Sabato 26 Maggio 2012
   
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IL SEN. AZZOLINI TRANQUILLIZZA I CONTADINI

azzollini

La riunione organizzata dall’amm.ne comunale per illustrare l’operato del Governo

 

Soffiano venti di guerra nel mondo agricolo. La ribellione dei pastori sardi di qualche settimana fa deve aver suonato come un allarme preoccupante per il Governo Berlusconi. E non se la passano bene neanche le imprese agricole del meridione, compresa la nostra regione. La raccolta firme promossa da IO SUD ed MPA per chiedere la moratoria dei debiti bancari e contributivi delle imprese agricole deve essere apparsa una nuova minaccia per i precari equilibri di Governo. E così si è deciso di correre ai ripari.

Il Sen. Azzolini, già sindaco di Molfetta, nonché presidente della Commissione Bilancio del Senato sta girando in lungo ed in largo la Puglia per convincere gli agricoltori che scendere in piazza in questo momento sarebbe inutile. Perché? Perché con la recente legge di stabilità si sono ottenuti i primi importanti risultati per le imprese agricole meridionali, stante quanto sostenuto dal senatore nell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale (in particolare il consigliere Franco Leggiero e l’assessore Domenico Zaccaria) ieri sera nella sala di Villa dei Pini.

Presenti all’incontro per il PDL anche Giovanni Copertino e l’assessore Domenico Alba, oltre al sindaco di Monopoli, Emilio Romani. Tiepido il riscontro di pubblico, complice anche l’infelice periodo festivo.

In mezz’ora circa, il sen. Azzolini ha illustrato ai presenti i risultati del Governo Berlusconi a sostegno delle richieste del mondo agricolo. Prima fra tutte la fiscalizzazione degli oneri contributivi che dovrebbe determinare una riduzione del carico contributivo sulle aziende tale da permetterle di competere con le concorrenti spagnole.

In dirittura d’arrivo anche il riconoscimento del marchio made in Italy e l’etichettatura dei prodotti agricoli.

Il senatore, stimolato dal consigliere Leggiero, si è soffermato anche sulla questione delle cartelle esattoriali giunte a molte aziende agricole in merito al pagamento degli oneri contributivi arretrati. Si è sottolineato come questi oneri sono stati sensibilmente abbattuti determinando un notevole ristoro economico. E’ vero che molte agricole, causa la carenza di liquidità, non hanno potuto aderire al concordato fiscale. Tuttavia il senatore cha sottolineato come anche queste aziende debbano onorare gli impegni alla stessa maniera delle loro concorrenti che hanno aderito al concordato; in caso contrario si creerebbe un distorsione della concorrenza sul mercato. Del resto il Governo con gli ultimi provvedimenti ha dimostrato di voler tendere una mano alle imprese agricole, ora è giusto che uno sforzo lo compiano anche gli agricoltori nell’ottica di un reciproco aiuto e rispetto.

Rimane, quindi, ancora aperta la questione posta da IO SUD in merito alla moratoria dei debiti contributivi e bancari. Molte aziende agricole rischiano di chiudere i battenti e vedere i propri beni venduti all’asta giudiziaria. Bisognerà farsene una ragione e cedere alle ragioni del libero mercato?

A decidere saranno gli agricoltori. Staremo a vedere se decideranno ugualmente di incrociare le braccia.

