Il Sindaco apre le braccia al figliol prodigo.
Il decreto per riportare il pluri-acclamato assessore Zaccaria tra gli uomini della giunta Romani, non è stato ancora emesso, ma il sindaco sembra aver espresso ormai la sua volontà: massima fiducia nei riguardi dell’assessore dimissionario. E conseguente riammissione.
Il decreto sarà emesso solo quando Domenico Zaccaria avrà “formalizzato” le motivazioni delle dimissioni (non specificate nella lettera protocollata). Ma il sindaco è ottimista: “Se, come io penso, la scintilla è stata il rischio di non partecipare al bando sull’impianistica- ha dichiarato ai taccuini del Fax- poiché il motivo è scongiurato, essendo venuto meno il motivo del gesto che io ovviamente non ho condiviso, è ovvio che la situazione rientrerà”.
Emilio Romani sembra convinto: Zaccaria si è dimesso per delle incomprensioni con il dirigente Colacicco, generate dalla (scongiurata) non- partecipazione al bando per ottenere i fondi necessari all’acquisto della tensostruttura. Scongiurato il pericolo, con la partecipazione al bando in extremis, le dimissioni non hanno più motivo di esistere.
Peccato che il coordinatore di maggioranza Antonio Napolitano e lo stesso Domenico Zaccaria, abbiano ravvisato in queste dimissioni un disagio molto più profondo (che è evidentemente sfuggito all’occhio acuto del sindaco), di un semplice bando.
Mentre Napolitano parlava di un problema di rapporti tra l’assessore ed i dirigenti, Zaccaria individuava un malessere maturato negli anni di governo della città: “Credo che le mie dimissioni- dichiarava l’assessore allo Sport in una nostra intervista- sarebbero potute arrivare anche qualche mese prima del 29 aprile. Ho sempre rinviato questa decisione per il senso di responsabilità nei confronti delle associazioni sportive che aspettano delle risposte”.
Un’intervista nella quale chiedeva al sindaco anche di essere “garantito” nelle sue funzioni: “Prima parlavo della tensostruttura: bene se tutti abbiamo condiviso la priorità che riveste questa struttura, allora l’approccio non può essere uguale per tutte le altre opere. Si deve dare un approccio tecnico di priorità. In questo senso vorrei essere garantito nel mio ruolo”.
Problemi ben più profondi di un semplice bando, che non ha rappresentato “la scintilla”, come ipotizzato dal sindaco, ma, probabilmente, solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
La situazione si delinea anche più complessa, leggendo la nota scritta dall’assessore ai Lavori Pubblici Alberto Pasqualone in “difesa” del dirigente Colacicco. “Per onore di verità- scrive Pasqualone in un passaggio- è doveroso da parte del sottoscritto evidenziare con forza, che , mai l’ing. Colacicco ha inteso interferire nelle scelte politiche di questa amministrazione”. Una precisazione che lascia largo spazio alle interpretazioni, e che riconduce al meccanismo sottile del braccio di ferro tra classe politica e dirigente, spesso si palesato involontariamente nell’implicito palleggio di accuse tra politici e dirigenti.
In ogni caso, formalmente, a quanto pare, l’assessore allo Sport Domenico Zaccaria si è dimesso per un bando. Con la partecipazione al bando, tutto si è risolto. Parola di sindaco.
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Commenti
Dimettersi irrevocabilmente significa essere uomini e coerenti
Si commenta da sola. Speriamo tornino tutti a casa!
Grazie Romani.
Vi siete dimenticati degli assessori allo sport Lanzillotta e Lapertosa, quanti soldi davano ai Ladisa ???
E' tutta una farsa , tutta una sceneggiata!! Bravo assessore Pasqualone, hai portato alla luce la verità, che tutti sapevamo ma che solo il sindaco fa finta di non sapere!!! Queste sono le dimissioni di piripicchio!!!