Gentile Redazione,
nella nostra città ora tiene banco la (non)politica a furia di formulare analisi e rimpasti amministrativi, conversioni partitiche, cambi di casacche, rinvii e quant’altro, e nessuno pensa più al problema angosciante del costo degli alloggi. Purtroppo la grave crisi economica in atto tocca pure Monopoli, dove la frenetica attività dei costruttori nell’esaurire le ultime aree edificatorie previste dal vecchio piano regolatore generale sta facendo lievitare i prezzi delle case anziché farli diminuire (è davvero strano questo paese: nemmeno la logica della domanda e dell’offerta, laddove c’è una grande disponibilità di nuovi appartamenti, a fronte di una scarsa domanda, vuole che i prezzi si abbassino). Se il Pug recentemente approvato non porrà rimedi efficaci, la “bolla immobiliare” scoppiata altrove qui non esplicherà i suoi effetti. Infatti senza altre aree edificabili disponibili non è possibile costruirne ancora, atteso che la fame di abitazioni tende a farle rincarare. Dunque, ci troviamo ancora di fronte a condizioni proibitive, specialmente per le giovani coppie, che ostacolano la formazione di nuove famiglie e le costringono a “emigrare” nei paesi vicini. Ricordo ancora un acceso dibattito pubblico, tenutosi due anni fa presso la chiesa del Carmine, presenti numerosi cittadini, una folta schiera di tecnici, sindaco e assessore al ramo, dove fu detto di tutto e di più sulla necessità di accelerare o meno la completa adozione del nuovo piano urbanistico generale per agevolare le cooperative edilizie e più in generale per consentire la costruzione di abitazioni a costi contenuti. Si discusse molto di grandi opere di pubblica utilità o di pubblico interesse da concretizzare dopo l’approvazione definitiva del Pug auspicando la creazione di un ufficio di Piano pubblico-privato di supporto alla civica amministrazione. Nessuno, però, toccò il dramma di quanti vorrebbero costruirsi una casa per conto proprio sia in città che nell’agro, reso ancora più disperato in tempi come quello che stiamo vivendo. Ovviamente l’apertura di nuovi cantieri aumenta la possibilità di occupazione generale e tende ad allentare i morsi della crisi. Ma, mi chiedo: perché la tanto sognata abitazione dev’essere per forza acquistata da un'impresa privata che necessariamente deve inseguire il profitto vendendo a un prezzo pressoché doppio di quello di una realizzazione in economia diretta? E per quale motivo una coppia che vuole costruirsi una casa deve per forza inserirsi in una cooperativa per raggiungere lo scopo, visto che al momento non sono reperibili sul mercato suoli per l’esercizio per tali pur lodevoli attività edilizie? Ed è normale che si dovranno aspettare tempi biblici, prima per l’approvazione di uno strumento urbanistico generale, e poi per la lunghissima attesa dell'operatività di piani esecutivi, quasi sempre politicamente profumati e gravidi di molti interessi estranei alla formulazione di un prezzo dell’abitazione finale vantaggioso per l’ultimo acquirente? Credo che, in tempi di crisi economica, il problema principale sia quello dell’ostinata ricerca di come ridurre i prezzi degli immobili, e lo scopo si potrebbe raggiungere con un piano urbanistico ben studiato ed elaborato soltanto dopo averne ascoltato e assimilato i bisogni della popolazione. Cosa che qui a Monopoli è mancata del tutto. Trecentotrentacinque osservazioni ufficiali, più una cinquantina presentate fuori termine, e, ora, una ventina di opposizioni che potrebbero bloccare addirittura la validità del Piano stesso, non fanno altro che rendere praticamente impossibile costruirsi una casa qui a costi accessibili. Mentre a Roma si discute di bunga bunga e di federalismo fantasma, qui a Monopoli i continui mal di pancia della politica politicante hanno fatto già dimenticare che il vero problema sta nel rendere velocemente esecutivo il Piano regolatore generale.
