. Per me che sono cresciuto a pane e Fini non è facile…. Però gli uomini passano, i partiti restano. Oggi è il momento di Fini, può darsi che fra 30 anni Gianfranco Fini non ci sarà più e un giovane come me auspica che ci sia un PDL forte che rappresenti il centro destra in Italia”.

Spostando l’attenzione sulle realtà locali, cosa accadrà nella varie sezioni del PDL? A Monopoli ci sarà la scissione?

“ Ma a Monopoli non ci sono frizioni tra uomini di AN e uomini di Forza Italia…. Credo che le frizioni più grosse siano in seno proprio agli ex forzisti….”

Ma quali sono le principali cause di discordia tra i forzisti? Da loro non arrivano segnali positivi, il PDL perde il suo 4° reggente in poco tempo e la crisi del primo partito della città certamente non aiuta l’azione di governo del Sindaco…

“ Io ho fatto questa riflessione durante il dibattito sull’approvazione del PUG. All’inizio del mio intervento ho chiesto al Sindaco di risolvere i problemi del PDL”.

Ma quali sono questi problemi?

"Sono evidenti, sono sotto gli occhi di tutti: si è creata una frattura in merito alla gestione di un assessorato…”

Ti riferisci all’assessorato all’urbanistica?

"Beh si, è evidente… tra l’altro l’hanno detto pubblicamente, quindi non c’è nulla da nascondere. Però come ho detto in Consiglio Comunale le dinamiche interne di un partito devono restare tali. Se poi aggiungi che abbiamo deciso all’unanimità di fare un’analisi politica a comparti stagni dove ciascun partito verifica il suo assessore, ancor di più il PDL deve risolvere i suoi problemi.”

Ti lancio una provocazione. Faccio mia la domanda che l’opposizione ha pubblicamente rivolto al Sindaco e ti chiedo: vi fidate dell’assessore all’urbanistica? Potete garantire senza riserve sulla trasparenza del suo operato?

“ Io posso garantire sull’intera Giunta nella misura in cui si parla di atti amministrativi e atti di indirizzo politico… Ecco su quello che conosco posso garantire e secondo me tutti gli atti giunti in Consiglio Comunale sono legittimi e trasparenti”.

Anche quelli relativi al PUG e all’urbanistica in generale?

“ Secondo me sì. A volte sono arrivati a fatica, ma per la complessità della materia, non credo perché ci siano disegni alle spalle di ogni provvedimento. E’ abbastanza normale che abbiano avuto un percorso più travagliato perché più complicata e travagliata è la gestione della ripartizione urbanistica. Un conto è portare un provvedimento relativo ad una manifestazione, un conto è portare un piano di rigenerazione urbana. Una cosa è organizzare la notte bianca dello sport, altra è analizzare un PRUACS, dove tra l’altro, abbiamo avuto un risultato positivo. E’ una materia complessa che merita più attenzione. Molte volte ci viene contestata la tempistica sull’urbanistica, però è altrettanto vero che spesso i bandi che siamo costretti ad inseguire sono modo focati ad oras dalla regione. E’ una situazione particolare che si sta riverberando sull’amministrazione, perché questa lotta intestina in seno al PDL sta creando evidenti problemi all’amministrazione. Ecco perché auspico che gli uomini del PDL, grazie alla grande maturità che li contraddistingue, perché c’è gente esperta in quel partito, possano uscire al più presto da questa situazione di empasse”.

Quindi Piero Barletta resterà assessore all’urbanistica?

“ Per me può continuare a fare l’assessore all’urbanistica, però queste sono valutazioni che deve fare il PDL”.

Quindi tu ti fidi dell’assessore Barletta?

“ Io mi fido di tutta l’amministrazione Romani, poi se ci sono dinamiche che non conosco non posso darti risposte”.

Ad aprile quando ci fu il primo strappo tra Fini e Berlusconi, Fini aveva elaborato un documento politico che il Sindaco e, se non erro anche tu, avevate firmato…

“ Se ti riferisci all’adesione a Generazione Italia, il Sindaco non ha aderito”.

Ma nell’elenco c’era il nome di Emilio Romani…

“ Si, ma in quell’elenco era finito erroneamente anche il mio nome…”

E come mai c’era il vostro nome?

