Dopo il botta risposta Pirrelli – Napolitano è necessario
fare il punto della situazione
Dubitiamo che i nostri lettori, i cittadini ed anche gli addetti ai lavori abbiano compreso il senso del botta-risposta intercorso tra l’avv. Pirrelli ed il consigliere comunale Napolitano sul nostro sito in merito all’operazione di finanza pubblica posta in essere dal Comune di Monopoli in occasione della cessione dell’ex carcere. E’ per questo che abbiamo deciso di riassumere la vicenda, cercando di tradurre il linguaggio tecnico (non comprensibile ai più) utilizzato dai due politici locali, pronti ad accogliere eventuali puntualizzazioni nel caso di imprecisioni.
LE AFFERMAZIONI DEI POLITICI
Ad aprire le danze della querelle politica era stato l’avv. Pirrelli che in conferenza stampa aveva affermato:
«Questa operazione potrebbe creare una plusvalenza enorme con conseguente enorme quantità di tasse da pagare. Questo immobile è stato venduto dal Comune di Monopoli alla srl per una cifra di molto inferiore a quello dell’asta pubblica. Normalmente questo dovrebbe creare una notevole plusvalenza con una tassazione che è pari quasi al 50% della plusvalenza stessa. Ciò potrebbe significare aver buttato dalla finestra circa 500.000/600.000 euro per un’operazione che fu fatta frettolosamente qualche anno fa per il semplice motivo che bisognava aggiustare il bilancio!»
Pilatesca la risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici, Ing. Alberto Pasqualone, da noi interpellato:
«Di quella questione dovrà rispondere il dirigente Spinozzi».
La replica è giunta per bocca del consigliere comunale, dott. Antonio Napolitano:
«Tanto per incominciare non vi fu nessun finanziamento bancario verso la scip perché la vendita fu fatta con pagamento differito che è una terminologia tecnica che sta ad indicare che la scip paga il corrispettivo all'ente pubblico solo al momento della vendita reale e comunque entro due anni dall'atto d'acquisto. Questo ha consentito non solo di fare l'operazione come e' stata fatta (e cioe' priva di vincoli di qualsiasi genere) ma anche di non far generare interessi passivi sulla eventuale somma che un istituto bancario avrebbe messo a disposizione della scip con la classica operazione di cartolarizzazione ( ammesso che nel periodo di crisi attraversato ci fosse stato qualche istituto disponibile all'operazione). In secondo luogo, ma assai più importante del primo, le scip sono esenti da tassazione sulla plusvalenza».
COSA E’ UNA PLUSVALENZA?
La plusvalenza è un aumento di valore entro un determinato periodo di tempo di beni immobili (ad esempio abitazioni) e di valori mobiliari (ad esempio azioni). Questo aumento di valore ha rilevanza soprattutto ai fini fiscali in quanto le plusvalenze indicano una maggiore capacità contributiva e sono spesso gravate da imposte dirette (per esempio l'IRPEF).
COSA E’ UNA SCIP (società cartolarizzazione immobili pubblici) ?
E’ (anzi era, perché non è più!) un esempio di finanza creativa. Una di quelle soluzioni esoteriche escogitate per permettere allo Stato di fare cassa cedendo immobili pubblici sul mercato. In seguito su quell’alchimia racchiusa nell’acronimo Scip, che significa società cartolarizzazione immobili pubblici, è calato il sipario. Nell'emendamento che il governo ha presentato al decreto legge milleproroghe del 2009, infatti, si è prevista la messa in liquidazione del veicolo che, in doppia edizione, venne lanciato nel precedente quinquiennio dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti.
Il meccanismo alla base della cartolarizzazione, fin dalle prime esperienze del 2001, prevedeva innanzitutto che l’ente pubblico passasse alla Scip (che ha la forma giuridica di una srl) gli immobili da mettere sul mercato. La società veicolo, dal canto suo, pagava all’ente pubblico una tranche del valore degli immobili utilizzando risorse derivanti dell’emissione di obbligazioni, sottoscritte da banche, istituzioni finanziarie e simili. La stessa Scip, come ultimo passaggio, provvedeva a rimborsare i bond emessi attraverso i proventi delle vendite immobiliari. Il marchingegno, in pratica, funzionava così per permettere allo stato di incassare una sorta di anticipazione su quella che sarebbe stata una vendita successiva.
L’ESITO DELLE NOSTRE RICERCHE
Entrambi i politici, Pirrelli e Napolitano, hanno ragione a metà. In realtà il problema non è costituito dalle plusvalenze in quanto le plusvalenze realizzate dal Comune di Monopoli e derivanti dalle partecipazioni detenute nella Società Unica srl sono esenti al 95%. In questo dice il vero il consigliere comunale Napolitano. Tuttavia il consigliere di maggioranza non considera che anche le scip sono soggette a tassazione dei redditi prodotti.
Il consigliere comunale afferma il vero quando afferma che non vi fu nessun finanziamento bancario. Omette di ricordare tuttavia che inizialmente la scip provò a chiedere un finanziamento bancario; al riguardo fu pubblicato sul sito del Comune di Monopoli un apposito avviso pubblico con invito alle banche locali a presentare la propria offerta. Si trattava di un finanziamento di euro 2.000.000 circa. La vendita con pagamento differito fu effettuata “ob torto collo” in quanto nessun istituto bancario presentò alcuna offerta e non a causa della crisi, come affermato dal consigliere, ma perché si trattava di fatto di finanziare una “scatola vuota” senza idonee garanzie.
