Sabato 26 Maggio 2012
   
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"UN PICCOLO PORTO, INTASATO, CON I SOLITI BASSI FONDALI"

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Gentile Redazione,
accolgo con piacere la notizia che sabato (attraverso un incontro promosso dal Partito Democratico, per sabato 5 febbraio 2011, ore 16,30 nella sala consiliare Ignazio Perricci) forse Monopoli s’interrogherà sulla (incauta) adesione all’Autorità portuale del Levante insieme a Barletta e Manfredonia. Circa tre anni or sono espressi a La Repubblica la mia perplessità a quell’adesione, premettendo che non si era ancora ben capito come il nostro porto avrebbe potuto avere un miglioramento o quanto meno un consolidamento dello sviluppo commerciale, data l'impossibilità della costruzione di moderni e costosissimi centri intermodali di supporto, oppure se si doveva aspettare chissà per quanto tempo improbabili finanziamenti per destinazioni turistico-commerciali, turistico-pescherecce, o cantieristico-diportistiche a causa dei suoi bassi fondali.
Ne è passata tanta di acqua sotto i ponti, ma oggi ci ritroviamo nelle stessissime condizioni di allora, cioè con un porto piccolo, intasato, con i soliti bassi fondali che impediscono le operazioni nautiche e l’attracco di grandi navi passeggeri. Sì, è vero, dopo trent’anni di promesse la Regione ha provveduto ad allungare la diga di tramontana e c’è stato recentemente (come regalo di Natale 2010) l’impegno ad eseguire lavori di “dragaggio” dei fondali per una somma di 600mila euro (operazione di manutenzione, ben diversa dagli scavi in roccia), ma quanto tempo ancora dovrà passare affinché il nostro scalo diventi veramente operativo?

Passi pure il danno che quattrini da stanziare a favore dei porti satelliti da parte dell’Autorità barese non se ne vedono all’orizzonte, ma credo che ci sarebbe moltissimo da preoccuparsi quando si sente affermare, da parte del suo presidente, che a Bari “c’è l’idea di fare a San Cataldo un approdo per la nautica da diporto, charter velico, mini crociere e maxi yact”, come se non bastasse lo sviluppo in atto del suo megaporto centrale. Come dire: tutti per uno e basta. Così al danno si unisce la beffa, se minimamente si pensa che piccoli paesi che non sono caduti nella “rete” dell’Autorità, come Mola di Bari e Polignano a Mare, si siano già attivati da soli nella costruzione di tali infrastrutture senza dover aspettare finanziamenti dall’alto.
Credo che al presidente Franco Mariani e a tutti i politici presenti all’incontro di sabato bisognerebbe soprattutto chiedere conto del fatto se sia davvero convenuto alla città di Monopoli imbarcarsi in tale avventura, visto che i finanziamenti provenienti dall’alto, volere o volare, finiscono sempre per essere utilizzati soltanto a beneficio dello scalo del capoluogo. Crediamo davvero che il porto di Bari rinunci a parte della sua attività di trasporto passeggeri per dirottarla in quello di Monopoli?