“ Allora ti dico la dinamica…. Per colpa di facebook….”

Questa firma del Sindaco era considerata un gesto di coerenza, data la sua provenienza politica. Ma la scelta improvvisa di abbandonare la corrente finiana per abbracciare quella berlusconiana, dai più “ maligni” viene vista come un atto di “ vendita” del Sindaco in cambio di una più facile candidatura parlamentare…

“ Parto con una battuta: all’epoca i “ maligni” dicevano che il Sindaco aveva indicato come segretario generale la dott.ssa Bello su suggerimento di Fini… La dott.ssa Fiore l’ha indicata Berlusconi? No, non è così, facciamo i seri. All’epoca c’era una condizione politica diversa. Generazione Italia era nata come una componente in seno al PDL. Nel momento in cui tu fai una componente in seno al PDL, anche se minoritaria, si poteva scegliere di seguire la componente finiana. Si poteva fare, ma non è mai stato fatto. Ma nel momento in cui Fini ha deciso di uscire dal partito senza un progetto ritorniamo alle considerazioni che ho fatto in precedenza: uomini di partito rimangono all’interno del partito. Fini non ha un progetto chiaro che convince noi uomini di destra, perché faccio fatica a credere che Fini si dica pronto a formare un governo con il PD. Pur di mandare a casa Berlusconi? E il responso delle Urne? E il risultato elettorale del 2008? Ritorniamo alla politica della prima Repubblica quando il Palazzo decideva le sorti del Paese? Mi sembra un’anomalia. Ecco perché quando Fini ha deciso di uscire dal partito e dal Governo, noi abbiamo abbandonato la scelta di seguire la componente finiana. Non so il Sindaco, ma per quel che mi riguarda faccio riferimento alla componente gasparriana in seno al PDL”.

Parliamo un attimo di IDEEAZIONI e di Monopoli Futura. Che cosa era IDDEAZIONI, come è nata, quali erano i suoi obiettivi, perché la scelta di trasformarla in Monopoli Futura e quali sono gli obiettivi di questo nuovo soggetto politico.

“ IDEEAZIONI nasceva da una citazione di Ezra Pound– le idee che diventano azioni – quindi sempre con un legame romantico con la destra. In quel momento io insieme ad Antonio Rotondo e ad altri amici, avevamo deciso di creare un piccolo circolo, un piccolo momento associativo. Poi anche li, da momento associativo, abbiamo avuto l’idea di creare una lista a sostegno del Sindaco Romani e abbiamo avuto questo successo. Nasceva con l’idea di provare ad intercettare tutti coloro che vogliono fare politica come la facciamo noi, occupandoci dei problemi della città. Poi abbiamo avuto un momento travagliato ad un anno e mezzo dalle amministrative, con due consiglieri ed un assessore che hanno abbandonato il nostro progetto…”

Tra l’altro accusandoti di non essere in grado di guidare il gruppo e di non coinvolgerli abbastanza,

“ Sono accuse che mi tengo, anche se poi i fatti dicono un’altra cosa… Però se loro sono felici altrove, io sono contento per loro… e poi sono persone che danno molto all’amministrazione, quindi non è importante dove stanno…. Dicevo, quel progetto abbiamo deciso di trasformarlo perché c’è stato un momento in cui ci sono stati tanti cambi di casacca, tutti però nel centro destra…”

Tranne Lotesoriere e Fiume.

"Si ci stavo arrivando…Sono quei passaggi fatti per tentare di squilibrare i “ poteri” e dare nuove indicazioni. Già prima delle elezioni avevo iniziato un percorso insieme ad Antonio Rotondo e ad altri amici, tra cui appunto Lotesoriere e Fiume. Forse in pochi lo sanno, ma noi avevamo deciso di candidare uno dei due nella nostra lista. Però poi per coerenza e lealtà nei confronti di Risimini, hanno deciso di candidarsi nel centro sinistra, e da questo punto di vista vanno apprezzati. Però hanno sempre manifestato una certa insofferenza verso la sinistra, che non è in grado di essere propositiva, con la sola eccezione del capogruppo del PD. Vedi il manifesto sul PUG che hanno fatto dove ci accusano di cose che hanno votato loro… dicono disfatto ma se vedi i 5 punti li hanno votati loro in adozione...Noi non risponderemo neanche…Quindi abbiamo iniziato un percorso di avvicinamento verso questi amici e abbiamo deciso di fare un unico gruppo consigliare e abbiamo cambiato denominazione: dalle idee che diventano azioni a tentare di guardare al futuro di Monopoli”.