Commenti 

 
#17 Agostino Gaeta 2011-02-14 16:37
E' importante l'iniziativa di questo sito giornalistico. Monopoli e Polignano sono afflitte da un morbo pericoloso di una finanza allegra che si nasconde dietro il falso potentato dei fratelli Fiume. Il patrimonio dei Fiume messo in piedi in dieci anni vale oggi oltre 500 milioni di euro sena nessuna attività reale. La matrice di questa finanza criminale ha la sua origine con i Putignano e continua con i Fusullo. Erano i Fiume i riciclatori di compravendite miliardarie che servivano a creare fondi neri attraverso le loro false mediazioni. Alla Procura basterebbe solo andare a mettere le mani sulla recentissima compravendita della Rinascente a Bari con Antonveneta che presta i soldi per un giorno, un notaio compiacente ed una mediazione di 4 milioni di euro per i fratellini d'oro. Parliamo di un prestito mordi e fuggi di 30 milioni euro..mica bruscolini.
Chi ha il coraggio di parlarne al di là delle chiacchiere?
Agostino Gaeta
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#16 Agostino Gaeta 2011-02-14 13:06
Per dovere di cronaca in relazione all'anonimo ho erroneamente citato Dado,in realtà mi riferivo a "Levantino"
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#15 Agostino Gaeta 2011-02-14 11:26
Ad esempio dell'ultimo periodo di fronte ad una inchiesta giudiziaria realizzata il socio Fiume mi invitò a non "toccare" i suoi amici costruttori imponendo una sua decisione: si sarebbe andati avanti solo se io avessi smesso di scrivere. Orbene, l'impianto societario prevedeva che noi (Gaeta) avremmo portato all'interno della società il parco macchine composto di tre rotative, gli altri soci avrebbero immesso all'interno un egual valore economico. Quello che davvero non capisco è la ragione per cui c'è un diavolo che si chiama Agostino Gaeta e degli angeli che si chiamano Fiume o Banca Popoalare di Bari. Scusate se mi dilungo,ma lo devo a quelle persone che mi hanno sostenuto. Una società di capitali ha degli obblighi societari precisi, ovvero non si amministra con i soldi propri e giusto perchè siamo in tema è bene ricordare che a fronte di assunzioni tutte regolari, in meno di un anno e mezzo sono stati pagati oltre 700 mila euro tra stipendi e collaborazioni. E' bene evidenziare che prima del blitz pilotato dei Carabinieri che hanno chiuso la tipografia,questa dopo soli pochi mesi produceva incassi per stampa verso terzi per un valore di circa 70 mila euro al mese e che era destinata a breve e per contratti già quasi perfezionati ad un fatturato di 3 milioni di euro l'anno.
E poichè non sono un contaballe,quei contratti tipografici arrivavano dalla Banca Popolare di Bari che ci avrebbe passato la produzione di tutta la modulistica di 300 sportelli. Fatto noto, perchè nella nostra linea di trasparenza, all'incontro con il Presidente della Popolare ci portammo un funzionario aziendale. Era una strategia che ci avrebbe messo al riparo da quel socio che credendo di essere diventato De Benedetti, immaginava di poter utilizzare il quotidiano come arma per i suoi traffici finanziari. Strano, davvero strano che dopo pochi giorni da quegli accordi con la Popolare, arrivi l'esercito dei Carabinieri a fermare la tipografia. STrano,ma non tanto, perchè al socio non gli interessava l'autonomia del giornale, perchè le inchieste sulla Monsignore srl,i traffici edilizi di Divella a Polignano sul Porto,mettevano a serio rischio speculazioni da milioni di euro. L'amianto al POrto di Monopoli e le avvenure di Pesenti e della Italcementi non facevano dormire Ignazio Fiume i cui soci costruttori rampanti avevano ordinato di chiudere quel giornale. La storia è lunga e non è finita. Abbiamo perso una battaglia,non la guerra. E quando ho tentato di rimettere in piedi Il Levante negli ultimi tempi, ho trovato una squadra di irrudicibili, mafiosetti di borgata, che hanno mosso crociate per bloccarmi ancora.
Bene, qual è il punto. Progetti Editoriali e non Agostino Gaeta,ha un impegno morale nei confronti di quei dipendenti che hanno diritto alla loro retribuzione non pagata. Ma questi arretrati li deve pagare la società e li pagherà. I scuso sull'anonimo che è chi si spaccia dietro il levantino
Agostino Gaeta
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#14 Agostino Gaeta 2011-02-14 11:06
Mi è capitato di leggere questa rubrica ad personan con questo strano Dado,giusitiziere incompreso che va in cerca di editori per pubblicare presunte mie mascalzonate. Una persona perbene non si cela dietro l'anonimato vigliacco, esce allo scoperto e ti sfida a duello. Ed io sono pronto a qualsiasi dibattito pubblico,non per difendere posizioni di rendita che non ho. La fabbrica del fango è tipica di certe culture mafiose al pari di quelli che coperti dai caschi ti affiancano e ti ammazzano.La sola verità dell'intera vicenda de Il levante è quella che credevo in un progetto editoriale alternativo alla Gazzetta,finalizzando alla libertà di pensiero e di espressione, senza rete. Quei giornalisti che oggi mi accusano, hanno vissuto con me il loro miglior omento editoriale, perchè si sono sentiti liberi ei scrivere quello che volevano, senza nessun condizionamento, senza nessuna censura e quando la mano pesante del banditismo affaristico ha deciso di eliminarmi inviandomi in tipografia una dozzina di Carabinieri per fermare la produzione del giornale, chiudendola per un presunto lavoratore a nero, tutti sono scappati e mi hanno lasciato solo. Non voglio fare l'eroe, ma questo criminale che dovrebbe pubblicare un libro sulle mie malefatte altro non è che un meschino esibizionista al soldo di qualche pagliaccio ricco per caso. Orbene, proviamo invece a ragionare. Il Levante era prodotto da una società editrice che è ancora oggi così composta: 30% delle quote di proprietà di FIUME IGNAZIO; 15% delle quote di proprietà della BANCA POPOLARE DI BARI; 55% di proprietà di Livia Gaeta. Ovvero parliamo di una sociatà di capitali che non ha fatto bancarotta, che è ancora in piedi che è entrata in rotta di collisione con un socio per via dei contenuti giornalistici.
