La lettera del consigliere
Spettabile Signora Silvestri,
scrivo per comunicarle, pregandola di riportare questa autodenuncia sul vostro sito, che nella indagine che state realizzando sugli amministratori “SMEMORATI”, quelli cioè in debito sul pagamento di alcune imposte, ci sono anch'io.
Ho riflettuto sulla opportunità di fare questa dichiarazione, realizzando fosse la cosa migliore, piuttosto di vivere il disagio di essere sbattuto in prima pagina per una condizione che ritengo aver risolto.
Premetto innanzitutto che, contrariamente a quello che si può immaginare, sono personalmente favorevole alla vostra inchiesta per due motivi:
PRIMO. Certamente nelle prossime competizioni elettorali chi vorrà candidarsi dovrà tener conto della vostra inchiesta e delle conseguenze che ne scaturiranno.
SECONDO. Se me lo permette, questa indagine smentisce il luogo comune che vede gli amministratori di un Comune impegnati sulla cosa pubblica per mero tornaconto personale od economico. Almeno per quello che mi riguarda, ritengo di essere e di vivere come il più normale dei cittadini, con le stesse ansie e le stesse difficoltà della stragrande maggioranza dei monopolitani, uguale cioè a coloro che vivono con dignità del proprio lavoro da dipendete. Chi riesce a diventare ricco con la politica non “dimentica” di pagare qualche imposta. Tra la gente comune invece capita spesso, o qualche volta, di non avere la possibilità di far fronte a tutto.
Ed è quello che è capitato a me. Per le gravi conseguenze di una personale attività commerciale andata male alcuni anni fa, sono stato debitore di alcune imposte.
Appena mi è stato possibile, ho chiesto una rateizzazione per il pagamento di quanto dovuto (la rateizzazione non è un privilegio della casta, è una cosa normale che viene accordata a chiunque. A chiunque abbia la volontà di pagare e di estinguere le proprie pendenze).Vorrei fosse chiaro che attenderò sereno le conseguenze di questa storia. Ho la coscienza a posto e la consapevolezza di non aver fregato nessuno in vita mia. Tutte le variabili di questo caso poi non mi toglieranno il rispetto e la considerazione di quanti mi conoscono bene, elettori compresi.
Mi giungono notizie di alcuni miei colleghi che vorrebbero denunciare, chi querelare, chi la vorrebbe friggere nell'olio bollente. Se vuole una mia personale considerazione, Lei ha fatto bene a denunciare questa situazione perchè i cittadini hanno il dovere di sapere le questioni che riguardano coloro che li amministrano, me compreso.
Continui senza indugio nel suo lavoro ed ignori gli attacchi, le offese e le ingiurie, specie se è a posto con la sua coscienza.
E' la stessa cosa che dovrò fare dopo la pubblicazione di questa lettera...
scrivo per comunicarle, pregandola di riportare questa autodenuncia sul vostro sito, che nella indagine che state realizzando sugli amministratori “SMEMORATI”, quelli cioè in debito sul pagamento di alcune imposte, ci sono anch'io.
Ho riflettuto sulla opportunità di fare questa dichiarazione, realizzando fosse la cosa migliore, piuttosto di vivere il disagio di essere sbattuto in prima pagina per una condizione che ritengo aver risolto.
Premetto innanzitutto che, contrariamente a quello che si può immaginare, sono personalmente favorevole alla vostra inchiesta per due motivi:
PRIMO. Certamente nelle prossime competizioni elettorali chi vorrà candidarsi dovrà tener conto della vostra inchiesta e delle conseguenze che ne scaturiranno.
SECONDO. Se me lo permette, questa indagine smentisce il luogo comune che vede gli amministratori di un Comune impegnati sulla cosa pubblica per mero tornaconto personale od economico. Almeno per quello che mi riguarda, ritengo di essere e di vivere come il più normale dei cittadini, con le stesse ansie e le stesse difficoltà della stragrande maggioranza dei monopolitani, uguale cioè a coloro che vivono con dignità del proprio lavoro da dipendete. Chi riesce a diventare ricco con la politica non “dimentica” di pagare qualche imposta. Tra la gente comune invece capita spesso, o qualche volta, di non avere la possibilità di far fronte a tutto.
