Sabato 26 Maggio 2012
   
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PUG: NULLA E' MUTATO "NELLE MANOVRE" PRIMA E DOPO.

PUG
FOTO DI REPERTORIO

Gentile Redazione,
alcune interviste sul Pug, pubblicate recentemente da alcuni giornali locali, sembrano osservare più carriere politico-professionali che bisogni collettivi, inducendomi a sintetizzare un amarcord sui tre precedenti strumenti urbanistici generali di questa città. Anche se le leggi in materia e i mezzi tecnici sono mutati, sembra che nulla sia cambiato nella conduzione delle “manovre”, predisposte prima e dopo, nella pianificazione territoriale monopolitana dell’ultimo mezzo secolo.

Sono cambiate le regole ma queste non sono servite a rinnovare tutte quelle operazioni politico-previsionali e politico-attuative in rapporto agli interessi che coinvolgono i cittadini, i proprietari di suoli in generale e le imprese edili in particolare. Lungi da me il voler fare critica distruttiva. Anche allora se le suonavano di santa ragione, specialmente quando si cercava di contrassegnare il “confine” fra la città e la campagna, sempre l’una contro l’altra in armi. Il Piano degli architetti Capitanio e Martino, elaborato dopo l’accantonamento dell’avveniristica proposta di Chiaia e Napolitano e adottato durante l’ultima amministrazione Ferretti nella seconda parte degli anni Sessanta, partì non con una, ma addirittura con due idee di città. Da una parte si tentò di trasformare il centro urbano in una megalopoli e, dall’altra, di fare della campagna una città. Andò a finire che i competenti organi tecnici superiori di controllo bocciarono le pretese degli abitanti delle (popolose) contrade, privilegiando uno sviluppo edilizio sfrenato della città (come si sa, la validità di quel piano fu limitata alla fascia compresa tra il mare e l’attuale viale Aldo Moro). Cosa che in parte avvenne: in breve a Monopoli giunsero imprese edili da ogni parte del circondario, che dettero al nostro paese quello che allora fu definito l’effetto città. I più grandi sconquassi nel centro urbano e sulla costiera di Capitolo-Losciale avvennero proprio in quegli anni.

Per fortuna l’eldorado dell’edilizia facile, che pure in quel periodo aveva reso accessibili a tutti i prezzi degli appartamenti, durò pochi anni (basti pensare che nelle zone rurali e fuori dal tessuto urbano chiunque poteva costruire senza alcuna autorizzazione, mentre in città si potevano realizzare dappertutto, al centro come in periferia, palazzi fino a sei piani e attico con una semplice licenza edilizia, a volte anche senza un progetto esecutivo allegato – un caso emblematico, il “settimo cielo”, lo vediamo ancora oggi al borgo). Dopo la caduta del sindaco Ferretti e il subentro (nel 1970) dell’amministrazione Menga vi fu una pausa edilizia, aiutata dagli effetti sospensivi e di mitigazione pianificatoria introdotti dalla famosa legge “ponte” (n. 765 del 6 agosto 1967), ormai entrata del tutto in vigore, che obbligava i Comuni a dotarsi di piani regola(menti)tori generali che tenessero conto di tutt’altre esigenze, diciamo così, più vicine agli interessi collettivi. Con l’entrata in scena dell’amministrazione Demarino (nella primavera del 1972) la politica locale aveva anche capito che bisognava darsi un Piano che tenesse conto di tali interessi e scongiurasse il tentativo, sempre latente, dei grandi proprietari di suoli e dei costruttori forestieri di trasformare il territorio in una colata di cemento (la fioritura di gru e cantieri veniva facilitata dalla presenza in loco delle spa Italcementi e Calcestruzzi e di ben quattro cave di pietrisco funzionanti tutte a pieno regime). Fu così adottato nel 1975, e definitivamente approvato nel 1977, il Prg Piccinato. Che aveva un’idea di città moderna e una sua logica progettuale, tanto che fu subito definito “piano verde”, per come sembrava diverso e molto più articolato e innovativo del precedente.

Le attività edilizie private cambiarono di molto diventando però, come dire, più selezionate, solo che anziché far abbassare i prezzi delle case li fecero lievitare a dismisura. La sua estesissima validità e l’introduzione poi della moneta unica europea hanno fatto il resto. Oggi sentiamo (giustamente) che bisogna far presto Piani intermedi e Pue per rendere applicabili perequazioni e compensazioni urbanistiche introdotte dal Pug, atte a trasformare in edificatorie numerosissime porzioni delle cosiddette aree bianche (che nel Piano Piccinato erano vincolate o destinate a verde pubblico o ad attività collettive). Mah! Speriamo bene! Pure prima si voleva e si poteva far presto e meglio, visto che Ppa (Piano pluriennale di attuazione), Piani di lottizzazione privati e Piani particolareggiati pubblici di quel Prg erano equiparabili, sostanzialmente, agli strumenti attuativi di oggi. Sennonché una politica locale sempre uguale “allargò” il primo, “dosò” i secondi e “archiviò” i terzi.

