Sabato 26 Maggio 2012
   
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“IL SILENZIO E’ SCADUTO: LE FOIBE!”

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Le Foibe costituiscono una delle pagine più tristi ed atroci della nostra storia.
Le cavità carsiche della Venezia Giulia, infatti, conservano al loro interno la memoria della repressione barbaramente perpetrata tra il 1944 e il 1947 dai partigiani del maresciallo jugoslavo Tito nei confronti degli Italiani che vivevano in Istria, Dalmazia e a Fiume. L’altopiano roccioso del Carso presenta circa 1700 voragini, dette FOIBE, le quali hanno una profondità di centinaia di metri; una profondità, è doveroso sottolinearlo, pari allo spessore della barriera di silenzio che per troppi anni ha ottenebrato la memoria di questo immane martirio.
La pratica di eliminazione nelle foibe venne effettuata già a partire dalla fine del 1943, quando i partigiani titini invasero l’Istria; tale orribile tecnica consisteva nel denudare le vittime, nel torturarle legando le loro mani con il filo di ferro e nel finirle con un colpo alla nuca, gettandole, talvolta ancora vive, proprio nelle foibe.
Il periodo culminante del massacro si registrò dalla fine dell’aprile del 1945, quando le truppe di Tito operarono allo scopo di realizzare, nelle zone di cultura italiana, la progettata “Settima Repubblica Federativa di Jugoslavia”: l’Istria e la Dalmazia dovevano essere slave e gli Italiani andavano cacciati o uccisi.
Complessivamente, i nostri connazionali morti furono oltre 12.000 e moltissimi furono quelli deportati: in tanti non fecero più ritorno a casa.
Secondo un censimento effettuato dalle autorità imperiali austro-ungariche, nel 1911 gli Istriani di cultura e lingua italiana erano 390.000. Oggi, invece, in Croazia e Slovenia non si contano più di 30.000 Italiani.
Da tali freddi numeri si comprende che i nostri esuli furono almeno 300.000.
Dopo troppi anni di ingiustificato oblio, la Repubblica Italiana, con la Legge n°92 del 30 marzo 2004, ha istituito per il 10 FEBBRAIO di ogni anno il GIORNO DEL RICORDO di questa immane tragedia, in modo tale da far emergere il “ricordo della memoria” del genocidio di tanti nostri compatrioti, che perirono soltanto perché nelle loro vene sgorgava il sangue della Nostra Italia.
A ciascuno di noi spetta il compito di mantenere vivo il ricordo di questo martirio, in maniera tale che si radichi nella nostra Nazione una vera memoria condivisa.
Compito di tutti noi è quello di corroborare tale istanza di giustizia e di verità.

