a proposito dell’approccio suggerito dal consigliere Paolo Leoci (cioè il tentativo di far modificare la legge regionale n. 14/2007, per la necessità, a suo dire, di ottimizzarla – ora condivisa anche da Confagricoltura – in quanto legge ritenuta d’impatto negativo sul nostro territorio olivetato) mi consenta di rimarcare forti timori che potrebbero mutare nel tempo i connotati dei nostri magnifici e unici oliveti secolari. Che non costituiscono, come erroneamente si pensa, esclusiva proprietà degli agricoltori, ma anche patrimonio ambientale della Nazione, da tutelare e conservare con qualsiasi mezzo. Qui entra in ballo anche, e soprattutto, il turismo. Come sappiamo, sono cambiate da un bel po’ le abitudini della famiglia pugliese, da quando usava trascorrere la settimana di vacanza (bianca d’inverno o verde d’estate) sulle Dolomiti, grazie all’accresciuta visibilità della Puglia turistica nel contesto interno e internazionale. Dal ché possiamo affermare, senza alcuna ombra di dubbio, che la promozione dei suoi touroperator è, come dire, diventata adulta. Ed è cresciuta parecchio anche la scelta del nostro vacanziere in uscita. Tuttavia sembra che la maniera di attrarre, oggi, quello in entrata non riesca ancora a raggiungere l’optimum, nel senso che mancherebbe quel “tocco” fantasioso che caratterizza invece altre regioni che, non potendo vantare peculiarità territoriali più accattivanti delle nostre, ne inventano di tutti i colori. Per esempio, si afferma che la vacanza in montagna offra un senso in più: quello della mente che sente l’infinito, la pace. Infatti, la dimostrazione che le Alpi facciano bene alla salute e alla crescita economica e sociale delle sue popolazioni, ci viene fornita addirittura dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità). Sono convinto che quelle rosee montagne predispongano il turista alla contemplazione e alla meditazione. Ma, vogliamo mettere la nostra distensiva Puglia pianeggiante, baciata da un mare che più azzurro non si può? Dove è possibile provare ugualmente quel senso in più, ammirando la mostruosa bellezza di un tronco d’albero d’ulivo millenario e, nello stesso tempo, udire l’armonico fruscio al vento della sua possente chioma argentata, sentire il penetrante odore delle drupe mature, toccare con mano la secolare scabrosità della sua corteccia, e gustare la dolce bontà di una fragrante bruschetta di pane casereccio alla brace, condita con il suo inconfondibile olio extravergine? Non si parla più ormai di settimana bianca o verde in montagna, ma molto più semplicemente vivere una vacanza in campagna per apprezzarne l’aria fine, i prodotti genuini comprati e degustati in loco e, soprattutto, ammirarne i suoi patriarcali oliveti monumentali. Perciò, se è vero che l’art. 9 della nostra Costituzione, tra l’altro, “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, andiamoci piano nel voler modificare leggi che potrebbero trasformare in malo modo il nostro territorio. Senza la cui attrattiva se ne perderebbe anima, interesse turistico e si darebbe un calcio mortale alla loro storia millenaria. Nella seconda metà del Novecento è stato fatto di tutto per cementificare arenili, centri urbani e periferie ormai completamente congestionati. Vogliamo adesso cominciare a cementificare anche gli oliveti secolari delle nostre campagne?
Cordiali saluti,
Franco Muolo
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Commenti
Franco Muolo
Devo trarre delle conclusioni:
I Che la legge va rivista senza partigianeria e che i Suoi dubbi a questo punto non sono sulla delibera Leoci che chiede di rivederla, ma sulla legge che va rivista;
II Che il Suo scritto "l'articolo intendo" è un apprezzabilissimo lavoro letterario e poetico sulle sculture viventi lavorate dal tempo che sono i fusti degli ulivi plurisecolari, custoditi grazie agli agricoltori;
III Che tutto quanto di immensamente e eternamente bello ho riportato al punto II non è contemplato e garantito dalla L. R. 14-2007.
