Continua la battaglia per dire “No alle trivellazioni nel basso adriatico”, contro il decreto n. 126 del 29 marzo 2011, che le autorizza nell’arcipelago delle Isole Tremiti.
Si è svolta ieri la mobilitazione generale di Termoli, allo scopo di portare all’attenzione della nazione la questione “piattaforme petrolifere”.
La cittadina molisana ha contato la presenza di circa tremila persone, provenienti dalla Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata, ma anche dal Veneto e dalla Romagna.
La protesta ha preso corpo alle ore 10 nel porto di Termoli, dove si sono incontrati e radunati tutti i manifestanti. Molti i cittadini presenti, i politici, sia regionali che nazionali ed europarlamentari di entrambi gli schieramenti. Non potevano mancare le tantissime associazioni ambientaliste e culturali, tra le quali il Comitato Monopolitano No petrolio Si Energie rinnovabili.
I manifestanti si sono mossi in corteo verso il Centro storico, per poi raggiungere la spiaggia del lungomare nord, dove è stato inscenato uno flash- mob, con il quale è stato inscenato uno spiaggiamento simbolico, in ricordo di quello dei capodogli accaduto a Foce Varano.
Significativa la presenza dei politici: tutti hanno- ideologicamente- appoggiato le ragioni della protesta. Ma nei fatti- hanno fatto notare molti dei presenti- per diversi rappresentanti, i discorsi di condivisione, sarebbero solo “belle parole”, in vista delle prossime elezioni. Emblematico l’esempio dell’eurodeputato barese Tatarella, il quale ha dichiarato di appoggiare questa lotta, ma che mai, sino ad oggi, è intervenuto in maniera decisa nei confronti del Governo.
Come annunciato, anche Lucio Dalla ha presenziato alla manifestazione. Il cantautore, è sbarcato sul molo del porto, con una nave proveniente direttamente dalle Tremiti, per appoggiare la causa molisana. “Sono qui per protestare come comune cittadino, come uno di voi, e non come artista, contro una scelta scellerata e ingiustificata – ha precisato –Non avrei mai immaginato che a distanza di più di 30 anni dalla composizione musicale “ Come è profondo il mare “, che ho composto ammirando il panorama stupendo che questo territorio può offrire, mi sarei ritrovato qui, a difenderlo dal pericolo delle trivellazioni.”
Nelle prossime settimane, il cantautore porterà la protesta- nelle veci di ambasciatore- a Bruxelles, come richiesto dall’Eurodeputato pugliese Tatarella.
Parere unanime contro le trivellazioni dei Governi regionali di Abruzzo, Molise e Puglia, che hanno ribadito a chiare lettere .“L’idea di trasformare le coste adriatiche nella più vasta area di ricerca ed estrazione di idrocarburi del paese, crea una prospettiva nefasta che muterebbe radicalmente la qualità ambientale delle aree interessate”. Di questa idea sono i rappresentanti del governo regionale Pugliese, guidati dal presidente del Consiglio Introna che ha voluto ribadire come l’operato del nostro consiglio regionale , abbia da tempo intrapreso una direzione opposta verso un’idea di sviluppo ecosostenibile. Affermando che “si tratta di un modello di sviluppo sbagliato e contrastante con gli sforzi sin qui compiuti in queste regioni in direzione di una riconversione economica orientata verso la sostenibilità e la valorizzazione delle risorse ambientali. La presenza delle piattaforme petrolifere, inoltre, non risolverebbe i problemi di occupazione che da tempo attanagliano l’area, ma ne aumenterebbero le dimensioni creando una crisi del settore agricolo-turistico, avendo negative ripercussioni sul tessuto socio-economico pugliese, come ci dimostra anche la Basilicata dove si estrae petrolio gratis e si inquina, e le famose royalites non vengono mai versate.”
“ Infine- ha dichiarato lo stesso Introna concludendo il suo intervento -il tratto di Mar Adriatico di fronte alle coste pugliesi e abruzzesi sembra essere quello che attira maggiormente le attenzioni delle compagnie petrolifere, in gran parte straniere, sebbene il petrolio del basso Adriatico sia di cattiva qualità: è bituminoso, ha un alto grado di idrocarburi pesanti, è ricco di zolfo.I potenziali giacimenti sotto l'Adriatico, non sono certo così ricchi da poter in alcun modo influire sull'indipendenza energetica del nostro Paese, infatti si stima che non coprirebbero che uno sfruttamento di soli 20 mesi e dunque non porteranno nessun vantaggio economico ai cittadini,che causerebbe invece un danno enorme in termini ambientali, e a farne le spese sarebbe in primo luogo il turismo, che riceverebbe un colpo durissimo se di fronte a coste bellissime sorgessero mostri di acciaio che spingono sulle rive bitume e catrame, per questo motivo ci opporremo con tutte le nostre forze e con tutti gli strumenti legislativi che possiamo mettere in atto, portando la protesta se dovesse essere necessario anche a Roma sotto Montecitorio con tutti voi".
L’invito è rivolto al Ministro Prestigiacomo: ritirare il provvedimento
Presente il Comitano "NO Petrolio, Sì energie rinnovabili".
