Gentile Redazione,
si potrebbe definire monumentale una fontana con una Rosa dei venti alla base e giochi d’acqua soprastanti, che la nostra Civica amministrazione vorrebbe installare nel baricentro del rettangolo nord del borgo, al posto della bellissima aiuola che lì vegeta da trent’anni?
Di monumentale oggi sulla piazza Vittorio Emanuele II, oltre alla scultura commemorativa ai Caduti esistente sul lato opposto, ci sono le mastodontiche dracene drago che adornano il cerchio di sedime della vecchia struttura fascista demolita dopoguerra per mano democristiana.
La stessa mano democristiana che poi ha lasciato il vuoto alla mercé dei vandali e privo per lungo tempo di un monumento alternativo. Anzi mi preme ricordare che, per tutelare la sicurezza delle persone e anche per dargli un certo decoro, la premiata officina-fonderia dei fratelli Seppino e Paoluccio Licciulli (già operante nella vicina via Bixio) volle ornare lo sprofondo con una bellissima ringhiera in ghisa, di cui si sono perse le tracce, prima ancora che l’arch. comunale Giuseppe Di Palma rimediasse diligentemente con la realizzazione di panchine circolari in pietra lucida di Trani e definitivamente (il 23 dicembre del 1981) con la messa a dimora di quelle pregiate piante ornamentali che ancora oggi sfoggiano tutta la loro vitalità e bellezza.
Detto questo, vorrei esternare la mia opinione a quella dei distruttori di quell’aiuola, che si vorrebbe rimpiazzata da una struttura che non ha nulla a che vedere col contesto storico: una fontana dai roteanti getti e variopinti spruzzi d’acqua che potrebbe fare bella mostra di sé solo se installata in una delle nostre ville comunali per la gioia dei bambini. E, a proposito, vorrei segnalare che un altro tentativo fu fatto dieci anni fa dallo stesso, per la seconda volta sindaco, prof. Walter Laganà, che aveva ritenuto provvisoria la piantumazione all’origine di
quelle preziose piante, allorquando commissionò all’ing. Oronzo Lisi, già dirigente del reparto Aqp di Alberobello, un progetto esecutivo per la realizzazione di una fontana monumentale da inserire nel medesimo sito. Il progetto, presentato al Comune all’inizio dell’estate del 2001, non fu mai portato all’esame del Consiglio comunale, nonostante il beneplacito di gran parte della cittadinanza, forse perché la Civica amministrazione stava lì lì per essere rimpiazzata (come poi avvenne) da un Commissario prefettizio. Ma, non fu ripescato neanche dalla successiva Giunta Leoci, né dall’attuale compagine amministrativa di centrodestra. Eppure quel progetto aveva una sua logica storico-monumentale arricchito da una minuziosa progettazione, altamente tecnico-scientifica ed estetica. Proponeva la costruzione di una fontana ellissoidale con una stele lapidea centrale a base triangolare (in marmo verde Guatemala) alta otto metri, legata ad un gruppo iperboloide di dodici elementi metallici (in acciaio inossidabile speciale) costituenti le tubazioni convoglianti l’acqua verso l’alto con traiettorie paraboliche. L’insieme era ispirato alle nostre tradizioni marinare e a tutte le attività di calafataggio di Monopoli. Mentre da un punto di vista urbanistico la fontana si poneva di fronte al monumento ai Caduti in una sorta di “primaria esigenza dello sviluppo con quest’ultimo di un dialogo che si articoli in un gioco di analogie e contrapposizioni che rifugga ogni tipo di volgarità o di gratuità”.
Inoltre, la forma triangolare della pianta della stele alludeva alla lontana alla base a T della vecchia fontana e il ricorso alla pietra di Apricena per la costruzione della base costituiva il segno di un legame forte ai materiali nelle nostre zone. Infine, la prevista conservazione della panchina-sedile esistente in pietra di Trani stava a dimostrare il rispetto per le dimensioni di consistenza acquisita. Per la determinazione del costo a base d’appalto (415.374.500 milioni delle vecchie lire, circa 220mila euro attuali), dichiarava il progettista nell’articolata relazione generale, fu operata una ricerca di mercato che ha interessato l’intero territorio nazionale. Forse, allora, la sua sostituzione sarebbe stata meno dolorosa visto che le piante di quell’aiuola avevano dieci anni d’età in meno!
Franco Muolo
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Commenti
anzi se guardate bene la foto all'epoca c'erano dei pali alti quanto quelli di adesso (ora li trovate al porto sulla muraglia)
Neanche Franco Muolo mi sembra che si sia pronunciato in merito.
Io per parte mia ho mandato una accorata lettera a FAX (spero che la pubblichino).
Fate anche voi qualcosa!
Comunque il progetto della fontana non mi convince.
Perchè non chiamano SGARBI ad inaugurarla? Chissà cosa direbbe ...
RICORDATE IL CERCHIO IN MARMO ROTTO DA UN GROSSO PETARDO,CI SONO VOLUTI 10 ANNI PER RIPARARLO, MI FIGURO X FARE UNA FONTANA.
http://img825.imageshack.us/img825/5302/monopoli1950.jpg
Che fu il***moderato*** che decise di "rimodernare"?