Fioccati i ricorsi per il Piano Urbanistico
"Del Pug non si può lamentare nessuno- dichiarò l'assessore Piero Barletta in un famoso Consiglio comunale- perchè abbiamo accontentato tutti!".
Ma a questi cittadini "ingrati" non bastano le gentili concessioni accordate in fase di osservazione. Anzi! Proprio chi ha presentato delle- ormai famosissime- osservazioni (accolte senza remore), oggi chiede "di più".
E' il caso della società Borgo Capitolo (Amministratore Unico: Marcello Licci), proprietaria di alcuni terreni al Capitolo, lottizzati nel 2002 per la realizzazione di strutture alberghiere. Dopo aver ottenuto con le osservazioni la destinazione residenziale per il 40% delle proprietà, ha deciso di far ricorso per l'eliminazione del principio della contestualità (che obbliga alla realizzazione contemporanea dei servizi turistici e delle residenze), per eliminare l'obbligo della costruzione delle strutture alberghiere e per dichiarare l'illegittimità della "superficie di compensazione" dovuta al Comune di Monopoli per il principio della perequazione (concessione di volumetrie in cambio del 40% della proprietà). Ingiusto, secondo il legale Profeta, anche il vincolo che obbliga a costruire per il 60% strutture alberghiere (lottizzate nel 2002), in quanto settore "senza mercato".
Scontento anche il proprietario del cinema Visconti, Caforio, che- rappresentato dalla sorella dell'assessore Alberto Pasqualone- chiede ancora la rimozione del vincolo sulla sua proprietà per destinarla al residenziale.
Insoddisfatta anche la società Helyos, proprietaria della struttura ricettiva "La Peschiera" sita in contrada Losciale- Capitolo, sulla fascia litoranea, caratterizzata nel PUG come "invariante strutturale a prevalente valore paesistico"(tipizzazione che impedisce, in sostanza, qualsiasi altro tipo di intervento edilizio). La società chiede, nella figura del suo legale rappresentante Giuseppe Guerra, di destinare le fasce adiacenti all'attività, al turistico- alberghiero, ovvero, contesti consolidati suscettibili ad interventi edilizi. Questo per poter usufruire della possibilità di ampliamento dal Comune alle attività turistiche, del 60%. Piccolo dettaglio: la suddetta attività si trova a molto meno di 300metri dal mare, come previsto dalla legge.
Si uniscono al coro degli inappagati anche gli Oleifici Marasciulo, che contestano la pianificazione portuale, ed in particolare il collocamento delle volumetrie residenziali concesse a monte del sistema portuale. Per effetto della perequazione infatti, sono stati concessi agli Oleifici Marasciulo delle proprietà situate nella Italcementi (collocati a monte di via Nazario Sauro), dove la destinazione "sottambito per le attività portuali" limiterebbe la loro reale capacità edificatoria. Renato Marasciulo, in qualità di amministratore, chiede dunque di poter espletare interamente la capacità edificatoria residenziale con affaccio- e non a monte- su via Nazario Sauro, praticamente sul waterfront portuale.
Sollevano il vessillo di guerra, anche i signori Giovanni, Onofrio e Mario Ancona, già firmatari di un'osservazione (definita da Risimini "la madre di tutte le osservazioni") con la quale ottennero per le loro proprietà una destinazione di nuovo impiato residenziale e produttivo. I singnori Ancona contestano oggi l'inserimento di un'area in loro possesso nelle "invarianti strutturali a prevalente valore paesistico- ambientale", con classificazione a "lama". I proprietari chiedono la conferma della destinazione prevista invece nel DDPT e non confermata nel PUG: "ambiti di trasformazione residenziale". In particolare, i signori Ancona sottolineano una disparità di trattamento, evidenziando che mentre le aree di loro proprietà sono solo parzialmente interessate dal vincolo PAI, ma comunque inserite nelle invarianti strutturali a prevalente valore paesistico- ambientale", altre aree ad alta e media pericolosità idraulica sono state classificate come "contesti territoriali in trasformazione".
Tra i nomi "famosi" dei ricorsi non manca quello dell'avvocato, nonchè ex sindaco Paolo Leoci, rappresentante legale dell'Ital Green Energy (nella quale, per curiosità, è occupato il figlio del Leoci). La contestazione del leader della "green energy" è legata alla viabilità della bretella di collegamento tra la strada Baione e la strada Tucci, che divide praticamente in due le sue proprietà. Tale passaggio, infatti, interrompe la continuità del terreno di appartenenza sacrificando ogni possibilità di espansione aziendale.
