Il primo cittadino rivendica orgogliosamente
un nuovo modo di comunicare con i cittadini
Volge al termine il tour dell’amministrazione comunale in giro per la città. Giovedì sera, presso la saletta della Parrocchia di Sant’Anna, si è tenuta la penultima tappa della “Città … che conta!”.
Una rassegna di appuntamenti con i cittadini che non ha riscontrato la partecipazione di pubblico che ci si attendeva, soprattutto nella zona urbana. Tuttavia si è trattato, secondo il sindaco Romani, di un’importante esperienza che sta facendo scuola e viene imitata da altri sindaci.
In campagna elettorale e nel primo anno dell’amministrazione Romani si è utilizzato massicciamente lo strumento dei comunicati stampa. Contemporaneamente si è sfruttato il mezzo televisivo. Questa amministrazione è stata la prima a sperimentare lo strumento comunicativo della conferenza stampa. «Inizialmente criticati, siamo stati in seguito massicciamente imitati», ha affermato il primo cittadino.
Oggi con gli incontri della “Città … che conta!” è stato introdotto un elemento di novità nella strategia comunicativa dell’amministrazione. Il sindaco Romani rivendica orgogliosamente un nuovo modo di comunicare con i cittadini nella convinzione che anche questa esperienza farà scuola. Poco importa se in molte occasioni il ritorno in termini di immagine non è stato quello sperato.
La comunicazione non è un’ossessione esclusiva del Comune di Monopoli. Un po’ dappertutto è possibile udire storie fuori dal comune dei nuovi sindaci votati all’immagine. Tra i sindaci d’Italia, il “rottamatore” Renzi è il più popolare. Perché a Firenze funzionano meglio asili e raccolta dei rifiuti? No, per le dichiarazioni contro la leadership del PD.
Perché accade tutto questo?
L’elezione diretta dei sindaci ha aumentato il personalismo e sono cresciuti i luoghi comuni. A confermarlo è Gianfranco Baldini, politologo dell’Istituto Cattaneo. Anche ai tempi dei comizi e delle piazze la politica non è mai riuscita a fare a meno della retorica. Tuttavia il vero problema è costituito dai costi che l’enfasi dell’apparire impone sulle casse comunali dei Comuni d’Italia, ora che la comunicazione è stata istituzionalizzata, e che inevitabilmente finiscono per gravare sulle tasche dei cittadini.
Ma non è sempre così. Ci sono anche sindaci (pochi) che scelgono i tratti della sobrietà. Come Chiamparino, che infatti ha dato una stoccata a Vendola suggerendogli di pensare alle sue municipalizzate o ad una maggiore trasparenza, piuttosto che manifestare a Mirafiori.
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Tra l'altro il servizio costa caro ai cittadini.