Un lettore: "E' un'oasi protetta WWF"
Egregia redazione di Monopolitube,
da qualche anno sul territorio di Monopoli si è scatenata una vera e propria guerra alle antenne.
Giustamente i residenti della contrada Impalata lamentano che sul loro territorio vi è un’eccessiva presenza di grandi tralicci metallici, sui quali sono installati innumerevoli ripetitori radiotelevisivi.
Queste apparecchiature oltre a deturpare il paesaggio minacciano seriamente la salute degli stessi residenti poichè, come è risaputo, emettono microonde.
Pare che l’amministrazione sollecitata a trovare una soluzione a questo problema abbia preso in considerazione l’ipotesi di trasferire una parte di questi ripetitori. A chi sia affidata questa scelta non lo sappiamo, ma pare che con molta tranquillità si sia pensato di spostare un traliccio affollato di ben sette ripetitori radiotelevisivi piazzandolo sul “ Monte San Nicola “. Chi può aver, speriamo solo pensato, a questa soluzione, dovrà spiegare come mai questo sito sino ad oggi inviolabile, tutelato come territorio di interesse paesaggistico, sul quale ricadono ristrettissimi vincoli che non permettono l’edificazione di alcunché, oasi protetta dal W.W.F., territorio oggetto negli anni cinquanta di piantumazione di specie vegetali che nel tempo hanno dato origine ad un bellissimo bosco, improvvisamente diventa idoneo a ricevere altre antenne. Si perché nonostante il territorio possieda le suddette caratteristiche ha già dato il suo contributo, visto che sulla cima di questa collina sono ubicati alcuni ripetitori oltre ad un radar militare. Speriamo che gli interessi economici dei proprietari del terreno ( IPRAB) per i quali si prospettano buoni guadagni per l’affitto o la vendita delle aree interessate, non sia preponderante su quello della comunità che al contrario di quello che si intende fare, auspica una rivalutazione del parco esistente, magari rendendolo fruibile a tutti i cittadini, anche solo ripulendo dalla vegetazione infestante. Da anni, infatti, ormai quest’ultima rende impraticabile la strada di accesso al bosco che negli scorsi anni fu addirittura asfaltata e allargata. A chi spetta il compito di decidere, vale la pena di ricordare che a sud delle colline interessate ve ne sono altre prive di insediamenti abitativi e tecnologici, pertanto più idonee a spalmare l’attuale concentrazione di antenne.
Giustamente i residenti della contrada Impalata lamentano che sul loro territorio vi è un’eccessiva presenza di grandi tralicci metallici, sui quali sono installati innumerevoli ripetitori radiotelevisivi.
Queste apparecchiature oltre a deturpare il paesaggio minacciano seriamente la salute degli stessi residenti poichè, come è risaputo, emettono microonde.
Pare che l’amministrazione sollecitata a trovare una soluzione a questo problema abbia preso in considerazione l’ipotesi di trasferire una parte di questi ripetitori. A chi sia affidata questa scelta non lo sappiamo, ma pare che con molta tranquillità si sia pensato di spostare un traliccio affollato di ben sette ripetitori radiotelevisivi piazzandolo sul “ Monte San Nicola “. Chi può aver, speriamo solo pensato, a questa soluzione, dovrà spiegare come mai questo sito sino ad oggi inviolabile, tutelato come territorio di interesse paesaggistico, sul quale ricadono ristrettissimi vincoli che non permettono l’edificazione di alcunché, oasi protetta dal W.W.F., territorio oggetto negli anni cinquanta di piantumazione di specie vegetali che nel tempo hanno dato origine ad un bellissimo bosco, improvvisamente diventa idoneo a ricevere altre antenne. Si perché nonostante il territorio possieda le suddette caratteristiche ha già dato il suo contributo, visto che sulla cima di questa collina sono ubicati alcuni ripetitori oltre ad un radar militare. Speriamo che gli interessi economici dei proprietari del terreno ( IPRAB) per i quali si prospettano buoni guadagni per l’affitto o la vendita delle aree interessate, non sia preponderante su quello della comunità che al contrario di quello che si intende fare, auspica una rivalutazione del parco esistente, magari rendendolo fruibile a tutti i cittadini, anche solo ripulendo dalla vegetazione infestante. Da anni, infatti, ormai quest’ultima rende impraticabile la strada di accesso al bosco che negli scorsi anni fu addirittura asfaltata e allargata. A chi spetta il compito di decidere, vale la pena di ricordare che a sud delle colline interessate ve ne sono altre prive di insediamenti abitativi e tecnologici, pertanto più idonee a spalmare l’attuale concentrazione di antenne.
Vito Rotolo
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