Buon Anno

Franco Muolo

 

Commenti 

 
#18 tonio. 2011-01-07 11:58
Sì concordo, per le perifrasi inutili e vuote c'è facebook. Su questo sito veniamo tutti per conoscere i fatti che le altre testate non ci raccontano. Le chiacchiere non servono a nessuno, sarebbe il caso di risparmiarcele, anche perchè contribuiscono a sviare l'attenzione della pubblica opinione dalle questioni più importanti. L'ennesimo dotto contributo a chi, nell'ombra e coperto da un inutile vociare, rimpingua le proprie finanze.
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#17 Franco Muolo 2011-01-06 10:16
Rilevo, al solito, che la maggior parte dei commenti sono rivolti ad osannare o denigrare gli autori degli articoli o gli scrittori delle lettere uscendo spesso fuori tema. Non è una bella cosa. Questo sito credo sia nato per fornire conoscenza di fatti e misfatti e discuterne, a prescindere dalle carriere personali di chi li descrive, bene o male. Per attaccare le persone o sfogarsi con cavolate spaziali credo che basti e avanzi Facebook. Credo.
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#16 Franco Muolo 2011-01-05 12:55
Grazie della stima Carlo X, accetterei volentieri, ma forse in un altra vita.
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#15 Carlo X 2011-01-05 09:47
@ Franco Muolo.La vedrei bene in consiglio comunale come coscienza critica.
Nè in maggioranza nè all'opposizione.
Una figura tecnica di supporto , collegamento ed esperienza.
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#14 Franco Muolo 2011-01-04 18:28
Caro Amleto, mi creda, le ho provate tutte e credo di non aver mai rischiato di affogare. Comunque la ringrazio del consiglio, anche se, alla mia età seppur con la mia lunga esperienza acquisita sul campo, non vedo luci all'orizzonte.
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#13 Carlo X 2011-01-04 15:48
Caro domenix se lei ha dei dubbi potrebbe segnalarli al P.M. Bretone della Procura di Bari, che si è già occupato di altre "mene" e "lame" di Monopoli come il caso del torrente Pagano.
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#12 Amleto 2011-01-04 12:12
x Franco Muolo.
Perchè a stare in mezzo al guado si rischia di affogare. Capisco la comodità di fare ora il politico, ora lo storico asettico, ora il tecnico. Ma credo sia utile a tutti, schierarsi.
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#11 gf 2011-01-04 00:06
Sig. carlo X, vada a vedere dove lavorano i figli dei politici di allora ed avrà la sua risposta. Oggi è cambiato il colore politico di chi ci amministra ma il sistema è sempre lo stesso. Mangiano a turno.
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#10 Franco Muolo 2011-01-03 21:00
x Amleto: e perchè mai dovrei scegliere "da che parte stare"?
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#9 domenix 2011-01-03 19:40
So che sono fuori tema.
Le palazzine che sono in corso di completamento presso la rotonda tra l'uscita di via Vitt. Veneto e viale Aldo Moro sono ubicate su di una lama.
Come è stato possibile li ottenere le autorizzazioni?
Un vero scempio.
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#8 teo. 2011-01-03 17:55
Terry risponderle sarebbe dequalificante, perciò continui pure col suo colto qualunquismo, magari un giorno ci spiega anche a cosa serve.
A risentirla.
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#7 Carlo X 2011-01-03 15:08
Io spero solo che il regolamento edilizio che verrà approvato sia chiaro e non aggirabile.
Che non accada più che sia possibile approvare una lottizzazione come quella difronte a Copacabana, con le palazzine una su l'altra.
Ammesso che in quel caso il regolamento edilizio sia stato rispettato: cosa di cui dubito molto.....
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#6 gegia 2011-01-03 14:43
Terry e chi ti dice che qualcuno non lo stia già facendo?
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#5 terry 2011-01-03 14:33
signor teo... lei dice? perché nn va dalla procura della repubblica e porta le prove...altrimenti sono solo accuse infamanti
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#4 Amleto 2011-01-03 13:19
@ Franco Muolo.
La ricostruzione storica è asettica. Ma la manipolazione di uno strumento urbanistico è politica. Visto che scindi le due cose (e per me è gia strano), scegli da che parte stare una volta per tutte.
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#3 teo. 2011-01-03 12:25
Sì, siamo proprio alle solite.
Mentre si disquisisce non si sa bene di cosa, i soliti furbi hanno fatto affari d'oro col Pug.
Sono 7 anni che si scrive tanto e non si dice nulla!
Mi chiedo se non sia l'ora di un più consono silenzio.
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#2 Franco Muolo 2011-01-03 10:00
Caro Amleto, siamo alle solite! Che c'entra chi ha portato Oliva a Monopoli e chi ha detto che "tutto quanto fatto in questi ultimi cinque anni è inutile"? Voglio semplicemente aprire gli occhi ai nostri politici sull'attenzione che dovrebbero avere nella fase di attuazione del nuovo Pug descrivendo in modo sommario (e politicamente asettico) la "manipolazione" e le conseguenze sulla collettività che ci sono state nel corso dell'ultimo mezzo secolo nelle previsioni e nelle successive attuazioni dei tre Piani regolatori generali precedenti. Nulla di più!
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#1 Amleto 2011-01-02 19:22
E allora una domanda sorge spontanea: chi l'ha portato Oliva a Monopoli, per fare che ed a che costo pe la città? Se tutto quanto fatto in questi ultimi cinque anni è "inutile", lei dove è stato in questo periodo? ***moderato***
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