Torna all'attacco la L. M. srl (alias Marcello Licci) sulle aree vicine al Palazzetto dello Sport di via Procaccia, dove il costruttore vedeva già innalzate delle splendide e ridenti residenze. Sogno spezzato dalla destinazione approvata dal Piano Urbanistico Generale per le aree tra la costa e la via Traiana ad ad "attività diverse dal residenziale", destinazione definita per la salvaguardia di quel tratto di costa ancora (fortunatamente) poco cementificato, ed inquadrato nel Pug come zona proiettata nello sviluppo di servizi pubblici e turistici.
"Disincantato" anche il progetto delle residenze previste su altri terreni dello stesso costruttore, qualificati come aree bianche, per i quali la L. M. srl chiede, ovviamente, la destinazione residenziale.
A sostegno della sua richiesta allega la destinazione delle aree adiacenti (tra le quali una di proprietà comunale), tutti "contesti urbani residenziali di nuovo impianto"
Una richiesta condita dalla contestazione- sempre tramite lo studio Profeta- della cessione della superficie di compensazione prevista dalla perequazione.
Concludiamo qui, per ora, la carrellata dei 18 ricorsi presentati per il Piano Urbanistico Generale.
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Commenti
Intanto Ancona ha presentato il ricorso in quanto la maggiornaza ha accolto la sua osservazione anche se per pudore non al 100%. Oleifici Marasciulo ha presentato il ricorso in quanto questa maggiornaza ha camobiato radicalmente la struttura dell'ambito protuale
prevedebdo volumetrie per servizi anche a lato mare della strada Nazario Sauro. quindi dove vanno gli uffici possono andare anche le resdienze.
In buona sostanza molti dei ricorsi si basano o su delle prospettive favorite dall'accoglimento delle osservazioni, oppure sulla iniziale previsione di accolgimento formulata dall'osservazione.
Chiedo inoltre di approfondire le parole di "gladiatore" che certamente non possiedono il dono della chiarezza.
Grazie.
Difatti, la destinazione a consolidato del terreno del Comune (stiamo parlando della ex tendopoli)risulta da un altro errore di colorazione come quello DE Martino; il terreno era precedentemente classificato come verde pubblico(VERA area bianca).
Per cui L.M.dice, perchè su un terreno limitrofo si da la destinazione ( falsamente) di contesto residenziale di nuovo impianto su un area che ha le medesime caratteristiche di quello di L.M. e non invece la destinazione di Contesto per servizi di nuovo impianto dato a quello di L.M.?
State attenti che come detto prima il terreno a riferimento non è classificato come" residenziale di nuovo impianto " come L.M.asserisce ma " consolitato residenziale a media densità".
Spero che il Comune sappia dare le sue controdeuzioni e che Voi della redazione controllate che ciò avvenga.
Perchè temo che il Comune assista inerme alle sentenze del TAR senza opporsi. E ciò potrebbe essere voluto(compiacenza) in modo che poi la scusante sarà " lo ha deciso il TAR.
Vigilate.
E' bene che la "cosiddetta imprenditoria "di Monopoli capisca che non è la residenzialità l'unica fonte di reddito, se vogliamo un futuro (ammesso che ci sia) per Monopoli. Ci si scorda che un PUG è per definizione " per pubblica utilità".
Succede questo quando la politica è al guinzaglio degli interessi economici e non è capace di rivendicare la propria supremazia, la supremazia dell'interesse pubblico sul privato.
Quando pieghi la schiena poi vieni trattato in questa maniera e in fondo te lo meriti.
Strano perchè in giro si vedono tanti piccoli capetti buoni a batter il pugno sul tavolo solo con i deboli.
Povera politica!
basta con le polemiche e lungi da me atteggiamenti demagogici, ma la politica perchè non si interroga su questo? a che serve continuare ad interrogarsi sulla qualità del p.u.g. se non si ha preventivamente una parvenza di politica tesa allo sviluppo socio economico della città?
a che serve uno strumento così controverso, se non ci sono incentivi ad attirare a monopoli imprese e capitali, per consentire sviluppo e occasioni di lavoro per i giovani e sopratutto le giovani monopolitane?
povera risimini