Restando sempre nell’ala del PDL?

“ Restando sempre nell’ala protettrice del Sindaco. Noi diciamo: Sindaco disponi di noi, dicci quello che dobbiamo fare e noi lo facciamo”.

Commenti 

 
#8 sirio 2010-11-30 15:21
io mi fido dell'ass Barletta xchè mi sembra il più serio di tutti... e poi xchè non vedete gli scempi che sono avvenuti nella pavimentazione della piazza più volte rifatta, perchè non vi lamentate x l'assessorato ai lavori pubblici? il cui lavoro è stato giudicato buono dai suoi amici del partito......non si conosce più il valore dei voti....
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#7 il gladiatore 2010-11-27 17:53
Banale.Quando ascolto il consigliere Lacatena,mi rimanda ai miei vecchi tempi di scuola,***moderato***
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#6 Ercole 2010-11-24 01:18
"Sindaco dicci quello che dobbiamo fare e noi lo facciamo”.

Scusate ma mi sembra pura follia! Neanche Bondi e Fede avrebbero detto queste cose.
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#5 riflessioni 2010-11-24 00:00
caro Lacatena, ti rifaccio la domanda. MA TU TI FIDI DELL'ASSESSORE BARLETTA ? Ho capito, ti fidi di tutta l'amministrazione Romani e se poi ci sono dinamiche che non conosci non puoi rispondere. Allora ti rifaccio la domanda, anzi te la modifico. Hai chiesto all'assessore Barletta a cosa alludeva il consigliere Mitrotti sui viaggi all'estero ? in Germania precisamente. Se non lo hai fatto, ti prego ddi evitare di pronunciare ancora la parola trasparenza e legalità nelle interviste e nei tuoi interventi in consiglio comunale.
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#4 MARCANTONIO 2010-11-23 22:37
MA NON VI VERGOGNATE! I VOSTRI GIOCHI POLITICI LI RITENETE CORRETTI AL COSPETTO DELLA CITTADINANZA? ATTENTI A QUEI DUE, ERA LA SIGLA DI UN FILM.
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#3 anonimo84 2010-11-23 20:21
Mi permetto di dare i voti al consigliere Lacatena su quanto dichiarato in questa intervista:
Questione Pdl a livello nazionale: voto 8!
Pdl a livello cittadino: voto 7!
Far salire sul carro dei vincitori quei due personaggi: voto 2!
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#2 angelo vito lamanna 2010-11-23 19:56
"può darsi che fra 30 anni Gianfranco Fini non ci sarà più", può darsi, può darsi anche ci sia ancora f.l.i.
"Pinuccio Tatarella fu il fautore di “ oltre il polo”, era lungimirante ed immaginava un partito popolare di centro destra", immaginava il "berlusconismo? temo di no.
"Fini non ha un progetto chiaro che convince noi uomini di destra", per me a perugia è stato più che chiaro, cristallino, come pinuccio tatarella, appunto,
si può condividere o meno, questo si.
è evidente la ricerca della costruzione di quello che il p.d.l. non è,un partito di destra responsabile, consapevole e simile a tutti gli altri partiti della destra europea, cosi detti "conservatori", decisamente inquadrabile nel p.p.e., dove la seconda "p" sta per "popolare" e non "populista" di stampo sud americano, quale è p.d.l.
"Sindaco disponi di noi, dicci quello che dobbiamo fare e noi lo facciamo”, questo periodo è sintomatico della situazione, la rinuncia preventiva al confronto lascia intendere in che modo siano maturati i provvedimenti di cui si parla.
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#1 Partigiano 2010-11-23 13:59
Pinocchio è un santo..non ci sono parole.
Pergiunta nessun percorso era stato intrapreso con altri nel centro sinistra nè tantomeno con Lotesoriere e Fiume.
Quando la smetterete di prender in giro i cittadini?
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