Avv. Vito Amodio
Presidente Azione Giovani Monopoli nella Giovane Italia

Commenti 

 
#21 partigiano rosso 2011-02-15 11:59
A mark
C'è chi fa tenerezza e chi fa altro, ti ringrazio per il complimento.
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#20 mark 2011-02-11 10:36
partigiano, mi fai tenerezza
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#19 partigiano rosso 2011-02-10 19:10
Povero Giuseppe Mazzini a cui è stato taroccato il nome Giovane Italia; nel 1831 fondò la Giovane Italia con i risultati di un'Italia unificata.
Gli usurpatori del nome stanno distruggendo l'Italia, complimenti avvocato, non si ricordi solo del 10 febbraio di esistere e mediti su ciò che il suo caro duce, che a guerra persa se ne scappò, ha combinato in Istria oltre che in Italia. Il suo berlusconi ha deciso di pagare danni di guerra, causati dal velocista nello scappare mussolini, spropositati alla Libia del comunista Gheddaffi.
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#18 belzedj 2011-02-10 14:08
x tutto vero ma...non è questione di farsi vivo solo il 10 febbraio ma credo che x il 27 gennaio ci sia una realtà mediatica maggiore in atto, e in funzione della militanza senza sminuire le crudeltà del nazismo credo sia doveroso x dovere di cronaca che anche le foibe debbano essere riconosciute e ricordate con lo stesso riguardo.
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#17 tutto vero ma... 2011-02-09 19:30
signori, smetto di sparare... (mmiiii, la censuraaa!!!) banalità e sciocchezzuole per dirne una (un pò) più seria: sinceramente il mio primo intervento, quello che ha scatenato 'sto putiferio (che parolone! direi meglio: dibattito), per quanto sentito (non mi tiro indietro), è stato volutamente provocatorio, proprio per toccare nervi scoperti, che sono il frutto di un clima generale di contrapposizione estremistica e intollerante davvero preoccupante. moderazione, equilibrio e tolleranza sono sempre più merce rara, ma tanto più necessaria quanto più i tempi si fanno difficili ( e dio sa se non sono difficili questi momenti italiani). tutto qui. grazie a tutti della compagnia.
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#16 mark 2011-02-09 17:11
Cavoli...dal parlare di un fatto storico siamo arrivati pure agli insulti personali a chi ha scritto l'articolo..lo volete infoibare ?
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#15 mariana 2011-02-09 16:45
X MARK : premessa forzata? Quella è storia ! E in quell'ORRIBILE storia c'è l'ORRIBILE conseguenza delle foibe. Gli avvenimenti vanno raccontati come realmente accaduti in tutta totale verità e ammettere una buona volta a quali disastrose conseguenze hanno portato le dittature, tutte, e dire finalmente che anche noi italiani siamo stati degli efferati assassini!
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#14 tutto vero, ma... 2011-02-09 16:40
per ANTONY: leggo solo ora il tuo commento al mio intervento, che, al contrario di quanto t'è sembrato, voleva essere l'opposto della militanza e anzi voleva contestare la militanza dell'avvocato amodio, sulla quale mi pare non si possano avere dubbi... in altre parole, colui che sentisse l'esigenza di ricordare certi episodi animato da spirito umanitario e di civiltà e non da spirito di militanza e da preconcetti, dovrebbe sentire lo stesso impulso anche in occasione del giorno della memoria; diversamente, il sospetto di secondi fini nemmeno tanto occultati è automatico
con l'occasione, sottoscrivo l'invito di IO a superare certe divisioni aprioristiche e riguardo agli "schemi mentali" da ***moderato*** dell'avv. amodio
cordiali saluti a tutti
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#13 corroborato 2011-02-09 15:48
Preg.mo Avvocato Presidente Azione Giovani Monopoli nella Giovane Italia (se questi sono i giovani...figuriamoci i vecchi!) pensi a "corroborare" il suo capo-padrone di Arcore che a furia di bunga bunga oltraggia le Istituzioni della Repubblica Italiana.
Contro questa vergogna Resistenza ora e sempre!
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#12 antony 2011-02-09 13:27
mariana, la mia risposta era al commento 1, non al tuo
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#11 mariana 2011-02-09 02:25
dire che fu una vendetta significa essere faziosi? mah! E Amodio cos'è?
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#10 Io 2011-02-08 23:17
Foibe, resistenza. Fascismo, comunismo. Ma lo volete capire che sono solo stereotipi per dividervi in tanti tifosi l'un contro l'altro armati.
A me dispiace solo che un giovane abbia già gli schemi mentali ***MODERATO*** della politica.
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#9 mark 2011-02-08 23:13
Scusi Mariana, la sua elucubrazione è leggibile e dettagliata ma si basa su un presupposto inaccettabile: per parlare delle foibe si deve per forza di cose anteporre altri discorsi...no mia cara, la memoria condivisa consiste proprio nel poter parlare di un eccidio senza essere in dovere di fare ogni premessa forzata...altrimenti le premesse, se lette all'inverso, posso diventare anche giustificazioni...va bene riportare il bignami, ma il bigottismo manicheista è piuttosto grottescp
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#8 antony 2011-02-08 22:29
tutto vero, ma....ti rendi conto che anzichè fare una riflessione sul merito dei fatti ti perdi nella tua faziosità militante?
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#7 mariana 2011-02-08 21:37
Il fascismo al potere in Italia significò per tutte le minoranze nazionali presenti nel paese, l'inizio di una violenta campagna di discriminazione, di negazione di diritti fondamentali e di italianizzazione forzata. E questa campagna portò ad un accanimento proprio verso la minoranza slava, nei confronti della quale il regime mostrò un'ostilità dettata da un profondo disprezzo razzista. Il programma di snazionalizzazione imposto dal fascismo portò alla soppressione totale delle istituzioni nazionali slovene e croate, al divieto dell'uso del serbo-croato e all'imposizione dell'italiano come unica lingua nelle scuole e negli uffici pubblici. Venne attuata l'italianizzazione delle principali città con il trasferimento in esse di popolazione italiana. Nelle scuole furono licenziati gli insegnanti di madrelingua e vi fu una forte limitazione all'assunzione di impiegati sloveni negli uffici pubblici. Scomparso ogni diritto a tutela della identità slava, si arrivò perfino alla italianizzazione forzata dei cognomi.Anche la gerarchia ecclesiale vaticana aderì a questa politica rimuovendo dall'incarico i vescovi slavi di Trieste e Gorizia e abolendo l'uso della lingua slovena nelle funzioni liturgiche e nella catechesi. In seguito l'occupazione nazifascista scatenò in Jugoslavia una vera e propria campagna di terrore e dopo l'invasione si inasprì ulteriormente la repressione poliziesca e giudiziaria, alle quali si aggiunse anche quella dei reparti militari. Nacquero organizzazioni per difendere i diritti sloveni e croati e per ottenere l'indipendenza dagli altri stati, come il Movimento di Liberazione che proclamò nel `43 i territori delle province di Trieste e Gorizia e di Pola e Fiume annesse rispettivamente alla Slovenia ed alla Croazia. Fu tale situazione, tutt'altro che stabilizzata sul piano della sicurezza e del controllo militare, che in Istria nel settembre 1943 alcune centinaia di persone tra cui fascisti italiani, slavi e soldati tedeschi, molt........ecc. ecc. NON VOGLIO CERTO NON CONDANNARE LE FOIBE PERO' BISOGNA DIRE TUTTA LA VERITA'. fu una vendetta purtroppo x noi
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#6 mariana 2011-02-08 21:24
L’intera Jugoslavia diventa territorio di stragi e di crudeltà. Alla fine della guerra, sarà uno dei paesi che avrà pagato il più alto tributo di morti, da calcolarsi in circa 1 milione e mezzo di persone su 16 milioni di abitanti (si pensi che i caduti italiani tra civili e militari, fra battaglie e bombardamenti, repressioni e fucilazioni, non supera le 300 mila unità su 45 milioni di abitanti).

