Venerdì sera al “ Vecchio Mulino” con l’on. Mantovano.
Venerdì sera presso l’hotel “ Vecchio Mulino” alla presenza dell’on. Alfredo Mantovano, sottosegretario al Ministero degli Interni, è avvenuta la presentazione ufficiale del circolo La Nuova Italia. All’evento hanno partecipato il l’avv. Vito Amodio, coordinatore cittadino del circolo La Nuova Italia, il dott. Antonio Scianaro, consigliere Pdl della Provincia di Brinidisi;
il dott. Filippo Melchiorre, consigliere comunale Pdl di Bari; il consigliere comunale di Monopoli e dirigente provinciale de La Nuova Italia, Paolo Leoci; l’avv. Vito Angelo Ippedico, coordinatore provinciale del circolo; il dott. Roberto Tundo, coordinatore regionale dei circoli; la dott.ssa Carolina Varchi, responsabile nazionale dell’osservatorio welfare dei giovani de La Nuova Italia. Moderatore della serata il giornalista di Rai 3 Giancarlo Fiume.
Ad introdurre la serata ( iniziata in ritardo rispetto i programmi perché l’onorevole ha voliuto incontrare prima le forze di polizia cittadine), presentando il circolo La Nuova Italia, l’avv. Vito Amodio. Obiettivo del circolo è creare un nuovo sistema sociale ispirato dai valori de:
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Unità Nazionale, valorizzando e tutelando il territorio;
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Famiglia: tutelandola contro chi vuole smembrarla;
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Vita: combattendo l’aborto, l’eutanasia e l’accanimento terapeutico;
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Giovani: attuando una politica che renda più partecipi i giovani;
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Società Civile Organizzata: il tessuto connettivo della società;
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Democrazia Diretta: mediante l’elezione diretta del Premier e del Presidente della Repubblica;
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Sicurezza e Legalità: prioritaria la lotta contro tutte le mafie.
Il consigliere Paolo Leoci ha spiegato le sue dimissioni da reggente prima e da capogruppo del Pdl, a causa di alcune diversità di vedute. “ Le ultime vicende ha fatto inclinare il livello della considerazione della politica – ha esclamato – Lo scadimento della politica è dovuto anche ai talk show televisivi che nulla hanno di politico. E’ arrivato il momento di lavorare per i cittadini e per il territorio”, ha concluso il consigliere.
Dopo gli interventi dei vari ospiti che hanno raccontato sinteticamente la loro esperienza, è l’on. Mantovano a prendere la parola, rispondendo alle domande del giornalista Fiume. 
Annunciando la pronta disponibilità del Governo Nazionale ad aiutare il Giappone nel fronteggiare l’immane tragedia, il Sottosegretario ha spiegato le ragioni e le differenze delle rivolte tunisine, egiziane e libiche. In Tunisia la rivolta è generazionale, dove i giovani chiedono maggiore dignità, e si tratta di una rivolta spontanea e non ideologica. In Egitto è avvenuta una rivolta simile, ma a differenza della Tunisia, vi è stato anche un golpe militare. Ma a destare preoccupazione è la presenza, tra le fila degli insorti, dei “ fratelli musulmani”, un’organizzazione fondamentalista, che non ha organizzato la rivolta, ma si è inserita successivamente e potrebbe trarne vantaggi.
In Libia la situazione è completamente diversa, e l’Italia potrebbe essere fortemente danneggiata: “ l’opposizione parla di inerzia del Governo – spiega Mantovano – noi invece parliamo di doverosa prudenza, perché non si tratta solo di diritti umani, ma anche di interessi del nostro Paese. Se si deve intervenire in Libia solo per i diritti umani, allora si deve intervenire anche il Cina, Cuba, Iran ecc. Ma qui ci sono anche gli interessi dell’Italia, perché la Libia è presente in Unicredit, possiede azioni della Juve, quindi si devono tutelare anche gli interessi del nostro Paese”. Critico anche nei confronti del Presidente Francese Sarkozy, che ha riconosciuto il Governo degli insorti: “ vorrei chiedere al Presidente Sarkozy: chi sono i componenti del Governo? In una situazione simile è difficile individuare degli interlocutori. Oggi sono partiti dalla Libia tre aerei con tre destinazioni, questo vuol dire che c’è una trattativa in corso. Non si può bombardare durante una trattativa”. L’onorevole ha poi rivendicato l’azione del Governo con l’invio di aiuti a Bengasi e la costruzione del campo profughi.
