Gentile Redazione,
George Orwell, nel suo famoso “Elogio del rospo”, diceva che “Prima delle rondini, prima delle giunchiglie e non molto più tardi dei bucaneve, il rospo saluta l’arrivo della primavera a modo suo, cioè uscendo da un buco nel terreno, dove è rimasto sepolto dal precedente autunno, e striscia, il più rapidamente che può, verso la più vicina e conveniente pozzanghera”. Partendo dalla situazione politica nazionale, passando per quella regionale e provinciale, arrivando giù giù fin nell’immensa platea comunale italiana, si ha l’impressione che gran parte dei nostri eletti scambi la venuta della primavera come il momento magico per cambiare “pozzanghera”, per meglio posizionarsi nella scala del potere. Avrei preferito non incamminarmi sul terreno minato della politica, giacché non sono mai stato in possesso della necessaria attrezzatura per sminare il campo dalle innumerevoli trappole esplosive che vi s’incontrano ad ogni piè sospinto. Tuttavia oggi vorrei provare alcune riflessioni del tutto personali sulla situazione che si è venuta a creare nella classe politica della nostra città dopo le discusse dimissioni dell’ex consigliere comunale del PdL Serafino Mitrotti. Visto che gli strascichi sembrano non finire mai devo confessare che cominciai ad apprezzare il dottor Mitrotti (militante nella minoranza di centrodestra) allorquando, per la prima ed ultima volta, misi piede in Consiglio con la precedente Amministrazione Leoci, rimanendovi per poco più di un anno nella qualità di assessore alla Pubblica Istruzione. Ricordo bene che era l’unico consigliere di opposizione che non si scomponeva mai. Recitava i suoi interventi stando sempre in piedi con un’educazione maniacale e dimostrando ogni volta di essere un vero e buon padre di famiglia. Nella convinzione che un uomo così non poteva durare a lungo, rinunciai per questo a ricandidarmi, e decisi di uscire dalla politica in punta di piedi, perché dopo quella mia pur breve durata nelle vesti di amministratore pubblico ne avevo visto di tutti i colori, soprattutto per le note vicende che mi portarono ad avversare molte scelte previsionali del redigendo Pug. Ora, non so se le accuse, se accuse si possono chiamare, lanciate da Mitrotti verso il suo collega assessore all’Urbanistica, Piero Barletta, riguardino l’attività pianificatoria sviluppata sotto il profilo tecnico a prescindere da quello politico, oppure se la pianificazione in generale sia stata esperita sotto il profilo tecnico imposto dalla politica politicante. Sta di fatto che anch’io ho ritenuto quelle scelte urbanistiche generali non pienamente soddisfacenti l’interesse collettivo, come più volte ho esternato su questo sito, ma solo sotto l’aspetto tecnico. Per farla breve, i commentatori di MonopoliTube mi hanno fatto a pezzi divagando sulla mia persona e soprattutto condannando la mia resa alla politica, e lo stesso stanno facendo con Mitrotti, ma rimango convinto che l’assessore al ramo non meriti di essere considerato il capro espiatorio per tutte le note “manchevolezze” del Pug. E’ la politica locale in generale che ha perso il bandolo della matassa e per questo ne è venuto fuori un ibrido urbanistico. Ma oggi, pur convinto che si potrebbero mettere molte pezze alle “carte”, visto che gli errori, se “errori” si possono chiamare, sono ben lieto che esiste almeno un'altra persona che l’ha pensata esattamente come me preferendo di abbandonare la nave. Purtroppo il contagio di “scilipotismo” dilaga e pochi riescono a scamparla: sono perciò profondamente solidale con il dr. Serafino Mitrotti, ma molto rammaricato che ieri sera un clandestino, fra quelli sbarcati a migliaia sull’isola di Lampedusa, abbia dichiarato ad un giornalista che “l’Italia è un Paradiso perché qui c’è vera democrazia”. Se sapesse?
Franco Muolo
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Commenti
A Mitrotti e Muolo rimprovero la non trascurabile colpa di averne "viste di tutti i colori" e non averne denunciata nemmeno mezza. A cosa serve allora lamentarsi se con il silenzio, in qualche maniera, si dimostra, non dico connivenza, ma quantomeno tolleranza verso i costumi che si condannano?
"vera democrazia"?....sinceramente il suo impianto cattedratico non mi sembra sostenuto da argomentazioni sostanziali ed equilibrate