Continua la battaglia per dire “No alle trivellazioni nel basso Adriatico”, contro il decreto n. 126 del 29 marzo 2011, che le autorizza nell’arcipelago delle Isole Tremiti.
Si è svolta ieri la mobilitazione generale di Termoli, allo scopo di portare all’attenzione della nazione la questione “piattaforme petrolifere”.
La cittadina molisana ha contato la presenza di circa tremila persone, provenienti dalla Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata, ma anche dal Veneto e dalla Romagna.
La protesta ha preso corpo alle ore 10 nel porto di Termoli, dove si sono incontrati e radunati tutti i manifestanti. Molti i cittadini presenti, i politici, sia regionali che nazionali ed europarlamentari di entrambi gli schieramenti. Non potevano mancare le tantissime associazioni ambientaliste e culturali, tra le quali il Comitato Monopolitano No petrolio Si Energie rinnovabili.
I manifestanti si sono mossi in corteo verso il Centro storico, per poi raggiungere la spiaggia del lungomare nord, dove è stato inscenato uno flash- mob, con il quale è stato inscenato uno spiaggiamento simbolico, in ricordo di quello dei capodogli accaduto a Foce Varano.
Significativa la presenza dei politici: tutti hanno- ideologicamente- appoggiato le ragioni della protesta. Ma nei fatti- hanno fatto notare molti dei presenti- per diversi rappresentanti, i discorsi di condivisione, sarebbero solo “belle parole”, in vista delle prossime elezioni. Emblematico l’esempio dell’eurodeputato barese Tatarella, il quale ha dichiarato di appoggiare questa lotta, ma che mai, sino ad oggi, è intervenuto in maniera decisa nei confronti del Governo.
Come annunciato, anche Lucio Dalla ha presenziato alla manifestazione. Il cantautore, è sbarcato sul molo del porto, con una nave proveniente direttamente dalle Tremiti, per appoggiare la causa molisana. “Sono qui per protestare come comune cittadino, come uno di voi, e non come artista, contro una scelta scellerata e ingiustificata – ha precisato –Non avrei mai immaginato che a distanza di più di 30 anni dalla composizione musicale “ Come è profondo il mare “, che ho composto ammirando il panorama stupendo che questo territorio può offrire, mi sarei ritrovato qui, a difenderlo dal pericolo delle trivellazioni.”
Nelle prossime settimane, il cantautore porterà la protesta- nelle veci di ambasciatore- a Bruxelles, come richiesto dall’Eurodeputato pugliese Tatarella.
Parere unanime contro le trivellazioni dei Governi regionali di Abruzzo, Molise e Puglia, che hanno ribadito a chiare lettere .“L’idea di trasformare le coste adriatiche nella più vasta area di ricerca ed estrazione di idrocarburi del paese, crea una prospettiva nefasta che muterebbe radicalmente la qualità ambientale delle aree interessate”.
Di questa idea sono i rappresentanti del governo regionale Pugliese, guidati dal presidente del Consiglio Introna che ha voluto ribadire come l’operato del nostro consiglio regionale , abbia da tempo intrapreso una direzione opposta verso un’idea di sviluppo ecosostenibile. Affermando che “si tratta di un modello di sviluppo sbagliato e contrastante con gli sforzi sin qui compiuti in queste regioni in direzione di una riconversione economica orientata verso la sostenibilità e la valorizzazione delle risorse ambientali. La presenza delle piattaforme petrolifere, inoltre, non risolverebbe i problemi di occupazione che da tempo attanagliano l’area, ma ne aumenterebbero le dimensioni creando una crisi del settore agricolo-turistico, avendo negative ripercussioni sul tessuto socio-economico pugliese, come ci dimostra anche la Basilicata dove si estrae petrolio gratis e si inquina, e le famose royalites non vengono mai versate.”
“ Infine- ha dichiarato lo stesso Introna concludendo il suo intervento -il tratto di Mar Adriatico di fronte alle coste pugliesi e abruzzesi sembra essere quello che attira maggiormente le attenzioni delle compagnie petrolifere, in gran parte straniere, sebbene il petrolio del basso Adriatico sia di cattiva qualità: è bituminoso, ha un alto grado di idrocarburi pesanti, è ricco di zolfo.I potenziali giacimenti sotto l'Adriatico, non sono certo così ricchi da poter in alcun modo influire sull'indipendenza energetica del nostro Paese, infatti si stima che non coprirebbero che uno sfruttamento di soli 20 mesi e dunque non porteranno nessun vantaggio economico ai cittadini,che causerebbe invece un danno enorme in termini ambientali, e a farne le spese sarebbe in primo luogo il turismo, che riceverebbe un colpo durissimo se di fronte a coste bellissime sorgessero mostri di acciaio che spingono sulle rive bitume e catrame, per questo motivo ci opporremo con tutte le nostre forze e con tutti gli strumenti legislativi che possiamo mettere in atto, portando la protesta se dovesse essere necessario anche a Roma sotto Montecitorio con tutti voi".
L’invito è rivolto al Ministro Prestigiacomo: ritirare il provvedimento.
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