Segue
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#13 santo o diavolo? 2011-01-07 19:21
ho letto il link indicato da DADO e ho anche cercato in rete notizia su agostino gaeta, che appare santo quando scrive di sè stesso e viene dipinto come diavolo dagli altri. tutti però sembrano essere parte in causa di un qualche interesse credo anche molto concreto (soldi) da risultare poco attendibili come giudici imparziali. certo, se il gaeta avesse voluto far soldi con l'editoria, probabilmente avrebbe scelto una strada più comoda, proponendo una testata dai contenuti più "tranquilli", cosa che invece non ha fatto (per quanto alla fin fine ha parlato di cose sostanzialmente note o almeno facilmente intuibili): su queste basi, si potrebbe pensare di essere di fronte a un santo; tuttavia, potrebbe anche aver mirato a farne molti di più di soldi, per esempio facendo concretamente intendere - come DADO? - a chi da intendere avesse che non era saggio escluderlo dalla divisione della torta, risultando così anche più diavolo di quanto lo descrivono in rete i suoi detrattori. boh, a me poco importa, non sono uomo di potere nè sarei capace di diventarlo: preferisco la mia vita serena, che per me non ha prezzo
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#12 tonia2 2011-01-06 10:04
per la prima volta concordo con lamanna
se si esce dai pregiudizi che tutto ciò che sta a destra è cativo e cioò che sta a sinistra è buono
forze iniziamo a ragionare
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#11 teo. 2011-01-06 02:22
L'importante sono i fatti non chi li racconta. A me interessa capire la matrice delle improvvise fortune di taluni sedicenti imprenditori. Che almeno li si conosca per quello che sono realmente.
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#10 angelo vito lamanna 2011-01-05 19:54
francamente non mi piace la piega che ha preso la discussione, su un argomento così interessante.
avrei preferito discutere sui contenuti di quel che azzolini dice.
egli, infatti, da presidente della commissione bilancio, è stato carnefice di numerose proposte ed emendamenti a favore del sud italia.
egli, parlamentare eletto e sindaco in molfetta....
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#9 tonia2 2011-01-05 15:24
infatti
in sto sito pur di andare contro qualcuno si arriva a santificare chiunque
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#8 dado 2011-01-05 14:19
***moderato*** abbiate pazienza.
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#7 levantino 2011-01-05 13:09
prima di santificare Agostino Gaeta, parlate con chiunque abbia lavorato al Levante. ne sentirete delle belle...
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#6 Dadone 2011-01-05 00:01
Per DADO: perchè rinvii questo scoop!
Perchè non fai subito nomi e cognomi?
Dobbiamo smascherare questi personaggi!!!
Forza e coraggio non sei solo!!!!!
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#5 Lamanna dal cielo 2011-01-04 21:30
@ dado
Se tutti avessero il tuo coraggio... Complimenti!!! La verità e' che la città e' in mano a questi personaggi ed e' una cosa che mi da veramente rabbia. Le persone perbene e oneste, che incoronata conosce bene, non sono nella condizione di muovere niente, mentre i delinquenti...sono alla ribalta. Speriamo tutto ciò finisca presto!
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#4 gina 2011-01-04 20:47
Il Levante ha chiuso non per colpa dell'editore ma perchè non conosceva in che mani si era messo.***moderato***
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#3 tonia2 2011-01-04 15:20
si si vede il levante che fine ha fatto
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#2 gf 2011-01-04 14:12
Dado hai fatto bene a citare Agostino Gaeta. Credo che se conoscesse Incoronata ed i suoi li assumerebbe subito. Perchè non fai da tramite e li fai conoscere. Forse a Monopoli dal connubio potrebbe venir fuori una miscela tonante.
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#1 dado 2011-01-04 13:38
E' bene ricordare, pubblicare senza bannare questo messaggio, che tra i nostri ben "noti" politici monopolitani c'è qualche "ex contrabbandiere", aggiungerei anche corrotto, che con l'ausilio di un titolo stracciato (vedi III media inferiore) crede di poter avere lunga vita da "Re".

Ritengo, che quando sarà il momento giusto, pubblicherò il mio diario, pieno di appunti, dati, nomi e fatti che rammentano l'attività illecina svolta dal nostro Sig.Sigaretta svolta nel decennio scorso. L'unico "problema" è stato trovare l'editore, farò seguito al coraggiosissimo AGOSTINO GAETA ed al suo racconto presente al seguente link:

http://agostinogaeta.bloog.it/agostino-gaeta-diritto-di-cronaca.html

E' giusto che chi ha orecchi per sentire e occhi per leggere percepisca e si riconosca nella foto che accompagna l'articolo da Voi scritto.

Cordiali Saluti.
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