Altro tema scottante affrontato è lotta alla mafia. Mantovano ha spiegato l’attività di contrasto alla mafia fin qui svolta dal Governo. Nel corso degli anni è aumentata la percentuale dei beni confiscati alla mafia. Questo aumento è dovuto dalla rimozione del vincolo della pericolosità. Infatti fino a qualche anno fa il boss che moriva poteva legittimamente lasciare in eredità i propri beni. Come anche per i pentiti non era prevista la confisca dei beni. Con la rimozione del vincolo della pericolosità vengono confiscati i beni ai pentiti e non si possono ricevere in eredità. Inoltre le aziende che erano di proprietà delle cosche, lo Stato le affida ai privati, “ per non far passare l’idea che la mafia da lavoro, lo Stato no. Di recente il ristorante “ Il Parco dei Templari”, ad Altamura, è stato affidato al noto chef Vissani”.
Incalzato dal giornalista Fiume, l’onorevole ha parlato anche della famiglia. Nonostante la condotta non proprio esemplare del Premier, l’esponente del pdl ha illustrato i provvedimenti varati dal Governo a tutela della famiglia, con l’introduzione del Quoziente famigliare. Ha rivendicato anche l’impegno del Governo nella vicenda di Eluana Englaro.
Al termine della serata, su espressa richiesta del pubblico presente, anche un breve accenno alla riforma della Giustizia. Secondo l’on. Mantovano, il testo attuale è uguale alla riforma di D’Alema del ’98. Punti cardine della riforma: la responsabilità disciplinare dei giudici. Fino ad oggi tale responsabilità è accertata dal CSM. Il Governo intende individuare una corte di Giustizia per il controllo della responsabilità disciplinare. Inoltre la Riforma prevede che sia il Parlamento ad individuare le priorità dell’azione penale.
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Commenti
ciao
ab
Io sì, per questo sono perplesso.
saluti
ab
devo smentirti, baffetto d'alema non è mai stato il mio politico,
si vede che non mi leggi nè mi conosci.
Con osservanza
destra, sinistra, moderato, progressista, conservatore e via discorrendo, non sono parole vuote di significato, anzi.
destra sociale, era il prosieguo del cammino cominciato dopo la fine del secondo conflitto mondiale dal m.s.i.
il mondo visto da destra si basa su principi elementari ben precisi, tra i quali il legalismo, da non confondersi col giustizialismo, l'intangibilità della proprietà proprietà, l'attenzione verso i deboli e il primato del paese nel senso patriottico de termine.
dove sono questi e altri principi fondanti della destra moderna ed emancipata, anche di governo se vuole, nel p.d.l.?
quali sono le analogie tra il p.d.l. e gli altri partiti di destra europei o delle altre democrazie dei paesi "occidentali" avanzati?
la invito a riflettere su questi quesiti, cercando di trovare un motivo che renda plausibile la convivenza nel p.d.l. di un soggetto politico, fondato su questi principi.
è solo una questione di opportunismo, si cerca spregiudicatamente e truffaldinamente, di carpire il consenso degli elettori di destra, mascherandosi da partito di destra in un contenitore che ha come unico principio, non quello del governo del paese, bensì quello della spartizione delle posizioni di potere.
questa è la mia opinione, di uomo di destra.
saluti.
Il loro posto ideale è la libia, c'è Gheddafi che li attende a braccia aperte per il suo bunga bunga
unità d'italia? governando con un partito palesemente fuori legge che vuole la secessione della parte più ricca del paese, ironia?
festeggiando i 150 dell'unità d'italia al governo con chi usa il tricolore come carta igienica, satira?
democrazia diretta insieme a chi esce dalle aule istituzionali quando si suona l'inno di mameli, goliardia?
ma di che destra si tratta?
ma su quali valori si fonda?
ma di quali principi è pregna?
ma nel p.d.l. di scajola si può parlare di legalità?
ma è il p.d.l. la destra presentabile teorizzata dalla bonanima di marcello veneziani prima di morire di bunga bunga?
è il grande giornalista che domande ha fatto al sottosegretario?
immagino non una di queste, troppo scomode.