(foto di Pino Mirizzi)
Una festa del primo maggio all'insegna della antica tradizione e di nuove rivendicazioni dal mondo del lavoro quella celebrata a Monopoli domenica scorsa.
Nonostante il clima metereologico poco generoso, un discreto numero di partecipanti si è radunato sin dal primo mattino in piazza Garibaldi, seguendo una vecchia abitudine che contraddistingueva i cortei sindacali cittadini nei decenni passati.
Si sono distinti per il loro entusiasmo gli anziani pensionati della CGIL, le donne della UIL, i giovani della Unione degli Studenti.
Gli orchestranti della banda di fiati "Ligonzo" di Conversano, diretta dal maestro Angelo Schirinzi, si sono fatti notare per la loro vistosa uniforme degna delle grandi occasioni ed hanno intonato varie melodie note, tra cui il celebre Inno dei Lavoratori, composto alla fine dell'800 da Filippo Turati (uno dei "padri" storici del socialismo italiano).
In una cornice densa e colorata di garofani rossi e di bandiere, il corteo si è mosso lungo la via Garibaldi per giungere fin sotto il Monumento ai Caduti, in piazza Vittorio Emanuele, ove è stata deposta una corona di fiori in memoria delle vittime sul lavoro (circa 3 al giorno, di media, in Italia).
Dopo l'introduzione dell'avv. Giuseppe Angiuli (coordinatore del comitato cittadino di festeggiamenti), vi è stato il breve saluto del vice-Sindaco Antonio Rotondo e, a seguire, gli interventi di Pino SALOMON (segretario confederale della UIL Puglia), del monopolitano Claudio MENGA (segretario provinciale della CGIL Scuola) e della giovanissima studentessa Angela BUSCICCHIO (per l'UDS).
Nel corso degli interventi, si è denunciato il numero inaccettabile delle "morti bianche", oltre al dramma giovanile della precarietà lavorativa.
Di seguito, per un centinaio di persone la giornata si è conclusa con un pranzo conviviale in masseria.
Il comitato organizzatore ci ha tenuto davvero tanto a ridare lustro a quest'antica festa collettiva e di popolo, che da più di 100 anni simboleggia il sentimento di solidarietà tra i lavoratori di tutto il mondo.
La risposta generosa e inaspettata di tanti cittadini e lavoratori monopolitani, molti dei quali hanno voluto erogare anche un loro piccolo e personale contributo economico per la riuscita della manifestazione, ha ripagato gli organizzatori per le energie investite nella realizzazione dell'evento.
Il comitato cittadino dà ora l'appunatmento a tutti al prossimo anno e invita la cittadinanza a mantenere sempre alta la partecipazione e l'attenzione verso le tematiche del mondo del lavoro.
Una festa del primo maggio all'insegna della antica tradizione e di nuove rivendicazioni dal mondo del lavoro quella celebrata a Monopoli domenica scorsa.
Nonostante il clima metereologico poco generoso, un discreto numero di partecipanti si è radunato sin dal primo mattino in piazza Garibaldi, seguendo una vecchia abitudine che contraddistingueva i cortei sindacali cittadini nei decenni passati.
Si sono distinti per il loro entusiasmo gli anziani pensionati della CGIL, le donne della UIL, i giovani della Unione degli Studenti.
Gli orchestranti della banda di fiati "Ligonzo" di Conversano, diretta dal maestro Angelo Schirinzi, si sono fatti notare per la loro vistosa uniforme degna delle grandi occasioni ed hanno intonato varie melodie note, tra cui il celebre Inno dei Lavoratori, composto alla fine dell'800 da Filippo Turati (uno dei "padri" storici del socialismo italiano).
In una cornice densa e colorata di garofani rossi e di bandiere, il corteo si è mosso lungo la via Garibaldi per giungere fin sotto il Monumento ai Caduti, in piazza Vittorio Emanuele, ove è stata deposta una corona di fiori in memoria delle vittime sul lavoro (circa 3 al giorno, di media, in Italia).
Dopo l'introduzione dell'avv. Giuseppe Angiuli (coordinatore del comitato cittadino di festeggiamenti), vi è stato il breve saluto del vice-Sindaco Antonio Rotondo e, a seguire, gli interventi di Pino SALOMON (segretario confederale della UIL Puglia), del monopolitano Claudio MENGA (segretario provinciale della CGIL Scuola) e della giovanissima studentessa Angela BUSCICCHIO (per l'UDS).
Nel corso degli interventi, si è denunciato il numero inaccettabile delle "morti bianche", oltre al dramma giovanile della precarietà lavorativa.
Di seguito, per un centinaio di persone la giornata si è conclusa con un pranzo conviviale in masseria.
Il comitato organizzatore ci ha tenuto davvero tanto a ridare lustro a quest'antica festa collettiva e di popolo, che da più di 100 anni simboleggia il sentimento di solidarietà tra i lavoratori di tutto il mondo.
La risposta generosa e inaspettata di tanti cittadini e lavoratori monopolitani, molti dei quali hanno voluto erogare anche un loro piccolo e personale contributo economico per la riuscita della manifestazione, ha ripagato gli organizzatori per le energie investite nella realizzazione dell'evento.
Il comitato cittadino dà ora l'appunatmento a tutti al prossimo anno e invita la cittadinanza a mantenere sempre alta la partecipazione e l'attenzione verso le tematiche del mondo del lavoro.
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Commenti
i condottieri non cadono dal cielo si formano insieme agli altri e poi emergono per quato di buono fanno.
non è un problema di perle di saggezza ma di avere il coraggio di fare, altrimenti si rischia di aspettare il messia ..
Secondo te arrivavano a 20 persone?
Ok accontentato
Vedi che gli operai, gli studenti si sono sempre difesi da soli, protestando, scendendo in piazza, occupando.
Adesso invece si ha paura a manifestare, anche le proprie idee, non si ha voglia di protestare, di scendere in piazza, di occupare, insomma di fare qualcosa per se stessi e per il proprio futuro.
Non è obbligatorio essere iscritti ai sindacati, se ci si iscrive si può in prima persona interessarsi dei problemi.