Lunedì sera con l’on. Alba Sasso e il consigliere Michele Ventricelli.
Presentato ufficialmente a Monopoli, il Piano Straordinario del Lavoro in Puglia 2011 elaborato dalla Regione.
Relatori della serata organizzata da Sel, il consigliere regionale di Sel, Michele Ventricelli, e l’Assessore per la Formazione e al Diritto allo Studia, on. Alba Sasso.
Consigliere Ventricelli, ci illustra le linee guida del Piano Straordinario del Lavoro elaborato dalla Regione?
Si parte dalla necessità di dare una risposta concreta ad un mondo molto vasto, fatto da disoccupati ma anche da occupati che però hanno difficoltà di mantenimento dei livelli occupazionali. Questo Piano prevede un esborso finanziario importante, circa 340 milioni di euro da parte della Regione, e prevede sei linee di carattere generale. È rivolto ai giovani, giovani disoccupati o inoccupati; è rivolto alle donne, anche qui disoccupate o inoccupate; ed è rivolto anche a quella parte più debole del mondo dei lavoratori, mi riferisco in particolare ai cassointegrati. Scommette anche sulla formazione e sulla inclusione sociale. Sono 340 milioni di euro che vanno soprattutto in direzione di mantenere i livelli occupazionali per coloro i quali già sono inseriti, e soprattutto di creare nuova occupazione. Si indirizza ad una platea potenziale di circa 353 mila persone tra donne, giovani e anche ultracinquatenni, cioè per coloro che sono stati espulsi dal mondo del lavoro e hanno bisogno di una continua formazione che possa dare loro qualche chance di inserimento. Sono previsti 43 tipi di intervento attraverso specifici bandi che saranno attuati nelle prossime settimane. Noi ci auguriamo che questo possa essere non una risposta alternativa o che risolve alla radice del problema, ma che dia un contributo importante considerando soprattutto che il quadro normativo nazionale sapete che è un quadro assolutamente deficitario, di riduzione dei finanziamenti per la scuola, la formazione, la conoscenza, e i finanziamenti soprattutto agli enti locali. Questo significa soprattutto meno opportunità per loro di poter avere qualche chance di inserimento.
Come diceva prima, in un periodo in cui il Governo centrale taglia i finanziamenti, la Regione stanzia ben 340 milioni di euro. Come sono state reperite queste somme?
Si tratta per la maggior parte di fondi di carattere europeo che dovevano essere utilizzati e che adesso hanno un’utilizzazione più specifica. Sono fondi importanti perché vanno ad incidere su quelle che sono le esigenze fondamentali dei giovani, delle donne, di coloro i quali hanno la necessità di essere inclusi nel mondo del lavoro. Sono per la stragrande maggioranza fondi del Fondo Sociale Europeo, ma sono anche fondi reperiti attraverso un processo di ricognizione finanziaria da parte della Regione Puglia. Certo, sono risorse finanziarie che la Regione Puglia sottrae ad altre possibili destinazioni, ma proprio perché la Regione vuole scommettere su questo mondo, finalizza queste risorse finanziarie nei confronti di queste fasce molto deboli.
Quali strutture utilizzerà la Regione per attuare il Pino del Lavoro?
Il Piano sarà attuato su sei linee di carattere generale, e poi sono previsti 43 interventi specifici, che si attueranno attraverso i bandi, bandi soprattutto della formazione ma anche bandi di intervento concreto in favore di queste fasce sociali. La cosa importante è che la responsabilità politica del Piano è del Presidente della Regione, che si avvale però di una cabina di regia di assessori. Sotto l’aspetto amministrativo è responsabile dell’area dello sviluppo economico. La cosa importante è che l’iter attuativo è anche nelle mani di una cabina di regia in cui ci sono i Sindacati, i rappresentanti dei datori di lavoro… cioè le rappresentanze sociali che secondo il Presidente della Regione devono monitorare l’andamento del Piano momento per momento, proprio per far si che le scadenze previste siano effettivamente rispettate.
In caso di mancato rispetto delle scadenze, sono previsti provvedimenti specifici?
La cabina di regia ha la possibilità, di fronte ai ritardi, di modificarli, di superare i ritardi, di far si che il Piano sia effettivamente e concretamente attuato nelle finalità concrete. E’ chiaro che ci possono essere delle difficoltà concrete, perché poi bisogna fare per quasi tutti gli interventi i bandi veri e propri, bandi che devono rispettare determinate caratteristiche, proprio per dare alle singole categorie la possibilità di partecipare. Nelle prossime settimane dovrebbero essere presentati i primi due bandi, che diciamo inizieranno questo processo importante.
L’onorevole Alba Sasso, Assessore Regionale per il diritto allo studio e la formazione, illustra il ruolo determinante della formazione nell’elaborazione e nell’attuazione del Piano Straordinario del Lavoro:
Onorevole il Piano del Lavoro assegna un ruolo importante alla formazione. Ci spiega gli obiettivi generali della formazione?
Il Piano investe in alta formazione, cioè formazione post lauream e anche in formazione post diploma. Ci sono progetti come “ Ritorno al Futuro”, progetti come “ Il Catalogo Interregionale” che è un progetto di formazione per diplomati e i laureati occupati, corsi di ricerca, i dottorati… Quale è il senso? Investire in alta formazione significa preparare un gruppo di persone necessari all’economia di questa Regione. A queste persone sarà data una dote occupazionale, cosa vuol dire? Un incentivo alle imprese che vogliono assumere queste ragazze e questi ragazzi che portano con se questa dote, perché noi pensiamo che investire in alta formazione significa anche smuovere il sistema d’impresa, e chiedere al sistema d’impresa di assumere mano d’opera qualificata per migliorare il sistema produttivo e l’economia complessiva della Regione.
E’ anche un modo per arginare il fenomeno della fuga dei cervelli?
Certamente, è un modo per arginare la fuga dei cervelli, perché noi vogliamo che i giovani per i quali si investe in formazione rimangano, se vogliono ovviamente. Vogliamo dare la possibilità di rimanere in sede. Se poi vorranno andar via non è un problema, però non vogliamo che se ne vadano perché qui non ci sono possibilità.
Quale ruolo assume l’Università?
Intanto verranno finanziate le borse per i dottorati. E poi l’Università può fare i master, i corsi di specializzazione, può essere ente formatore a tutti gli effetti.
Qui se il Governo centrale taglia i finanziamenti alle Università, la Regione invece li aumenta. Ora, l’Università è oggetto di un’importante riforma da parte del Governo nazionale. Al di là della polemica politica, intravede degli aspetti positivi in questa riforma?
Nessuno. Tra l’altro è una riforma centralistica, altro che federalismo. Mai visto un Governo più centralista che decide anche quanti dipartimenti deve avere un’università. L’autonomia universitaria forse non è stata utilizzata sempre benissimo, ma non è un motivo per tagliarla dalle fondamenta.
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Commenti
Evidentemente avevano tutti la puzza sotto il naso ed avevano bisogno di qulacosa.
Oggi hanno toccato il cielo parteggiando tutti per il pd.
Meno male per sel, siete fortunati ad averli persi.
Quando si dice la stima disinteressata... e la cultura... ah la cultura...!
Si parla di lavoro, di milioni di euro investiti per la puglia e nella puglia.