In particolare, sono da attribuirsi alla responsabilità diretta delle truppe di occupazione italiana almeno 250 mila morti, che le fonti serbe però portano ad un totale di 300 mila.

Di questi, i morti in combattimento sono una parte esigua, perché la stragrande maggioranza delle vittime fu dovuta a vere e proprie stragi e repressioni, a saccheggi e a brutalità. In particolare, è da ricordare il ruolo della II Armata Italiana, sotto il comando del generale Roatta.

La situazione è differenziata nei diversi territori: le peggiori e più inumane condizioni si verificarono nella Jugoslavia meridionale, dove si aprì una vera e propria caccia al serbo. Vere e proprie spedizioni italo-croate partivano alla volta dei villaggi e delle cittadine serbe, dove, in un’orgia di violenze di ogni tipo, centinaia di uomini, donne e bambini venivano torturati e uccisi. I villaggi jugoslavi distrutti dagli italiani sono non meno di 250, ai quali vanno aggiunti quelli distrutti in collaborazione con i tedeschi o con altre milizie dell’Asse. 250 Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema in cui i colpevoli, i macellai, eravamo noi. Gli episodi di efferatezza e di crudeltà non si contano, e le mutilazioni, gli stupri, gli accecamenti erano all’ordine del giorno. Il comandante partigiano cattolico Edvard Kocbek così descriveva un'offensiva sferrata dall'esercito italiano nell'agosto del 1942: "I villaggi bruciano, i campi di grano e i frutteti sono stati devastati dal nemico, le donne e i bambini strillano, quasi in ogni villaggio degli ostaggi vengono passati per le armi, centinaia di persone vengono trascinate nei campi di prigionia, i bovini muggiscono e vanno vagando per i boschi. La cosa più sconvolgente è che questi orrori non vengono perpetrati da un'accozzaglia di primitivi come al tempo delle invasioni turche, ma dai gioviali soldati del civile esercito italiano, comandati da freddi ufficiali che impugnano fruste per cani... ". Spesso i partigiani slavi, o gli indifesi abitanti delle campagne, erano bruciati vivi (su roghi di fascine, o chiusi nelle chiese ortodosse, che furono distrutte – in questo modo- in gran numero). Le deportazioni della “inferiore razza serba” furono massicce, e decine di migliaia di ex soldati o di cittadini serbi fu avviata ai campi di sterminio tedeschi o a quello della Risiera di San Sabba, a Trieste, assieme con ebrei ed altre minoranze.
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#5 mariana 2011-02-08 21:22
"Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani". Benito Mussolini, 1920
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#4 mariana 2011-02-08 21:11
dovrebbe dire però xchè ci sono state le foibe quale è la vera ragione di quella barbarie .
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#3 antony 2011-02-08 12:42
Speriamo davvero in una memoria condivisa, senza divisioni
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#2 Partigiano 2011-02-08 12:00
Mentre io PARTIGIANO ITALIANO ho combattuto contro le foibe del nazifascismo.
Si calcola che i caduti per la Resistenza italiana (in combattimento o uccisi a seguito della cattura) siano stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati ed invalidi; tra partigiani e soldati regolari italiani caddero combattendo almeno in 40.000.Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, mentre 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d'oro al valor militare.
Dei circa 40.000 civili deportati, per la maggior parte per motivi politici o razziali, ne torneranno solo 4.000.
Gli ebrei deportati nei lager furono più di 10.000; dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 tornarono vivi solo in quindici.
Tra i soldati italiani che dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre decisero di combattere contro i nazifascisti sul territorio nazionale continuando a portare la divisa morirono in 45.000 (esercito 34.000, marina 9.000 e aviazione 2.000), ma molti dopo l'armistizio parteciparono alla nascita delle prime formazioni partigiane (che spesso erano comandate da ufficiali.
Secondo studi autorevoli ed aggiornati, furono invece da 30 a 50.000 i militari italiani che morirono nei lager nazisti, su un totale di circa 650.000 che fu internato in Germania e Polonia dopo l'8 settembre e che, per la maggior parte (il 90% dei soldati e il 70% di ufficiali), rifiutarono le periodiche richieste di entrare nei reparti della RSI in cambio della liberazione.
Si stima che in Italia nel periodo intercorso tra l'8 settembre 1943 e l'aprile 1945 le forze tedesche (sia la Wehrmacht che le SS) e le forze della Repubblica Sociale Italiana compirono più di 400 stragi (uccisioni con un minimo di 8 vittime), per un totale di circa 15.000 caduti tra partigiani, simpatizzanti per la resistenza, ebrei e cittadini comuni.
Per non dimenticare...
Viva l'Italia Viva la Repubblica
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