Preoccupazione per i toni della politica che rischia di "degenerare in guerriglia"
«Troppo spesso si scelgono toni troppo clamorosi, troppo eccessivi. Nel giudizio si manca di misura, molte analisi sono contraddistinte da un certo estremismo. Tutto questo contribuisce a inasprire la tensione politica. I partiti si scontrano, si dividono; tutto questo in un certo modo è normale in una democrazia. In Italia, tuttavia, ciò degenera in una vera e propria guerriglia politica». Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fa questa analisi della attuale situazione politica italiana in una intervista al giornale tedesco ´Welt am Sonntag´.
Come dargli torto?
L’episodio che ha coinvolto l’on. Zazzera è solo l’ultimo di una serie di comportamenti sopra le righe che hanno visto coinvolti in questi ultimi mesi onorevoli, senatori e persino ministri della Repubblica. L’exploit del nostro onorevole giunge all’indomani delle parolacce rivolte dal ministro La Russa al Presidente della Camera, Fini.
La politica è lo specchio della società, a suo modo diventa reality show. Il bon ton non abita più dalle nostre parti.
Se dalle aule del Parlamento ci si sposta a casa nostra la situazione non cambia. Come dimenticare alcune memorabili sedute di Consiglio Comunale con insulti a go go?
Anche il linguaggio della politica cambia e si evolve, in peggio. E così il dirigente Palumbo diventa lo “sceriffo d’Hazard”.
Insomma non c’è più una scuola di politica che insegni ai nostri rappresentati come si siede nelle aule istituzionali.
E’ una questione di forma più che di sostanza, potrà dire qualcuno. L’On. Zazzera avrà sbagliato nei modi ma forse non aveva tutti i torti nel protestare contro la gestione leghista della recente ondata di immigrati. Tuttavia in una politica che diventa sempre più comunicazione, la forma è anche sostanza.
Come dargli torto?
L’episodio che ha coinvolto l’on. Zazzera è solo l’ultimo di una serie di comportamenti sopra le righe che hanno visto coinvolti in questi ultimi mesi onorevoli, senatori e persino ministri della Repubblica. L’exploit del nostro onorevole giunge all’indomani delle parolacce rivolte dal ministro La Russa al Presidente della Camera, Fini.
La politica è lo specchio della società, a suo modo diventa reality show. Il bon ton non abita più dalle nostre parti.
Se dalle aule del Parlamento ci si sposta a casa nostra la situazione non cambia. Come dimenticare alcune memorabili sedute di Consiglio Comunale con insulti a go go?
Anche il linguaggio della politica cambia e si evolve, in peggio. E così il dirigente Palumbo diventa lo “sceriffo d’Hazard”.
Insomma non c’è più una scuola di politica che insegni ai nostri rappresentati come si siede nelle aule istituzionali.
E’ una questione di forma più che di sostanza, potrà dire qualcuno. L’On. Zazzera avrà sbagliato nei modi ma forse non aveva tutti i torti nel protestare contro la gestione leghista della recente ondata di immigrati. Tuttavia in una politica che diventa sempre più comunicazione, la forma è anche sostanza.
Il CHIARIMENTO DELL’ON. ZAZZERA
(ANSA) - ROMA, 7 APR - "Maroni migrante": questo il cartello che Pierfelice Zazzera, deputato Idv, scriverebbe al Ministro dell'Interno per scusarsi di quello esposto stamattina, su cui c'era scritto "Maroni Assassino". Zazzera lo ha detto ai microfoni del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Certo - gli fanno notare i conduttori - che anche la frase 'Maroni migrante' è offensiva. "Se questa puó essere interpretata come un'offesa, allora inizio a preoccuparmi io".
Se non vuole esserlo, almeno sembra tale. "Allora gli scriverei: la prego faccia bene il suo mestiere, mi scuso per avere scritto assassino". Quando ha preparato il cartello esposto stamattina? "Ieri, quando sono tornato a casa a mezzanotte e mezza". Chi l'ha stampato? "L'ho stampato io al computer, era composto da tanti fogli A4 messi insieme". E vero che è stato portato all'Ufficio di Presidenza? "Si, c'erano tutti: Fini, i rappresentanti della Lega". E cosa le ha detto Gianfranco Fini? "Mi ha detto: ci dica il suo pensiero su quello che ha fatto".
E lei cosa ha risposto?
"Capisco di aver superato i limiti, ma non volevo offendere Maroni, la mia è stata una provocazione politica".
Se non vuole esserlo, almeno sembra tale. "Allora gli scriverei: la prego faccia bene il suo mestiere, mi scuso per avere scritto assassino". Quando ha preparato il cartello esposto stamattina? "Ieri, quando sono tornato a casa a mezzanotte e mezza". Chi l'ha stampato? "L'ho stampato io al computer, era composto da tanti fogli A4 messi insieme". E vero che è stato portato all'Ufficio di Presidenza? "Si, c'erano tutti: Fini, i rappresentanti della Lega". E cosa le ha detto Gianfranco Fini? "Mi ha detto: ci dica il suo pensiero su quello che ha fatto".
E lei cosa ha risposto?
"Capisco di aver superato i limiti, ma non volevo offendere Maroni, la mia è stata una provocazione politica".
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Commenti
Il gesto di Zazzera è inqualificabile.
magari ce ne fossero altri di politici così a monopoli...altro che copertino!!!!!!!
Ora mi chiedo: in cambio di ciò Monopoli cosa ha ottenuto?
Zazzera è stato leader del partito pugliese per anni durante un governo di sinistra, è l’unico (se non erro) deputato pugliese dell’idv, perché almeno dalla regione, visto che a Roma è all’opposizione, non è arrivato mai nulla?
Si resta allibiti davanti a questa dichiarazione.
Intanto noi paghiamo le tasse per dare un lautissimo stipendio a questo individuo.