Commenti 

 
#12 Franco Muolo 2011-02-02 09:11
Ma, caro sig. renato, voglio rispondere brevemente all'ultima sua dotta citazione su Benigni-Sicilia-traffico, ricordando a lei e a tutti i gentili visitatori di questo sito che il mio mestiere è stato quello di fare il tecnico comunale e di aver collaborato da tecnico subordinato alla stesura di ben due piani regolatori generali del comune di Monopoli. Quando, per caso da pensionato, fui costretto tre anni fa a fare l'assessore alla pubblica istruzione, avendo una esperienza specifica sulla problematica delle opere pubbliche, cercavo in tutte le maniere di indirizzarne la localizzazione più idonea sulla pianificazione allora in atto. Senza risultati concreti, perché nella maggioranza prevalevano sempre, diciamo così, gli interessi politici su quelli tecnici, mentre io sostenevo che, prima ancora delle scelte politiche, bisognava mettere a punto tutta la parte tecnica del piano. Non fui ascoltato perché costituivo minoranza nella maggioranza. Caro renato, così è andato il film della mia vita. Ora mi resta soltanto la possibilità di raccontare il mio punto di vista non essendomi consentito di influenzare le attuali scelte politiche. Con la speranza che queste ultime possano perlomeno essere corrette a beneficio della collettività.
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#11 Franco Muolo 2011-02-01 18:48
Mi scusi sig. pescatore, ho espresso soltanto la mia opinione su basi tecniche; le ragioni politiche che lei intende non mi appartengono. Quì la questione non è donare o no la cala Curatori alla Lega navale, ma se si tratta di decidere se fare subito le escavazioni dei fondali per consentire l'attracco di navi passeggeri fin sotto la ex cementeria, per non farle sostare pericolosamente, come si fa ora, sull'imboccatura del porto.
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#10 renato 2011-02-01 18:36
Garbato sig. Muolo, nonostante fossi già certo di non trovar nulla ho, nel rispetto per il suo lavoro ed i suoi scritti appassionati, dato seguito al suo consiglio, ma l’esito della ricerca si è rivelato in linea con le previsioni. Alle mie domande non ho trovato puntualmente risposta. Non credo sia corretto da parte sua svicolare in questo modo su tali “spinosi” argomenti, rinviando con sufficienza un lettore dove lei sa bene non troverà nulla. Com’è possibile parlare del nostro porto e non dire che il Pug ne ha compromesso l’espansione per assecondare altre volontà? Perché far finta di niente e disquisire amabilmente di altro, evitando il nocciolo della questione?
Sa cosa mi ha ricordato la sua lettera? L’ormai celeberrima scena di un film di Benigni: ”la piaga che veramente diffama la Sicilia ed in particolare Palermo agli occhi del mondo è… il traffico!”
Sì, c’è tanto traffico qui nella nostra “amata” città. Concorda?
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#9 Il pescatore 2011-02-01 15:34
Va bene Muolo, siccome non si può aumentare il fondale ,la cala la doniamo alla Lega Navale.
Se adottiamo questo stesso criterio in grande scala almeno due terzi dei beni demaniali verranno "incamerati" dai privati.
Se questa è la volontà politica, almeno diciamolo esplicitamente!
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#8 Franco Muolo 2011-02-01 14:46
Rispondere a domande garbate dei sigg. commentatori è sempre un piacere, ma andiamo per ordine:
- al sig. pescatore ricordo che "dragare" il fondale di un porto è un lavoro di normale manutenzione, e tale attività non influenza minimamente la profondità del suo specchio acqueo. Perciò nella cala Curatori, fino a quando i suoi (bassissimi) fondali rimarranno tali non potrà mai attraccare una nave passeggeri;
- quanto al sig. renato consiglierei di cliccare le parole "porto, pug, muolo" sul Naviga-Cerca di questo sito per avere la risposta alla sua gentile richiesta, in ordine alle mie numerose considerazioni su "le scelte urbanistiche operate col Pug" da parte sia della precedente che dell'attuale Civica amministrazione.
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#7 renato 2011-02-01 13:10
Ricordo ancora la risposta data dal gentile dott. Mariani a chi gli chiedeva quali prospettive di sviluppo c’erano per il porto di Monopoli e se negli anni a venire l’autorità portuale di Bari avrebbe investito risorse per il potenziamento del nostro scalo: “Non sono venuto a promettere nulla, se volete accettare la proposta tanto meglio, altrimenti rimarrete fuori dalla costituenda rete regionale di approdi”. Il nostro sindaco (Leoci), seduto al suo fianco, dopo le rassicuranti affermazioni, non mosse ciglio, muto stava e muto rimase. Tanto per raccontare il protagonismo del nostro comune nella scelta di aderire all’ente barese ed il tenore della nostra rappresentanza politica che si acconciò buona buona ad una (quasi) imposizione senza proferir parola.