Franco Muolo
nella nostra città ora tiene banco la (non)politica a furia di formulare analisi e rimpasti amministrativi, conversioni partitiche, cambi di casacche, rinvii e quant’altro, e nessuno pensa più al problema angosciante del costo degli alloggi. Purtroppo la grave crisi economica in atto tocca pure Monopoli, dove la frenetica attività dei costruttori nell’esaurire le ultime aree edificatorie previste dal vecchio piano regolatore generale sta facendo lievitare i prezzi delle case anziché farli diminuire (è davvero strano questo paese: nemmeno la logica della domanda e dell’offerta, laddove c’è una grande disponibilità di nuovi appartamenti, a fronte di una scarsa domanda, vuole che i prezzi si abbassino). Se il Pug recentemente approvato non porrà rimedi efficaci, la “bolla immobiliare” scoppiata altrove qui non esplicherà i suoi effetti. Infatti senza altre aree edificabili disponibili non è possibile costruirne ancora, atteso che la fame di abitazioni tende a farle rincarare. Dunque, ci troviamo ancora di fronte a condizioni proibitive, specialmente per le giovani coppie, che ostacolano la formazione di nuove famiglie e le costringono a “emigrare” nei paesi vicini. Ricordo ancora un acceso dibattito pubblico, tenutosi due anni fa presso la chiesa del Carmine, presenti numerosi cittadini, una folta schiera di tecnici, sindaco e assessore al ramo, dove fu detto di tutto e di più sulla necessità di accelerare o meno la completa adozione del nuovo piano urbanistico generale per agevolare le cooperative edilizie e più in generale per consentire la costruzione di abitazioni a costi contenuti. Si discusse molto di grandi opere di pubblica utilità o di pubblico interesse da concretizzare dopo l’approvazione definitiva del Pug auspicando la creazione di un ufficio di Piano pubblico-privato di supporto alla civica amministrazione. Nessuno, però, toccò il dramma di quanti vorrebbero costruirsi una casa per conto proprio sia in città che nell’agro, reso ancora più disperato in tempi come quello che stiamo vivendo. Ovviamente l’apertura di nuovi cantieri aumenta la possibilità di occupazione generale e tende ad allentare i morsi della crisi. Ma, mi chiedo: perché la tanto sognata abitazione dev’essere per forza acquistata da un'impresa privata che necessariamente deve inseguire il profitto vendendo a un prezzo pressoché doppio di quello di una realizzazione in economia diretta? E per quale motivo una coppia che vuole costruirsi una casa deve per forza inserirsi in una cooperativa per raggiungere lo scopo, visto che al momento non sono reperibili sul mercato suoli per l’esercizio per tali pur lodevoli attività edilizie? Ed è normale che si dovranno aspettare tempi biblici, prima per l’approvazione di uno strumento urbanistico generale, e poi per la lunghissima attesa dell'operatività di piani esecutivi, quasi sempre politicamente profumati e gravidi di molti interessi estranei alla formulazione di un prezzo dell’abitazione finale vantaggioso per l’ultimo acquirente? Credo che, in tempi di crisi economica, il problema principale sia quello dell’ostinata ricerca di come ridurre i prezzi degli immobili, e lo scopo si potrebbe raggiungere con un piano urbanistico ben studiato ed elaborato soltanto dopo averne ascoltato e assimilato i bisogni della popolazione. Cosa che qui a Monopoli è mancata del tutto. Trecentotrentacinque osservazioni ufficiali, più una cinquantina presentate fuori termine, e, ora, una ventina di opposizioni che potrebbero bloccare addirittura la validità del Piano stesso, non fanno altro che rendere praticamente impossibile costruirsi una casa qui a costi accessibili. Mentre a Roma si discute di bunga bunga e di federalismo fantasma, qui a Monopoli i continui mal di pancia della politica politicante hanno fatto già dimenticare che il vero problema sta nel rendere velocemente esecutivo il Piano regolatore generale.
Franco Muolo
ULTIMI COMMENTI
- LIBERTY - VIESTE: MILITAR...
solidarieta' piena ai nostri ragazzi vilmente aggrediti... - LA REGIONE DICE NO A CANA...
X Gianni Ritengo la manifestazione da me citata una ver... - IMU: DIVIDERE L’IMPOSTA ...
Il gettito derivante dall'IMU sull'abitazione principal... - SCARCERATO IL CONSIGLIERE...
Tanto per chiarire le idee a qualcuno: Dei 4 capi d'acc... - SCARCERATO IL CONSIGLIERE...
non capisco l'interesse per la vicenda del consigliere - MONOPOLI, POLIGNANO: PRES...
cambiare tutto per non cambiare niente - si salvi chi p... - “ SALVIAMO LA SCUOLA STAT...
Ab invece c'è da piangere. La scuola da più di un trent... - IMU: DIVIDERE L’IMPOSTA ...
e quindi che significa ciò? - MONOPOLI, POLIGNANO: PRES...
un controllo nei negozii al centro di monopoli nooooooo... - LIFESTYLE CENTER: ANCORA ...
il Fanizzi non vuole il centro commerciale ma cmq conti...
La voce del Network
-
Tutti concordi su Parco Almirante: ''Pensiamo ai problemi più seri''
Putignano
-
Dopo l’ultimo Consiglio, Maggioranza di nuovo a rischio
Acquaviva delle Fonti
-
Un'azienda cassanese al ristorante del Senato. Lunedì la presentazione
Cassano delle Murge
-
3° Motogiro Cherry Custom
Turi
-
SCUOLA SUPERIORE, I RETROSCENA DEL RICORSO. IN EDICOLA
Casamassima
-
I giovanissimi della Chiesa Madre presentano il recital su Don Bosco
Noicattaro
-
LA FENICE: MASTERCLASS E SAGGIO CON TIZIANA GHIGLIONI
Gioia del Colle
-
VOTA il corto sulla Shoa della scuola Rodari: CLICCA QUI PER VOTARE
Polignano a Mare



Commenti
Invece, la "giardino città" (magari la "città giardino") che hannio elaborato ci costerà molto cara!.
ormai le giovani coppie emigrano nei paesi vicini!
castellana in primis.
p.s.rispondo a "profano" il comune poteva certamente costruire e fittare/vendere a prezzi molto ragionevoli le abitazioni. probabilmente nell'operazione di vendita avrebbe anceh recuperato la somma ottenuta dalla vendita (3,4m€) e cmq. avrebbe dato un grande servizio alla comunità. ma dai nostri politici cosa volete aspettarvi.
grazie.