Sabato 26 Maggio 2012
   
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MINERVINI: POSITIVO PARLARE DEL PORTO DI MONOPOLI!

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E sulle piattaforme la Regione ha detto no!

 

Approfittando della sua partecipazione all’importante convegno promesso dal Pd monopolitano, riguardante l’organizzazione del porto di Monopoli, abbiamo intervistato l’assessore regionale alle Infrastrutture a ai Porti, Guglielmo Minervini:

Assessore, lei oggi in sala consigliare parlerà del porto di Monopoli, un porto che nel suo raggio presenta diverse realtà produttive: la cantieristica, il peschereccio, il mercantile e vorrebbe anche al turistico. La Regione quale soluzione propone per meglio organizzare il nostro porto e permettere di contenere tutte queste realtà produttive?

Intanto parliamo di un problema che è stato determinato dall’integrazione del porto di Monopoli in una nuova opportunità, quindi stiamo parlando di un problema determinato da una strategia per non arrendersi alla crisi che sta attraversando un po’ tutte le realtà portuali e le sue diverse attività, compresa quella peschereccia. L’attività peschereccia qui a Monopoli sta tenendo, e l’autorità portuale di Bari sta facendo un eccellente lavoro per intercettare un segmento importante del mercato e della crocieristica qui nei nostri porti, e una parte di questo mercato che stiamo intercettando, c’è la determinazione che passi anche attraverso il porto di Monopoli. Io penso che per la città di Monopoli sia un’opportunità ghiotta da non lasciarsi sfuggire, perché è un’opportunità che può dare un impulso ulteriore allo sviluppo dell’economia turistica di questo territorio, a tutta la struttura e a tutto il sistema ricettivo del territorio. E’ ovvio che quando all’interno di un’area portuale si concentrano più attività si creano problemi. Ma io preferisco affrontare questi problemi piuttosto che affrontare il problema della crisi, del declino di un porto. Qui siamo invece di fronte a più attività che sono in effervescenza, che sono in crescita e che chiedono una corretta regolazione, chiedono di sedersi attorno a un tavolo e di trovare il giusto equilibrio che consenta a ciascun operatore, sia quelli dell’attività marinara, sia appunto quelli della crocieristica, che quelli della cantieristica, di trovare una soluzione logistica che consenta a ciascuno di avere spazi operativi tranquilli. Io penso che sia solubile il problema, ci vuole ovviamente, come al solito, una certa capacità di ascolto, una certa capacità di dialogo, come appunto, forse in questa sera si rivela, ma preferisco ripeto, affrontare questo problema di crescita del porto piuttosto che, vengo appunto da un incontro di questa mattina dal porto di Brindisi, dove ci sono chiare, evidenti e piuttosto dolorose tracce di un declino che bisogna arrestare. Preferisco affrontare l’incontro di oggi pomeriggio piuttosto che quello di stamattina.

Monopoli pochi mesi fa ha approvato il Pug che ridisegnerà tutta la città ed andrà anche a modificare il paesaggio intorno al porto. Tra l’altro l’Autorità Portuale del Levante sta eseguendo in questi mesi, i lavori di caratterizzazione dei fondali per poi procedere con il dragaggio. La Regione come intende riorganizzare il porto alla luce di questi avvenimenti?

Beh io penso che questo sia un problema specifico dell’Autorità Portuale del Levante. L’Autorità Portuale ha il mandato da parte della Regione di sviluppare tutto quello che è possibile per consentire al nostro sistema portuale, perché stiamo sempre più ragionando con una logica di sistema, di crescere ulteriormente nella propria capacità competitiva con un Adriatico che è diventato sempre più aggressivo. Per quello che posso constatare, l’Autorità Portuale è guidata da un management di altissimo profilo, di grande competenza, quindi non ho alcuna difficoltà a pensare che nel giro di poche settimane, anche le problematiche emerse possono trovare una soluzione idonea, sia in termini di recupero di nuovi spazi attraverso il dragaggio del porto, e sia in termini di allocazione più razionale delle realtà.

Però c’è una minaccia che può vanificare tutto il lavoro fin qui svolto: la Northen Petroleum. Dopo aver presentato le prime istanza di VIA, che sono state poi respinte dal TAR di Lecce, ha nuovamente presentato le sue istanze. Il Comune di Monopoli ha depositato in Regione le sue osservazioni per chiederne il rigetto. La Regione ora cosa farà? Anche perché se questa volta la Northen Petroleum dovesse vincere tutto il lavoro sarà vanificato perché sicuramente la pesca ne risentirebbe, sicuramente ne risentirebbe anche il turismo, di conseguenza l’economia monopolitana, ed in particolare il nostro porto, subirebbero delle pesanti ripercussioni negative…

La Regione ha già detto la sua rispetto al rischio di trivellazioni e al rischio che i nostri mari finiscano per diventare una gigantesca piattaforma petrolifera. Il futuro della Regione è il turismo, la bellezza è la vera risorsa, il vero petrolio di questa Regione, e sulla bellezza vogliamo che si costruisca un sistema industriale di ricettività e di accoglienza dell’enorme potenziale turistico a cui possiamo rivolgerci. Non c’è spazio su questa Regione per attività come quella petrolifera. Lo abbiamo già detto sul terreno politico, sul terreno istituzionale e anche in sede di giudizio, difendendo gli interessi delle comunità del nostro territorio, con ogni argomento giuridico. Fino ad ora ci è andata bene e proseguiremo in questa lotta.

Arrivano però segnalazioni circa il rischio che la Northen Petroleum, vedendosi rigettare nuovamente le sue istanze qui in Puglia, possa portare i suoi progetti in acque albanesi, dove troverebbero una legislazione molto più permissiva per installare le sue piattaforme, e nel frattempo, tramite tecnologia di perforazione orizzontale, prelevare anche il petrolio pugliese. La Regione sta valutando questo rischio? Come si potrebbe intervenire?

Purtroppo ci troviamo all’interno di un tessuto giuridico smagliato, perché l’ordinamento marittimo non ha ancora un’inquadratura uniforme lungo le sponde dell’Adriatico e del Mediterraneo, per cui possibili elusioni degli ostacoli da parte delle multinazionali non sono da escludere. A quel punto io penso che la strada diventi più impervia, se si dovessero spostare in Albania la strada diventerebbe più impervia, e forse l’interlocutore che può agire più efficacemente anche a difesa della tutela delle coste italiane e delle coste pugliesi in particolare, potrebbe essere l’Unione Europea. A quel punto la partita si sposterebbe a Bruxelles.

Commenti 

 
#1 Tato 2011-02-13 12:42
Ma Minervini è lo stesso che ha autorizzato la spiaggia di porto giardino per la quale mi risulta già rilasciata la concessione e che Tamborrino invece, addebitava infondatamente, come al solito, al Comune di Monopoli?
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