Dice il vero anche l’avv. Pirrelli quando afferma che l’operazione fu posta in essere con priorità al fine di salvaguardare gli equilibri di bilancio che necessitavano di tale artificio contabile di finanza pubblica. Cosa che il consigliere Napolitano ricorderà molto bene in quanto fu proprio una serrata di alcuni consiglieri di maggioranza a fine 2008 a far saltare l’operazione mettendo a rischio il rispetto del patto di stabilità.
IL NODO CRUCIALE DELLA QUESTIONE
A nostro avviso nessuno dei politici citati affronta in maniera diretta il vero nodo cruciale della vicenda, ovvero il perché di una valutazione che ha palesemente sottostimato il bene ceduto alla scip. Stupisce anche il disinteresse degli imprenditori edili locali all’asta pubblica (un’asta andata quasi deserta) dopo che i consiglieri di maggioranza avevano avviato un cruento braccio di ferro politico sull’operazione.
Su questi argomenti ci riserviamo di ritornare in un apposito articolo che pubblicheremo tra qualche giorno.
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Commenti
La stessa cosa per l'impresa che ha acquistato l'immobile. Senza ombra di dubbio essa avrà ritenuto spendere quella cifra per abbattere utili che comunque avrebbe dovuto pagare per cui , per esempio, se deve pagare da pregresse operazioni diciamo 2.000.000 di euro ne spende 3.500.000 e in definitiva ha speso 1.500.000, semplice.
Rimane comunque ciò che il gladiatore dice e cioè che il costo di vendita degli appartamenti rimarrà sempre alto perchè i costi non si possono abbattere.
Quante ne vuoi sapere! Così li metti difficoltà.
1)L. 410/2001, art. 2, comma 6,il quale prevede che ciascun patrimonio separato non è soggetto alle imposte sui redditi, né all'imposta regionale sulle attività produttive;
2)legge finanziaria 2005 all'art. 1, comma 275, prevede che le operazioni di cartolarizzazione di cui alla L. 410/2001, in favore di società sono esenti dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale, e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto;
3)Le legge finanziaria 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) ha apportato una modifica al succitato art. 1, comma 275, della legge n. 311 del 2004. Infatti, l'art. 1, comma 576, della legge n. 266 del 2005 ha da un lato limitato l'agevolazione fiscale ai trasferimenti alle società di cartolarizzazione, e, dall'altro, ha esteso lo scudo fiscale alle operazioni verso associazioni riconosciute. In ogni caso, l'agevolazione fiscale è rimasta limitata agli immobili dei Comuni.
Cordiali Saluti
Avv. Stefano Lacatena
Infatti, innanzitutto il patrimonio separato delle società (cioè l’insieme degli immobili destinati al soddisfacimento dei diritti dei portatori dei titoli emessi e dei concedenti i finanziamenti) è esente dall’imposta sui redditi e dall’imposta regionale sulle attività produttive; inoltre, tutte le operazioni di cartolarizzazione e tutti gli atti, contratti, trasferimenti e prestazioni e le fomalità comunque connesse, relativamente al prefezionamento delle dette operazioni sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dall’imposta locale sui redditi derivanti da interessi, presi e altri frutti. Inoltre, non si applicano le forme di tassazione del patrimonio quali l’imposta regionale sulle attività produttive, l’imposta di registro, l’imposta di bollo, l’imposta ipotecaria e catastale e ogni altra imposta indiretta, nonché tributi o diritti; e ancora, al momento del trasferimento del patrimonio alle società veicolo. Infine, per quanto concerne l’imposta comunale sugli immobili, diventano soggetti passivi della stessa i gestori del patrimonio.
Ovviamente, la disciplina è piuttosto complessa e lo schema sopra esposto non è esaustivo delle sue pecularietà, ma ne è intuitivi il vantaggio:
L’esenzione fiscale di cui gode la quasi totalità delle operazioni da porre in essere rappresenta un’occasione che ha ben pochi paragoni sul mercato.
Certo di aver chiarito la bontà dell'operazione porgo i miei più Cordiali Saluti.
Avv. Stefano Lacatena
leggete pue quello che nn c'è...ammappete
E secondo Voi a quanto lo deve vendere l'impresa quello stesso appartamento? Ve lo dico io, costo suolo di €.75000 +costo oneri urbanizzativi e progettazione €.20000+costi di costruzione €.120000+utile di impresa (25%)€.54000 = per un totale di €.269000.
a cui bisogna aggiungere l'eventuale box.
Alla faccia di far calare i prezzi.
Qualcuno me lo può dire?
Tutto legale ma tutto contorto. Ecco perchè l'Italia è piena di debiti! Poveri noi.
Signori, a me pare assurdo! Ma ci rendiamo conto di come i "partiti" facciano politica in città, di quale sia il livello qualitativo della classe politica oggi?
Stiamo assistendo ad uno spettacolo surreale senza distinzioni d'appartenenza.
Povera Monopoli!