Siamo in seconda pagina, saluto davvero.
Alti i cuori
Il secondo problema che Lei solleva è riferito alle destinazioni urbanistiche, per quanto riguarda questo aspetto il dato a mio avviso è più preoccupante, stando alle nta dei vincoli di paesaggio (putt/p) questi decadono nei territori costruiti, le zone residenziali 6/7 del prg piccinato, come confermate nel pug oliva vengono considerate territori costruiti e quindi esenti da tali vincoli, mentre gli uliveti monumenteli che stanno rilevando sono equiparati all'art 3-14 .4 del putt/p, pertanto le intere particelle catastali saranno sottoposte a tale vincolo paesaggistico e ciò accadrà anche nei territori costruiti, quindi nelle zone residenziali, per attività produttive, turistiche, pip, funzioni agricole, multifunzionali (34e35/p). Praticamente tutte, quindi dare tante diverse destinazioni urbanistiche non è servito a nulla. In caso di rilevati uliveti monumentali si potranno realizzare solo piccole rimesse per riparere dalle intemperie le reti, le scale (che non sono più a norma), nessun impianto serricolo, u6/1, u6/2, u6/3. Infine la delibera di Leoci non dice nulla di categorico, chiede di far convocare il tavolo tecnico per ottimizzare questa legge che si prefigge di tutelare e valorizzare, però senza alcuna zonizzazione e senza reali finanziamenti non si valorizza nulla e quindi non si tutela. Aumentano sempre di più i terreni che per mancanza di reddito non vengono coltivati, s'insediano le malerbe con le pioggie autunnali e invernali, in estate disseccano, rischio incendio: ADDIO OLIVETO! Questi sono alcuni dei miei DUBBI. Saluti
ella non ha ragione di temere alcun che, non è così importante come presume.
il suo smisurato ego è irrefrenabile.
per quanto riguarda i numeri, non credo che la validità di una iniziativa sia proporzionale al numero degli intervenuti, legga il "suo" fax, legga cosa dice coldiretti. con lei c'era confagricoltura? petruzzi ha le vacche non gli ulivi.
per quel che mi riguarda, sono fiero di aver messo a disposizione degli agricoltori monopolitani la massima autorità del loro settore.
il mio linguaggio non deve pagare, non ha bisogno di remunerazioni, deve solo illustrare la realtà, quello che è, non quello che piace.
i suoi tre anni di amministratore, non evidenziano cambiamenti significativi di monopoli, il suo impegno per l'agro frutta gli iperpropagandati "patentini" e le frittelle con la ricotta forte al borgo, naturalmente meriti da condividere col l'ex ass. all'agricoltura sportiva.
non sono nemmeno un capo, lascio ad ella l'incombenza, sono solo un cittadino che si impegna al servizio dei suoi simili, ella per fare il servizio ai cittadini.
le devo altresì riconoscere, grande scaltrezza in questa faccenda, il boss è nell'angolo, deve far votare la delibera, segnando così l'inizio della sua fine.
ella potrà sostituirsi a lui nella continuità del sistema.
"tutto cambia perchè nulla cambi".
caro franco e caro carlo,
noi sognamo un futuro migliore, questi quaquaraqqua solo un presente di squallido potere fine a se stesso.
- i timori che potrebbero mutare nel tempo i connotati dei nostri magnifici e unici oliveti secolari;
- la mancanza di quel “tocco” fantasioso che caratterizza invece altre regioni;
- e, infine: Nella seconda metà del Novecento è stato fatto di tutto per cementificare arenili, centri urbani e periferie ormai completamente congestionati. Vogliamo adesso cominciare a cementificare anche gli oliveti secolari delle nostre campagne?
Perciò, io chiedo soltanto che i politici che ci rappresentano facciano tutto il possibile per diradare questi miei dubbi! Grazie e saluti a tutti.
