Sabato 26 Maggio 2012
   
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ACQUA E NUCLEARE: I REFERENDUM

Rifondazione2BComunista_cr

Si apre la campagna referendaria per l’Acqua Bene Comune. La Corte costituzionale ha dato il via libera a due quesiti referendari che, se confermati dal voto popolare, restituiranno alla gestione pubblica i servizi idrici, eliminando sia l’odioso obbligo di vendita ai privati che l’inserimento nelle bollette della remunerazione del capitale.

E’ di per sé una vittoria: è stata sconfitta l’affermazione, falsa, che la privatizzazione sia dettata dal diritto europeo, come più volte affermato da Tremonti per legittimare il decreto Ronchi. Ora è possibile rimettere in discussione il dogma delle privatizzazioni e per la prima volta la Corte discute di beni comuni: anche trasporti e rifiuti, già oggetto di mobilitazioni civili, possono essere organizzati con strumenti partecipativi e democratici.

Il PRC e la Federazione della Sinistra hanno aderito al nascente comitato referendario “Vota sì per fermare il nucleare”, aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

Inutile, rischioso e controproducente (basti pensare a quanto sta accadendo in Giappone): sono questi i principi alla base del Comitato “Vota sì per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese. Le adesioni al Comitato “Vota si per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che intendono aderire.

Il Prc e la Federazione, anche a Monopoli, daranno il loro sostegno perché vincano i sì, mettendo a disposizione della campagna referendaria energie e strutture.

Saremo in Piazza domenica mattina, 20 marzo 2011, in concomitanza con l’inizio della campagna referendaria; confidiamo nella costituzione di un comitato referendario, aperto e trasversale, a cui partecipino tutte le forze vitali della città, politiche e della società civile.

E’ in campo una battaglia di civiltà, politica e morale, che non possiamo perdere.

Il segretario cittadino del PRC – Federazione della Sinistra

Aldo Sammarelli

Commenti 

 
#9 analisi e previsione 2011-03-17 16:34
il benessere - se benessere è - costa, in molti sensi; magari costa a pochi per il guadagno di molti, ma costa; in ogni caso, le scelte si fanno sulla base di costi e benefici, con l'ovvio obiettivo di adottare quelle da cui scaturiscano molti più vantaggi che svantaggi. così dev'essere per la gestione dell'acqua e per il nucleare. per la prima, le forme privatistiche hanno già abbondantemente mostrato un bilancio negativo per l'utente (casi tipo: latina in italia, parigi all'estero), quindi ritengo che vada conservata quella pubblica. quanto al secondo, ovvio che le situazioni come quella giapponese di questi giorni sono casi limite, poco probabili e che alla fin fine - spiace dirlo ma razionalità lo impone - produrranno danni e morti nettamente limitati rispetto ai vantaggi finora apportati all'economia nipponica. nel caso italiano, avrei altre perplessità, legate alla popolosità del territorio e alla natura del sistema produttivo nazionale, fatto di imprese piccole e poco tecnologiche, concentrate in settori poco energivori, che probabilmente non trarranno grandissimi vantaggi dall'energia a minor costo fornita dal nucleare, ammesso che tale minor costo sia reale (impianti, manutenzioni, personale e rifiuti costano tantissimo, e in moneta viva e in disvalori ambientali). in più, a fronte degli alti costi d'investimento (che davvero non so come l'italia di oggi potrà mai coprire), la complessità degli impianti non darà al sistema produttivo nazionale grande impulso in termini di domanda aggiuntiva (per essere più chiaro, le piccole imprese italiane non sono in grado tecnologicamente di partecipare alla costruzione delle centrali). infine, i problemi politici: nessuna regione vorrà una centrale nel cortile di casa e tra difficoltà finanziarie e casini politici, penso di poter prevedere che alla fine non se ne farà nulla.
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#8 alex 2011-03-17 16:00
...se c'è la vende la Francia vuol dire che lo possono fare!!!...se stanno al confine,non vuol dire che dobbiamo farlo anche noi!!!...inoltre se proprio le volessero fare,le facessero sempre al confine,oppure fatele ad arcore...fatele al nord,noi abbiamo il sole!!!...per fare una centrale nucleare ci vorranno anni ed anni e nel frattempo chissà quanti soldi si fregheranno i nostri bravi politici,tra lavori sospesi poi ripresi e nel naturalmente continuando a pagare la francia!!!...per avere delle centrali che avranno sempre più breve vita per rispettare le normative europee!!!
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#7 opinione 2011-03-17 14:41
non dimentichiamoci,che l'uranio finisce,e che quando saranno pronte le nostre centrali probabilmente sarà gia finito, considerando i tempi della salerno reggio calabria,altro aspetto importante quanti soldi spenderemmo per smaltire le scorie prodotte dalla lavorazione?poi chi costruirà le centrali?.
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#6 esterreffatto 2011-03-17 11:19
andrea quoto in tutto
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#5 Andrea Brescia 2011-03-17 10:16
Fernando sono d'accordo con te.
Ragionavo (cosa strana, è vero) sul fatto che SIAMO molto ipocriti (noi italiani).

