Contestati abusi edilizi anche al Ristorante
Lido Bianco e Cala Paradiso
L’abusivismo edilizio in Italia è un fenomeno antico, duro a morire. Fortunatamente in questi ultimi anni la politica ha cominciato ad occuparsene seriamente, con numerosi interventi legislativi e con l’abbattimento di numerosi edifici fuori legge.
Il fenomeno è molto complesso.
C’è quello che viene definito abuso di necessità, proprio di chi ha costruito una casa per abitarci, cioè una "prima casa" e non una casa di villeggiatura o "seconda casa".
E c'è poi l’abusivismo legato alla grande criminalità organizzata (Mafia, Camorra, 'Ndrangheta), che non di rado si intreccia con il primo.
A Monopoli è abbastanza diffuso soprattutto il primo tipo di abuso edilizio, soprattutto nelle campagne.
C’è infine una terza tipologia di abusivismo edilizio che riguarda soprattutto le località balneari ed i proprietari delle concessioni demaniali.
Solo nel mese di marzo nel nostro paese sono stati scoperti e denunciati dalle Autorità quattro episodi di abuso edilizio, che di seguito vi elenchiamo :
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la Guardia Costiera ha contestato alla ditta Silvia Alborelli, legalmente rappresentata dal sig. Peccarisi Francesco, la realizzazione in Via Cadorna n. 33 di opere edili in assenza di titolo abilitativo e di autorizzazione ex art. 55 Codice della Navigazione consistenti in sopraelevazione;
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la Guardia Costiera ha contestato al Ristorante Lido Bianco legalmente rappresentato dal sig. Bini Giovanni e dalla sig.ra Colucci Florinda, la realizzazione di opere edili in Via Procaccia n. 3 (località Porto Bianco) in assenza di titolo edilizio abilitativo e di autorizzazione demaniale, consistenti in occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo (scogliera naturale) di circa mq. 81, mediante installazione di pedana in legno, perimetrata da n. 25 fioriere in plastica, raggiungibile dall’interno del ristorante attraverso una scala di collegamento;
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la Polizia Municipale ha contestato al sig. Gerardo Formica la realizzazione di opere edili in assenza di permesso di costruire in Via Tommaso Avezzano Comes n. 39 consistenti in scavo nella roccia con asporto di terreno vegetale avente profondità di m. 1,30 circa e superficie di mq. 12,50 circa (m. 3,50x3,50) completo di armature in ferro lungo le n. 4 facciate laterali e sul fondo dello stesso, ove è in corso di esecuzione la gettata di calcestruzzo. Detta opera è stata realizzata nell’atrio posto sul retrospetto dell’abitazione principale, prospiciente l’attigua veranda;
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la Polizia Municipale ha contestato alla ditta Pianeta Sport srl, amministrata dal sig. Fonte Francesco, la realizzazione di opere edili in assenza del prescritto permesso di costruire in Via Procaccia (località Porto Paradiso) consistenti in:
- struttura prefabbricata con elementi in policarbonato doppio strato coibentato, compresa copertura, suddivisa in n. 7 ambienti destinati a wc uomini, donne, disabili ed antibagno;
- messa in opera di struttura in legno compresa la copertura, di n. 3 ambienti, destinati a bar, spogliatoi e wc, con la restante zona ove è ubicato il bancone refrigerante coperta con telo;
- altra struttura in legno, compresa la copertura, destinata a cabina di regia;
- pedana in legno a forma di rettangolo irregolare.
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Commenti
Ma i Vigili che fanno?
mi hai anticipato, sinceramente non ne volevo parlare visto che mi si accusa di aver solo odio per questa amministrazione ma so' benissimo che chi sostiene questo lo fa per amore di qualcos'altro e non per amore della città.
E' giusto a mio parere che in questo periodo si dia la possibilità agli operatori di incrementare i loro guadagni, ma mi domando... ma chi cavolo dà certi permessi per innalzare una struttura del genere alta quasi tre metri se non piu'?
Perchè non si redige un regolamento per queste strutture in modo che tutte siano uniformi sia in materiale sia in misure distinguendo anche il centro storico da quello urbano?
Monopoli è città turistica, questo non significa fare i furbi è aggirare le leggi e le autorizzazioni!! Finalmete è arrivata l'ora di pagare. Il Comune ha bisogno di denaro!
Gli abusi che distruggono o modificano irrimediabilmente il territorio, che sono da condannare e del quale gli autori devono pagare anche penalmente, come chi danneggia la scogliera.
Gli abusi che riguardano,leggo, installazione di pedane e/o strutture in legno, che non possiamo neanche lontanamente equiparare ai primi e che a volte si rendono necessari per svolgere attività stagionali.
MONOPOLI CITTA' TURISTICA
.....mi viene da ridere!!