«Il 13 e 14 aprile 2008 la Liberazione dagli uomini di sinistra della città.
In primavera 2013 un’altra Liberazione»
Il primo cittadino replica furibondo alle accuse mosse dai partiti d’opposizione per lo spostamento al 29 aprile dei festeggiamenti del 25 aprile a causa della concomitanza con la Pasquetta. Lo fa con un’invettiva televisiva importante per le anticipazioni politiche che lascia presagire tra le righe.
«Parliamo ora del cosiddetto posticipo», esordisce scherzando Gianni Catucci, «e per una volta non si tratta di una partita di calcio ma delle celebrazioni per la “Festa della Liberazione” che si è tenuta stamattina (29/04/2011)».
Ma il sindaco Emilio Romani, insolitamente nervoso, non ha voglia di scherzare e lo mette in chiaro con un messaggio televisivo che farà discutere.
«La “Festa della Liberazione” rimane una tradizione che è giusto celebrare perché credo che sia importante nella nuova società trasmettere questo ideale, quello di considerare il valore del passato ma di avere il coraggio di ragionare sul futuro», ha affermato il sindaco.
«Io credo che la posizione ideale di una persona che ha delle responsabilità pubbliche sia questa. Quella di ricordare e dare grande valore ai padri che sono scesi in campo per conquistare valori così importanti di libertà e democrazia perché è chiaro che la “Liberazione” è un processo per raggiungere degli obiettivi, quegli obiettivi che in questo paese sono stati brillantemente raggiunti.
Ora io penso che sia molto più facile parlare del passato e non farlo del futuro. Al contrario credo che questa festa debba essere proiettata nel futuro».
Per la cronaca, la cerimonia commemorativa ha avuto inizio alle ore 10,00 nella sala consiliare “Ignazio Perricci”, dove erano presenti alcune scolaresche del I, II e IV circolo didattico, le associazioni d’arma, autorità civili e militari ed uno sparuto gruppetto di cittadini. È seguita la deposizione di una corona d’alloro alla lapide commemorativa dei partigiani monopolitani nei pressi del Municipio e subito dopo un corteo si è mosso verso il monumento ai caduti di Piazza Vittorio Emanuele. Sulle note dell’Inno del Piave e del Silenzio intonate dalla Banda del Giubileo Città di Monopoli sono stati commemorati i partigiani che persero la vita nella Resistenza.
L’INVETTIVA DEL SINDACO
«Non saprei trovare un aggettivo ed un sostantivo per commentare i comunicati del PD e di SEL perché le si lega a delle presunte idee del sindaco di non credere nei valori della Liberazione. Consiglierei al PD ed al SEL di fare una telefonata a Michele Emiliano che mi risulta essere un antifascista e che celebra oggi i festeggiamenti della festa della Liberazione.
Consiglierei inoltre a SEL di togliere la parola “libertà” dall’acronimo del suo simbolo perché quando parlano loro di libertà non si confonde con la liberazione ma quando lo fa il sindaco di Monopoli sembra che la metta in alternativa alla Liberazione. Sarebbe meglio se cambiassero nome passando da SEL a SE, che da anche più certezza verso il futuro.
Forse il PD e SEL di Monopoli dovrebbero scegliersi una festa della Liberazione. Dovrebbero scegliersi un giorno in cui festeggiare l’idea di liberazione da questo incubo, ovvero l’incubo del sindaco di Monopoli e del Presidente del Consiglio Comunale. Loro vivono dentro questo incubo e credo che abbiano bisogno di una festa in cui liberarsi di tutto ciò.
Monopoli una GRANDE FESTA DELLA LIBERAZIONE l’ha già decisa come data e corrisponde con il 13 e 14 aprile del 2008. Quella è stata la liberazione dagli uomini di sinistra di questa città. Probabilmente in primavera 2013 ne arriverà un'altra.
Consiglierei loro di cominciare a fare politica piuttosto che interessarsi alle cose che dovrebbero fare gli altri».
Parole che dividono e non uniscono, e che denotano un inusuale nervosismo da parte del primo cittadino. C’è da aspettarsi ora la replica dei diretti interessati.
Le parole del sindaco sembrano lasciar presagire una sua probabile ricandidatura per le prossime elezioni comunali del 2013. Ed è forse questa la nota politica di maggior rilievo delle parole di Emilio Romani.
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Commenti
Roamni non mi è piaciuto il tuo nervoso gesto, da moderato ho difficoltà a strvi insieme.
hai sbagliato tema qui non si parla di comunismo ma di un politico, pagato dai cittadini, che dice di fare il politico per essere a servizio dei cittadini e che per andare in vacanza sposta una data di festività nazionale.
Capisco che per te è difficile capire questo ma non ci posso far nulla.
C'è una piccola differenza berlusconi può permettersi di mancare a tale manifestazione perchè è berlusconi, romani non è berlusconi ed ha toppato, come anche emiliano a bari,perchè le feste nazionali non si possono cambiare di data.
PD E SEL CHE DICONO?
P.S.
Qualcuno può fornirne prova?
HAI COLTO NELS EGNO
il suo partito ha bruciato un bel pò di segretari e non ha mai fatto un congresso per elggere e non nominare i dirigenti. Ha fatto dimettere mitrotti, ha fatto dimettre leoci da capo gruppo, ha fatto dimettere zaccaria e non accetta critiche.
Ad un colpo di stato poteva pensarci solo uno storico alla "Alberto Asor Rosa dei Venti", comunista colpito da demenza senile (credo sia questo il motivo per cui non è stato indagato dalla magistratura). A voi, non vi crede e da retta più nessuno, anche quando dite cose così pericolose per la democrazia.
Emilio ROMANI, nonostante le vostre chiacchiere, nel 2013 avrà nuovamente la fiducia dei monopolitani e questo vi spaventa e vi fa incacchiare.
Voi scontenti, sparuta minoranza rispetto a quanti hanno ancora fiducia nel sindaco Romani, è su questo sito che riuscite a dar sfogo alle vostre frustrazioni. Sfogatevi pure, ad altri il compito di governare, nonostante le vostre chiacchiere.
Siete grandi... e la sinistra è rossa dal nervoso