Aumentare i livelli occupazionali e sostenere i livelli esistenti gli obiettivi primari
La Regione Puglia si appresta a varare il Piano straordinario per il lavoro in Puglia 2011, un documento di circa sessanta pagine concepito con l’intento di fornire risposte al periodo di crisi economica che stiamo vivendo. Il Piano stabilisce due obiettivi primari da raggiungere: aumentare e migliorare l’occupabilità dei giovani e delle donne e sostenere i livelli occupazionali esistenti. Per raggiungerli, in linea con gli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona, da Europa 2020 e dalla decisione del Consiglio Europeo del 21 ottobre 2010, la Regione intende promuovere:
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crescita intelligente ( sviluppando un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione investendo su: innovazione, istruzione, formazione, formazione continua e società digitale);
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crescita sostenibile ( sviluppando un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva);
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crescita inclusiva ( promuovendo un’economia ad alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale agendo su tre fronti: occupazione, competenze, lotta alla povertà).
Nel documento il Presidente Vendola ribadisce la necessità del perseguimento, da parte del Governo nazionale, di politiche del lavoro basate sulla revisione delle normative sul lavoro e sulla creazione di un nuovo sistema di Welfare in grado di “ superare la precarietà, riconsegnare diritti e prospettive di futuro alle nuove generazioni”, che consentirebbero al Piano di raggiungere risultati più efficaci.
LA NUOVA OCCUPAZIONE.
Per stimolare la crescita di nuova occupazione, il Piano dedica molta attenzione alle difficoltà che i giovani incontrano nell’inserirsi nel mercato del lavoro. Queste difficoltà sono spesso riconducibili ad un duplice ordine di problemi: da una parte permangono elevati tassi di dispersione scolastica, dall’altra i giovani con alti livelli di scolarizzazione incontrano maggiori difficoltà di inserimento professionale, perché possiedono titoli che difficilmente riescono ad incontrare le esigenze delle imprese. Per superare queste difficoltà la Regione intende:
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confermare i meccanismi che hanno già favorito l’alternanza e l’integrazione dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro;
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sostenere la partecipazione al mercato del lavoro e l’inserimento occupazionale adottando misure in favore dei giovani;
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promuovere la partecipazione dei giovani nei settori creativi ed innovativi;
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attuare azioni mirate per l’avvio di attività di lavoro autonomo, anche con l’ausilio di nuove modalità di accesso al microcredito.
Inoltre il Piano prevede la creazione di nuovi sussidi di intervento per alleviare le situazioni di disagio sociale, e per i giovani alle prese con contratti atipici e a tempo determinato, interventi mirati per favorire il reimpiego e l’auto – impiego. Il Piano intende intervenire anche per stimolare l’occupazione delle donne, il cui ingresso nel mercato del lavoro viene spesso frenato da fattori esterni al mercato stesso. Si prevedono pertanto interventi volti a favorire la diffusione di modalità lavorative che favoriscano la conciliazione vita – lavoro come il part – time. In più, il Piano stabilisce interventi specifici in favore dei disoccupati di lunga durata, persone con un basso tasso di scolarizzazione, percettori di trattamenti di integrazione salariale, diversamente abili e gli immigrati.
LA SALVAGUARDIA DELL’OCCUPAZIONE.
Il secondo obiettivo che si pone il Piano del Lavoro è quello di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti. In questa prospettiva la formazione continua assume un ruolo preponderante. Ad essa si affiancheranno anche le politiche e tutti i servizi volti ad anticipare e gestire i cambiamenti, e processi innovativi rivolti a manager ed imprenditori. Per poter garantire la massima efficacia di tutti gli interventi, è necessario che la competitività tra le aziende non sia alterata dal ricorso al lavoro irregolare. Per questo motivo saranno attuate misure finalizzate all’emersione del lavoro nero e al rispetto di condizioni di legalità, in particolare alla sicurezza sul lavoro.
LA GOVERNANCE DEL PIANO.
Per l’attuazione del Piano, considerata la sua complessità, la Regione si avvarrà di una governance adeguata. Sul versante interno, la responsabilità e il coordinamento politico del Piano è del Presidente della Regione, Nichi Vendola, che si avvarrò di una Cabina di regia Interassessoriale, a cui faranno capo i vari Assessorati interessati. Dal punto di vista amministrativo, la responsabilità sarà in seno alla Direzione dell’Area Politiche per lo Sviluppo Economico, che avrà il compito di curare l’avanzamento procedurale, fisico e finanziario del Piano, con l’intento di accertare il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Regione. La Direzione d’Area dovrà proporre e predisporre tutte le iniziative per rafforzare le condizioni di sostenibilità e di efficacia dei vari interventi, prestando attenzione al:
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potenziamento dei Centri per l’Impiego;
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alla promozione di specifiche misure di semplificazione amministrativa e gestionale;
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al rafforzamento delle competenze tecnico – gestionali del personale dei diversi organi pubblici coinvolti a vario titolo nell’attuazione del Piano.
Sul versante esterno invece, il partenariato economico e sociale ( sindacati, associazioni di categoria, enti locali, III settore, cittadinanza attiva, n.d.r.) rivestirà un ruolo particolarmente importante nella definizione degli interventi, alla valutazione dei loro effetti, alla loro eventuale revisione nonché all’individuazione dei provvedimenti che possono aumentare l’efficacia degli interventi realizzati.
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Commenti
Oggi mentre il tuo caro berlusconi taglia soldi, sta decidendo di inserire una nuova tassa per le imprese e gli artigiani, mentre i dati internazionali e nazionali parlano di dimunuizione reddito pro capite in Italia, mentre aumenta la disoccupazione Vendola propone lavoro.
L'anomalia dov'è in Vendola o in berlusca?
Al di di tutto si parla finalmente di lavoro. Così come Vendola ha già fatto con bollenti spiriti, principi attivi, ecc.
Grazie Vendola
In merito alla chiusura degli ospedali chiedi al duo fitto & tremonti, che hanno obbligato con richiesta espressa di riduzione di posti letto in puglia, tagliando i fondi.
Quanto al ticket per ricetta eri anche tu tra quelli che criticarono Vendola quando nel 2005 lo eliminò?
Oggi è stato rimesso visto i tagli statali.