Monopoli, “confusa e felice” risponde all’appello!
“Femmine contro maschi” non è soltanto il titolo di un film del momento, ma anche il leitmotiv della manifestazione nazionale “Se non ora, quando” organizzata dai gruppi femminili dei partiti di opposizione. Il pretesto è costituito dalle ben note vicende che hanno visto protagonista il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Anche la provincia ha risposto “presente” all’appello: in quasi tutte le piazze italiane le donne sono scese in campo per rivendicare la propria indipendenza rispetto alle scelte di vita maschili e il proprio ruolo determinante nell’organizzazione della società moderna.
E’ quanto è accaduto anche qui a Monopoli, cittadina della provincia di circa cinquantamila abitanti. Radunate dai partiti d’opposizione alla destra nazionale (Pd e IdV) e dalle associazioni cittadine, donne di tutte le età si sono ritrovate nella piazza principale, per far sentire a tutti la loro voce.
A dispetto dei comunicati e delle aspettative, tuttavia, il gentil sesso non si è presentato armato di pentole e cucchiai di legno. Facevano da padrone slogan e citazioni dei grandi autori segnate su cartelloni giganti. Da Dante ai più moderni, lo sfoggio delle arti non ha riguardato solamente il versante letterario: alcune studentesse si sono improvvisate “madonnare”, visto che avevano disegnato per terra scene di donne che protestavano. E ancora: palloncini distribuiti ai bambini (testimoni silenti di altre rivendicazioni femminili) e un sottofondo musicale rigorosamente cantautorale, con colonne sonore ormai storiche del panorama musicale italiano.
Senza per questo dimenticare il carnevale con i suoi colori e con i bambini mascherati che si mescolavano alla protesta.
Chi attendeva una mobilitazione stile anni ’70 sarà comunque rimasto deluso, vista la nutrita partecipazione anche degli uomini, a supporto della buona riuscita e del significato di questa generale mobilitazione delle piazze italiane. Almeno qui in provincia, la presenza del sesso forte era cospicua e lontana dai riflettori nazionali. Potrebbe essere una spia di una nuova coscienza civica e critica che prolifica al di là dei grandi centri, così come potrebbe svanire al tramonto. Una cosa è certa: probabilmente è arrivato il tempo dei cambiamenti. Fino a quando la politica nazionale potrà permettersi di non ascoltare la voce della gente comune?
Intanto, a Monopoli il tutto si è mescolato alle voci festose del Carnevale (quello dei bambini e quello della politica!).
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