Il Ministero della Difesa ha avviato il processo di dismissione. Ed ora cosa accadrà?
La notizia è di quelle che non possono passare inosservate. Eppure pochi organi di stampa (o addirittura nessuno) ne ha fatto menzione. Se un insolito attacco informatico non ci avesse colpito avremmo potuto darvi la notizia la scorsa settimana.
Quelle che erano solo delle voci, dei sospetti o delle possibilità, trovano finalmente una conferma. E’ oramai ufficiale : il Ministero della Difesa ha avviato il processo di dismissione del Deposito Carburanti (zona Capannoni) di Via Arenazza.
Con decreto direttoriale n. 13/2/5/2010 dell’8 settembre 2010, sono stati individuati, al fine del trasferimento al Patrimonio disponibile dello Stato, gli immobili in uso all’Amministrazione Difesa da assoggettare a procedure di alienazione, permuta, valorizzazione e gestione previste dall'art. 14-bis - comma 3 - decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133.
L’elenco degli immobili da alienare è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 del 8/1/2011; si tratta di un elenco di 61 beni tra i quali compare anche il deposito carburanti di Monopoli.
Tra gli immobili che il Ministero della Difesa si accinge a vendere ci sono tante caserme, ma anche nove fari ed un’isola. La crisi economica impone una cura dimagrante alla finanza pubblica e gli enti pubblici (compreso il nostro Comune) rispondono alienando i “gioielli di famiglia”, nella speranza che sia sufficiente.
Sono in vendita i fari di Capo Rizzuto, Capo Trionto a Rossano, il Faro della Guardia sull’isola di Ponza, Capo Molini ad Acireale, Punta libeccio sull’isola di Favignana, Capo Milazzo a Milazzo, Punta Spadillo a Pantelleria, Capo Faro a Santa Maria Salina, Scoglio Formica Maggiore. La Difesa cederà anche un’isola: quella di San Paolo, nel golfo di Taranto. Insieme a quella di San Pietro forma il piccolo arcipelago delle Cheradi che chiude a sud-ovest la darsena del Mar Grande di Taranto. Il grosso dei 61 immobili in via di dismissione è comunque costituito da caserme: solo a Roma ci sono la Gandin, la Medici, la Ruffo, la Piccinini, nonchè l’ex Forte Trionfale e parte del Forte Boccea. Ma c’e anche una parte dell’Arsenale di Venezia, l’ex carcere militare di Palermo, un ex convento a Roma, nonchè il Castello Svevo di Brindisi.
L'INTERPELLANZA DELL'ON ZAZZERA
Fu il primo (ne va dato atto) a sollevare la questione con un’interrogazione parlamentare. Accadeva a marzo dello scorso anno sull’onda emotiva suscitata nella cittadinanza dal tentativo della Northern Petroleum di avviare le prospezioni petrolifere a largo delle nostre coste. Bollate come propaganda elettorale (in quel periodo erano in corso le elezioni regionali) da qualche politico locale, le sue affermazioni dell’epoca (che riproponiamo) trovano un riscontro in quello che sta avvenendo oggi:
«Il sottosegretario alla Difesa rispondendo ad una mia interrogazione ha confermato che il IV deposito Carburanti di Monopoli sarà dismesso. Una risposta che non fuga nessuno dei dubbi che preoccupano la cittadinanza di Monopoli. La dismissione del IV Deposito Carburanti è la conferma che il governo è alla canna del gas e batte cassa mettendo in vendita anche gli immobili destinati al sistema della difesa. A restare come deposito carburanti la struttura di Montello nel trevigiano, ancora una volta una politica che premia il Nord, a discapito del mezzogiorno.
Dalla risposta del sottosegretario alla Difesa abbiamo avuto conferma che a partire dallo scorso mese di novembre (2009) sono in corso attività di svuotamento dell’infrastruttura e che, entro il primo semestre di quest’anno (2010) tutte le operazioni saranno completate. Secondo quanto dichiarato si apprende che il recupero dell’area non sarebbe conveniente sul piano economico-finanziaro e che, la riconversione dello stesso, sarebbe possibile soltanto attraverso l’apertura all’imprenditoria privata. Appare del tutto evidente che le preoccupazioni espresse in passato sull’interessamento di privati all’area senza opportuni coinvolgimenti delle istituzioni locali e della popolazione, erano più che fondate.
Il Governo ha confermato in definitiva l’interessamento della società Ital Green Energy per la realizzazione dell’oleodotto off shore al largo del porto e della società petrolifera API, quest’ultima ha comunicato per le vie brevi però di non essere più interessata all’operazione di riconversione. Restano le preoccupazioni – conclude il deputato – per il fatto che, laddove si parla di prospezioni sismiche, trivellazioni e piattaforme petrolifere al largo delle coste di Monopoli il governo non escluda che il IV Deposito Carburanti possa trasformarsi in un sito di interesse per società petrolifere. Resta da capire infine come si stia smaltendo il restante materiale nocivo ancora presente nella struttura militare, il cui smaltimento a detta sempre del governo viene seguito con estrema attenzione».
Questo quanto affermava l’On. Zazzera nel maggio del 2010, che in merito all’interessamento dell’Ital Green Energy srl su quell’area proseguiva :
«Nella relazione tecnica del 4 dicembre 2008 a firma del Maggiore Sergio Vidinich e del Tenente Colonnello Rocco Leuzzi, al punto 2, veniva riportata tra le attività future la valutazione di possibili sinergie con società petrolifere private atte a consentire il reperimento dei fondi necessari alla ristrutturazione del deposito.
Nella relazione viene riferito inoltre che sono stati avviati contatti informali ed esplorativi con l'assessore all'urbanistica del comune di Monopoli, signor Piero Barletta, il quale avrebbe confermato «la disponibilità dell'amministrazione comunale a favorire gli interventi di riqualificazione del deposito, sia in termini di ripristino dello scalo ferroviario che nel sostegno dell’amministrazione al progetto dell’oleodotto presentato dalla Ital Green Energy srl».
Affermazioni che suscitarono le reazioni del chiamato in causa assessore Barletta il quale si affrettò a smentire quanto riportato dall’Onorevole nella sua interpellanza parlamentare.
COSA ACCADRA’ DOMANI ?
Quanto accaduto e quanto affermato dai politici locali nel recente passato deve servirci a comprendere cosa potrebbe accadere domani in una zona nevralgica ed estesa della nostra città, già interessata dalla dismissione dell’ex carcere mandamentale ed al centro del dibattito politico e giudiziario in occasione dell’approvazione del PUG.
Si tratta di una notizia destinata ad animare il dibattito politico dei prossimi mesi vista l’importanza degli interessi pubblici, privati ed economici in gioco.
Ex cementeria, ex carcere, ex deposito carburanti, sono tutti argomenti su cui occorrerà tenere alta la soglia di attenzione perché si tratta di aree centrali e strategiche per lo sviluppo futuro della città.
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Saremo spettatori dei soliti equilibrismi politici e verbali? Spero che vinca il buonsenso.