Ed è quello che è capitato a me. Per le gravi conseguenze di una personale attività commerciale andata male alcuni anni fa, sono stato debitore di alcune imposte.
Appena mi è stato possibile, ho chiesto una rateizzazione per il pagamento di quanto dovuto (la rateizzazione non è un privilegio della casta, è una cosa normale che viene accordata a chiunque. A chiunque abbia la volontà di pagare e di estinguere le proprie pendenze).Vorrei fosse chiaro che attenderò sereno le conseguenze di questa storia. Ho la coscienza a posto e la consapevolezza di non aver fregato nessuno in vita mia. Tutte le variabili di questo caso poi non mi toglieranno il rispetto e la considerazione di quanti mi conoscono bene, elettori compresi.
Mi giungono notizie di alcuni miei colleghi che vorrebbero denunciare, chi querelare, chi la vorrebbe friggere nell'olio bollente. Se vuole una mia personale considerazione, Lei ha fatto bene a denunciare questa situazione perchè i cittadini hanno il dovere di sapere le questioni che riguardano coloro che li amministrano, me compreso.
Continui senza indugio nel suo lavoro ed ignori gli attacchi, le offese e le ingiurie, specie se è a posto con la sua coscienza.
E' la stessa cosa che dovrò fare dopo la pubblicazione di questa lettera...
Grazie e buon lavoro
Consigliere Giacomo Rizzo
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Commenti
Innanzi tutto in un paese normale non ci si scandalizza se un giornale fa le pulci alla politica, e non lo si attacca squallidamente di essere di sinistra. Ho detto in più sedi, e lo confermo in questa, che ho perfettamente condiviso l'operato di Incoronata Silvestri, meno quello di politicastri da mezza tacca che minacciano querele dal basso della loro posizione.
Ho trovato apprezzabile la lettera di Giacomo Rizzo il quale, con la lealtà che ha sempre usato nei confronti del nostro partito, ha rappresentato la sua posizione la quale non mi pare rientri tra quelle di incompatibilità, ma non sono nè giurista nè tributarista quindi esprimo solo un'opinione che vale in quanto tale.
La rateizzazione non ha nulla a che fare con l'elusione o l'evasione condizioni nelle quali mi auguro che non si trovi nessuno dei signori citati nell'articolo "incriminato".
Noi abbiamo scelto di fare della trasparenza un cavallo di battaglia, e il comportamento di Rizzo mi pare coerente con questa scelta.
Mi auguro che il presidente del Consiglio Comunale e il Segretario Comunale provvedano ad accertare quanto in loro potere (e dovere) in relazione a questa vicenda la quale, se dovesse avere un fondo di verità (come pare), farebbe fare una figura meschina non al singolo, ma alla politica che verrebbe inevitabilmente massificata come "casta".
Paolo Contini
Perchè ha aspettato cinque giorni per farlo? Attendo una sua risposta.
Questa è la dimostrazione più evidente su chi continua a fare allusioni sui contenuti privati del ruolo che hai svolto in questa azienda.
Non lo abbiamo mai fatto ma questa ci sembra l'occasione migliore per dirti grazie.
se di giornalismo si può parlare...
Onore al consigliere Rizzo.
Non a caso lei stesso non si è auto-denunciato fermandosi all'auto-accusa di evasione, ma ci ha correttamente spiegato i motivi per cui è in debito col fisco.
Cosa che avrebbe dovuto fare se l'avessero citata nell'articolo ormai famoso, perché la giornalista non ha ritenuto indispensabile approfondire le vicende personali di ciascun protagonista dell'"inchiesta". E su questioni così delicate non è corretto far apparire storie assai diverse tra loro come identiche, accomunate tutte dall'onta di una (solo presunta e non accertata) evasione fiscale.
Tra l’altro Rizzo, visto che lei è una scampata vittima di questo giornalismo “smemorato”, trovo stravagante che proprio lei inciti a proseguire su questa strada.
Ma si sa, la politica monopolitana ci ha abituati ad essere spettatori di accadimenti a dir poco strampalati.
Avanti così, “senza indugio”.