Il progettista “del pubblico e del privato”.
"C'è qualcosa che non quadra"
“I giornalisti conoscono un’unica parola: cementificazione”. Così il prof. Federico Oliva - progettista del Pug- tentò di spegnere gli argomenti apparsi sulle testate giornalistiche, in merito al Pug.
Contrada Capitolo è (non diciamo cementificata, eh...) "abbellita" da ville e villette che ostruiscono la visuale. Che chiudono il lungomare. Che trasformano la contrada del mare in una lunga strada senza spiagge, fatta di brillante cemento e sfavillanti giardini. Sarà per questo che conosciamo bene il cemento. E sappiamo riconoscerlo.
Anche il porto ha il suo valore. Una casa sul “waterfront portuale” decorata con piazzetta e negozietti, fa gola. E se a separare il porto pubblico dalla residenzialità privata c’è una linea di confine, come via Nazario Sauro, che si fa? Si inventa un progetto (schema d’assetto) nel quale questa via sparisce e tutte le volumetrie atterrano in una grande distesa. Tolta la strada, eliminato il problema. Con la gomma per cancellare...così, un po' come i pennarelli di progettisti distratti del Pug...stampe sbagliate. Capita.
E’ il caso dell’area P1 del Pug (quella della cementeria, per intenderci), elaborata – d’accordo con il Comune- dai privati Italcementi ed Oleifici Marasciulo (beneficiari delle volumetrie in questione) e vincolata da una convenzione stipulata e sottoscritta dal Comune di Monopoli. Alla stesura del progetto avrebbe partecipato anche il padre del Piano Urbanistico, Oliva, espertissimo, in merito ai vincoli dello stesso.
Il progetto, presentato alla città alla presenza del co- pianificatore Oliva, era ormai pronto per l’approvazione con una delibera di giunta, quando una parte della maggioranza “impertinente” ha chiesto al sindaco di ritirare il provvedimento, esprimendo dei dubbi (per la prima volta in tre anni!).
I dubbi sono stati riferiti successivamente allo stesso prof. Oliva, ed all’ing. Rotondo, in una riunione con i capigruppo. “Oliva- riferisce il coordinatore di maggioranza Antonio Napolitano- guardando velocemente lo schema di assetto, ha individuato alcune anomalie: ad occhio non sembra che al Comune sarà ceduta un’area pari al 50%. Sembra anche che sarebbero state occupate le aree demaniali. Questi elementi sono da verificare”.
Infine un’osservazione politica: “Se devo pianificare la zona a monte di via Nazario Sauro- ha proseguito Napolitano- mi sembra opportuno, se non d’obbligo che venga pianificata anche quella a valle, quindi capire cosa si vuol fare del pubblico, prima dello schema d’assetto del privato. Quindi, l’assessore alle attività marinare, insieme agli altri organi, dovrebbe capire cosa si vuol fare di quella parte pubblica. Capire quale sarà lo scenario”.
La critica, arrivata dall’interno della maggioranza, ed accolta dal coordinatore, avrebbe dunque sortito degli effetti: un passo indietro su uno schema d’assetto “dubbio”.
“Da momento critico- ha rilevato il coordinatore- ci siamo trovati in un momento piacevole, momento di altissimo confronto. E credo che a questo punto sia stato un bene aver forzato il ritiro del provvedimento”.
Uno schema d’assetto contestato dallo stesso assessore alle Attività marinare Giuseppe Spinosa, il quale auspicava semplicemente “il rispetto del Pug”, compreso il rispetto della linea di confine di via Nazario Sauro. Via il cemento privato dal porto.
“Sono convinto- aveva dichiarato l’assessore- che il progetto sarà modificato”.
Non ci crede Giampiero Risimini, capogruppo del Pd, il quale aveva già da tempo segnalato la pericolosità di una convenzione con i privati, nella quale non era stato inserito alcun obbligo di rispetto del Pug, tanto meno di pianificazione della parte pubblica.
“La grande bugia- ha replicato Risimini- è che quello schema d’assetto sarà rivisto. Io credo che su questa cosa stiano giocando. Il sindaco, nella fase di preparazione di quello schema d’assetto, avrà partecipato, come i progettisti del Pug. Io credo che sia stato condiviso da tutte le parti che lo hanno sottoscritto, tant’è vero che l’ha sottoscritto anche Marasciulo che ha presentato ricorso contro il PUG: evidentemente qualcuno ha suggerito all’Italcementi di fare uno schema che andasse anche in quella direzione”.
Dalla presentazione del progetto, infatti, il Comune non ha prodotto “il becco di un’osservazione”.
“E’ tutto molto strano- rileva Risimini- Il sindaco per frenare questa ondata di dissenso, che si nutre di una componente politica, si è preso un paio di settimane per dimostrare che alternative non ce ne sono”.
SE IL PROGETTISTA SI DISTAE…
Il prof. Oliva, progettista del Piano Urbanistico, avrebbe quindi partecipato alla stesura del progetto dei privati Italcementi e Marasciulo. Ma come ha fatto allora a non accorgersi degli errori macroscopici poi rilevati?
“C’è una cosa che non mi quadra. Questo schema d’assetto- ricorda Risimini- è stato progettato, condiviso, impostato, anche da Oliva, il progettista del PUG. Tant’è vero che l’ ha promosso. La cosa strana, inoltre, è che Oliva ha l’incarico di pianificare le aree destinate a servizi, quindi sta preparando un piano dei servizi nelle quale dovrebbe delineare le aree per servizi. Intanto aveva il compito di immaginare questo schema pianificato con l’Italcementi”.
Nessuna stranezza secondo Napolitano: “L’architetto che ha redatto il progetto fa parte del suo enturage, ma non lui. Io ero presente quando abbiamo mosso delle critiche. Oliva e Rotondo hanno subito dato ragione a chi aveva delle perplessità”.
Eppure Oliva era lì, alla presentazione dello schema d’assetto. Alla presentazione delle “due vele” (due alti grattacieli sul porto) e della piazza che avrebbe cancellato via Nazario Sauro. Ma niente! In quel momento Oliva non aveva rilevato stranezze. Una gigantografia proiettata nella sala delle terre Parlanti. Il progetto spiegato minuziosamente da Gabrio Rossi. Ma Oliva…niente. Non aveva notato stranezze.
“Alla luce della nuova verifica – ci ha rassicurati Napolitano- abbiamo quasi certezza di credere che quelle due vele, rientreranno di parecchio come sbilanciamento verso la zona portuale”.
Categorico Giampiero Risimini: “Le residenze devono tornare a monte di via Nazario Sauro. La violazione è l’eliminazione di via nazario sauro. Non esiste arretrare di un poco”.
Resta il dubbio: possibile che lo spirito di osservazione dei nostri brillanti consiglieri superi quello del progettista del Pug?
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Commenti
Guardate che da Bergamo a Milano ci sono "solo" 50 chilometri.
CENTRATO IN PIENO !
INFORMATEVI e non fatevi abbindolare da voci
sei sempre il solito.
Non scherzate!!!!!
il resto son chiacchiere
Dite a risimini che quando l'assetto sarà rivisto dovrà fare le sue scuse a romani.