Saluti.
Attenzione peró: ancora piú grave é che in 20-30 anni le campagne monopolitane non abbiano partorito alcun "portavoce", o "leader" ma ricadono nel tranello del politico-rappresentante che contemporaneamente é giudice e parte in causa (aberrante).
Non mi sorprende che le riunioni del Cons. Leoci siano affollate, perché la logica (diciamo la veritá, talvolta opportunistica) dietro alle "menti" degli agricoltori é la stessa di 30 anni fa!Come dicevo in un post precedente, i "giovani" agricoltori hanno gli stessi miti, le stesse identiche idee dei loro padri: chiaro che si ritrovano piú in un "capo popolo" che in chi con ostinazione preferisce portarli a un atteggiamento critico e maturo.
Che Martellotta si sia fatto fregare, é scontato; piú aberrante é che gli agricoltori siano nuovamente cieco strumento della politica, passando dalle placide balene bianche, agli squali.
Angelo, perché l'esperienza dell'ATR é fallita? Ci ho riflettuto a lungo, e credo che molte delle risposte siano tra queste righe. Non ci si puó emozionare, con questa realtá. Qualche settimana fa ho assistito a una manifestazione di "campesinos" qui a Veracruz: machete alla mano, petto desnudo, poche semplici richieste: DIGNITÁ e RISPETTO delle promesse. Una strada, una scuola, un piccolo ospedale. I loro líder non sono colletti bianchi: é gente della piú umile, magari piú cocciuta e con facilitá di parola, che rischia la pelle ogni giorno (qui non si fanno molti scrupoli).
Chiudo la parentesi "romantica" e saluto tutti.
come sempre, io, come voi, ci metto la "faccia" firmandomi.
chi si occupa di agricoltura e ha la fortuna di viaggiare, ho addirittura nel caso di carlo, il privilegio di vivere in un paese "emergente", sa che la nostra agricoltura, in regime di libero mercato, è spacciata.
non possiamo competere sui mercati internazionali.
l'ananas, venti anni fa era un lusso, ora costa meno delle nostre arance.
non c'è spazio alla discussione.
importiamo tutto, importeremo sempre di più, non esporteremo più alcun che , se non pochi prodotti di assoluta eccellenza, che non giustificano però, l'esistenza in vita del nostro settore primario.
cosa non possiamo importare?
i voti, amici miei, unico "prodotto agricolo", nell'interesse di "alti cuori".
il quale, dopo il mercimonio delle osservazioni sulle lame, si appresta a carpire il consenso di quelli che lui, molto amabilmente usa chiamare "rurales", gabbandoli con un nuovo spauracchio, la 14/2007.
condimento del tutto, la menzogna, il suo principale strumento di propaganda.
la legge non è stata approvata in fretta, anzi, ci sono pacchi di verbali di conferenze di servizio, ove ci sono in calce le firme dei responsabili regionali di c.i.a coldiretti e confagricoltura.
la legge è stata approvata all'unanimità, compreso giovanni cpertino, cons. reg. sicuramente monopolitano, indubitabilmente conoscitore dell'agro.
devo riconoscere a questo spregiudicato politicante, il merito di aver gabbato "il capo dei capi".
caro carlo, tuo zio s'è fatto fregare, se il figlio, il nipote e i suoi "picciotti", votano contro le delibera, scatenano un casino, mettendo in pericolo gli interessi milionari che hanno nel p.u.e.
se votano a favore, hanno creato il mostro, cioè il soggetto che può mettere in dubbio il predominio, fin ora indiscusso, del "boss" nel "mandamento" dell'agro.
come avete potuto notare, nel dibattito, quando si confronta con "tifosi" e "blogger" di basso livello, mette in luce il suo inegualiabile "gioco delle tre carte", non appena il livello culturale e la personalità si elevano balbetta.
carlo, noi lo conosciamo bene, per questo abbiamo imparato a non fidarci di lui....