Non vogliamo il nucleare, ma l'energia prodotta sì, quella la desideriamo. Vero? Vogliamo il centro commerciale sbrilluccicante aperto anche di Domenica, vogliamo i nostri condizionatori a palla anche in primavera, vogliamo che i nostri negozi siano caldi come forni napoletani persino il 16 Dicembre. Da bravi parassiti infatti la compriamo (in diversi modi) dalla Francia (ad esempio) che ha centrali poco oltre frontiera. Però noi no, non vogliamo centrali sul nostro territorio. Facciamo i coerenti allora: NO al nucleare? D'accordo.
PERO' Smettiamo anche di comprare l'energia prodotta in questa maniera. Vediamo se poi le fabbriche riescono a sopportare la produzione, vediamo se tutti noi a Ferragosto riusciamo a vivere con i condizionatori accesi nelle nostre case senza che "scatti il contatore ogni 3x2". Vediamo se siam tutti d'accordo nell'alzare il prezzo della benzina per far fronte ad un maggior utilizzo di petrolio (richiesto sicuramente alla Amica Libia). Continuiamo con il carbone (Prodi ne sarà entusiasta) e, a tempo perso, facciamo campagne promozionali (sullo stile di Aiazzone Mobili) per l'installazione del Fotovoltaico.

Lo stesso Obama, leader nello sviluppo delle rinnovabili, con centrali eoliche, pannelli solari in cantiere, ha in mente nuove altre centrali nucleari sul suolo americano. La verde Finlandia ne ha una in centro città, nella sua capitale.

Intendiamoci, io amo il verde, io amo il sole, io ho un impianto fotovoltaico sul terrazzo della mia casa. Ma non basta, non basta! Oggi ancora non basta.

Compagni Comunisti, non lasciatevi abbandonare in frasi da finti "capopolo", utilizzare l'eccezionale evento nipponico non è intellettualmente onesto. Sappiamo tutti della pericolosità del nucleare, non c'era bisogno del sisma in Giappone per "aprire gli occhi". Capisco che è molto più facile spaventare il popolo piuttosto che convincerlo. Ma quanti si interrogano su come la nostra vita (consumistica) dipenda tanto dall'energia?!. Io prevedo che il nucleare verrà bocciato anche questa volta, ma personalmente provo fastidio dell'ipocrisia energetica che viviamo.
saluti
ab
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#4 Marilena 2011-03-17 10:08
Il Giappone si è sempre distinto per efficienza e competenza tecnologica, eppure la natura ha una forza incontrastabile, che tutto può...il problema è che in Italia non siamo efficienti neppure in assenza di tsunami. Cosa sarebbe successo da noi? riflettiamoci...
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#3 Curioso 2011-03-17 09:19
Per fernando: non so se qualcuno stia veramente strumentalizzando il caso Giappone e se sia riprovevole farlo. Di certo è che ignorare il caso Giappone sarebbe da irresponsabili. Oggi assistiamo ad un furore ideologico da prte di chi sostiene il nucleare: imbocchiamo una strada pericolosa quando tutti i paesi più avanzati iniziano a ripensarci. L'Italia si imbarca in questa avventura senza che vi siano valide ragioni ambientali o economiche per farlo.
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#2 Vi. Am. 2011-03-17 01:24
strumentalizzare la necessità d'energia di un paese per guadagnare miliardi con le centrali nucleari è riprovevole... fare finta che il Giappone non insegni nulla al mondo intero sul nucleare è vergognoso.
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#1 fernando 2011-03-17 00:28
Strumentalizzare il caso Giappone è riprovevole...fare politica sulle tragedie altrui è vergognoso
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