Una domanda poi al pregevole sig. Muolo. Visto che ci racconta del porto monopolitano e delle sue vicissitudini con la consueta passione, date le sue competenze in materia, perché non ci ha ricordato che, a quanto m’è parso di capire, le scelte urbanistiche operate col Pug compromettono l’espansione ed il potenziamento delle attività portuali in favore dell’edilizia privata? Che nelle aree a ridosso di quella zona incombono interessi privati con ben altre aspirazioni che concedere spazio all’incremento delle capacità turistiche e commerciali del nostro porto? Ma perché il Pug e le sue “discrepanze” (per usare un termine caro alla politica) sono argomento tabù per tutti? Si prende la peste a parlarne? Secondo me, al di là della stucchevole ed inconcludente retorica sull’amore per la propria città, se si vuol contribuire al progresso cittadino bisogna raccontare la verità.
Con cordialità.
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#6 Il pescatore 2011-02-01 13:02
Caro Muolo ,la cala Curatori se dragata potrebbe diventare una zona di attracco con annessa stazione marittima.
E' mai possibile che l'interesse dei privati sopravanzi quello pubblico?
Come può un privato (benemerito? ma si paga!) appropriarsi di un bene pubblico ed influenzare lo sviluppo portuale?
E' ammissibile un usucapione su un bene pubblico?
Il fatto è che "pare male" farsi dei nemici.Diciamo le cose come stanno , lasciando da parte gli interessi degli amici!E i nostri politici hanno ben altro a cui pensare.
Ma anche la sempre presente Comandante Giacoppo dovrebbe indagare sulla vicenda.
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#5 Franco Muolo 2011-02-01 09:42
Caro diportista, ho l'impressione che la Lega navale italiana (istituzione benemerita, s'intende) dimorerà a cala Curatori fino a quando non sarà individuata una definitiva destinazione del nostro porto. E la permanenza del nostro scalo alle "dipendenze" dell'Autorità portuale del Levante di Bari è indice della sua stabilità. Credo
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#4 cavallo 2011-01-31 23:38
lo sviluppo del porto sicuramente passa da vari fattori,vedi ifrastutture,strade depositi costieri e non per ultimo dragaggio fondali,tutto serve per attrarre le compagnie di navigazioni a scegliere monopoli,mentre per quelle da crociera serve una vera e propria offerta turistica che veda i comuni per esempio di castellana per le grotte,alberobello,ed altri a lavorare unitamente.e coinvolgere autorità portuale,ed enti regionali del turismo.
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#3 diportista 2011-01-31 20:35
Io penso che un vero porto turistico che accolga piccole navi crociera piuttosto che il piccolo diportista, a Monopoli non nè vedremo mai l'ombra. Mi spiego: lega navale e cantieri limitrofi detengono ormai il controllo più totale del porto(una vera e propria MAFIA ), basti pensare che per il diporto si paga meno al porto turistico di Brindisi che nella nostra amata Monopoli, nonstante l'eccellenza dei servizi Brindisini. Pertanto mi auguro solo che una SANA politica turistico ricettiva possa cambiare le cose, sperando che le nostre autorità siano in grado di farla.
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#2 Franco Muolo 2011-01-31 19:57
Lei ha perfettamente ragione, caro Geometra, la invito a leggere, a proposito dell'utilizzo della "parte esterna del molo Margherita", un mio precedente intervento su MonopoliTube:
http://www.monopolitube.it/attualita/318-porto-e-pug-parla-franco-muolo.html
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#1 Geometra 2011-01-31 15:13
Credo che si dovrebbe almeno cercare un modo di utilizzare la parte esterna del molo Margherita, magari costruendo un pennello trasversale davanti al castello.Forse non otterremmo un grande incremento di superficie portuale, ma almeno evitiamo di "affollare" le varie anse del porto interno.Ed inoltre ripropongo il "caso" della Lega Navale che lentamente negli anni si è andata appropriando di un bene pubblico quale cala Curatori.Quella occupazione sottrae spazio ad un diverso utilizzo del porto.
Il Sindaco vuole fare qualcosa?
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