Il discorso pronunciato da Giacomo Rizzo prima
della discussione del punto all'ordine del giorno
Signor Sindaco, Signori Consiglieri,
nel corso della mia breve esperienza politica, non credo di aver vissuto un altro momento in cui sono stato così sereno e convinto di quello che dovevo fare. Ho avuto spesso incertezze e dubbi, contrasti e perplessità, difficoltà di scelta. Ma questa volta ho la mente serena perché so cosa devo fare.
Mi sia consentito però, prima di farlo, una breve riflessione su tutta questa vicenda, dove volteggiano avvoltoi, anche istituzionali, vigliacchi e uomini con la “ u” minuscola.
Certo non sono un giurista e quindi cercherò di rifuggire la tentazione di nascondermi dietro cavilli e codicilli.
Non lo farò ora e non l’ho fatto quando questa storia è iniziata, qualche mese fa.
Al contrario di tanti, di coloro che hanno commentato, criticato, offeso ed attaccato in maniera indegna coloro che, anche con gran dose di coraggio, hanno tirato fuori questa storia e coloro che hanno chiesto di fare chiarezza, io ritengo che tutta questa vicenda abbia molto a che fare con la politica, con la trasparenza, con l’esemplarità che gli uomini politici comunque devono avere.
Ed allora esprimo ammirazione e rispetto per coloro che hanno portato a conoscenza dell’opinione pubblica questo problema, rispetto e comprensione per chi, nello svolgimento del proprio ruolo politico ( e mi riferisco al Pd, Sel e al coordinatore di Io Sud), ha ritenuto di dover chiedere un approfondimento agli organi competenti.
Io credo che abbiano fatto bene, perché la politica è anche questo, forse soprattutto questa.
E ciò significa indulgere ad una politica fatta di pettegolezzi e di gossip, non significa scavare nella vita privata delle persone. Significa solo che i politici, prima e più di altri, devono essere trasparenti e lineari e di questo devono sempre dar conto ai loro elettori ed all’opinione pubblica.
Ed in questa ottica io mi sottoponga tranquillo e sereno al giudizio degli elettori e di chi mi conosce, affrontando responsabilmente i rischi che questa trasparenza impone a me come agli altri.
Però tutta questa storia lascia in me molte fasi scure e ombre, che spero qualcuno riuscirò a diradare.
E’ iniziata con molti protagonisti anonimi, è proseguita nel riserbo relativo gestito da chi passava le notizie e le informazioni con il misurino agli amici, e nel silenzio assoluto verso gli avversari, con la complicità di qualche istituzione che avrebbe dovuto oggi più che mai essere imparziale e limpida nei suoi comportamenti.
E’ iniziata con molti protagonisti anonimi ed è terminata con una vittima scelta.
Così giusto per illudere l’opinione pubblica e consegnare l’immagine di una classe politica limpida e pulita, tra i quali si annida un pericoloso evasore, Giacomo Rizzo.
Forse questa conclusione appaga la rabbia ed il rancore di qualcuno, forse attraverso me si vuole punire il coraggio di chi ha denunciato questa situazione, meglio ancora forse si vuole punire chi politicamente ha chiesto di fare chiarezza.
Ma io penso che chi si è opportunamente nascosto con mille artifici, tra dimissioni assessorili quanto mai opportune, pagamenti dell’ultima ora, sottili distinzioni tra tasse statali e tasse comunali, chi si rifugia dietro uno scudo falso ed ipocrita della riservatezza, per nascondere che esponenti del governo cittadino subiscono anche pignoramenti del proprio stipendio eppure amministrano questa città, oggi non potrà gioire e soprattutto non potrà ritenersi immune da responsabilità politiche nei confronti della città, non potrà pensare di essere a posto.
Perché vi è una incompatibilità tecnica, ma oltre questo vi è una incompatibilità politica e morale, che sfugge e si sottrae ai cavilli ed ai codici.
Io credo che la contestazione che oggi mi viene mossa è stata pensata e realizzata con acredine, con rancore, con una rabbia e furia degna di altri momenti. Mi pare di poter dire che probabilmente, ma lascio anche a me stesso il beneficio del dubbio, il Comune di Monopoli non ha perso e non perderà una sola lira, un solo euro delle tasse da me dovuto. Ed allora probabilmente prima di portare questa delibera in aula e tentare di espormi al pubblico giudizio, era il casi di approfondire la questione e fare tutte le opportune verifiche, al termine del quale avrei assunto le mie decisioni responsabili.
Perché guardate di fronte a questo problema ed in un momento in cui la politica è scesa ai minimi livelli di considerazione e rispettabilità, non basta eccepire, arrivare all’ultimo momento, per appagare la propria coscienza. Bisogna dare degli esempi, bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni, come penso di dover e poter fare.
E come credo dovrebbero fare tutti quelli che, al mio pari, hanno avuto questo problema ed ora sono pacificamente nascosti dietro lo scudo della privacy, o della rincorsa al pagamento dell’ultima ora ed invece dovrebbero semplicemente dimostrare alla città che nello svolgimento del ruolo diu amministratori possono essere sereni e tranquilli e forse non lo sono.
Ed allora, io chiedo ai miei amici, ai miei colleghi di opposizione, a loro in particolare, perché gli altri hanno già dimostrato intenzioni e finalità di un provvedimento ritorsivo e vile ( e quindi loro facessero come credono), di votare sì alla contestazione per permettermi di superare l’ostacolo tecnico e dimostrare nei prossimi giorni che questa delibera non doveva arrivare in aula.
Serenamente chiedo a loro di dimostrare alla città ed a chi ci sta di fronte ed ha sapientemente orchestrato questa farsa che c’è ancora una buona politica, che sa offrire trasparenza ed essere inflessibile, in ogni caso.
Per conto mio ho solo voglia di dimostrare che questa delibera è una mera ritorsione, un inutile insulto, banalmente voluto per dimostrare che l’iniziativa politica di verifica è stata un boomerang, nella stupida illusione che oggi ci sia solo un colpevole.
E su questo voglio rassicurare i miei amici, non lo è. Non è lo mai quando si chiede chiarezza e rispetto della legalità.
E comunque alla fine, se riuscirò a dimostrarlo, un minuto dopo proverò a dimostrarvi che sono un uomo, e conosco la differenza tra incompatibilità formale ed incompatibilità politica e morale.
Grazie.
Giacomo Rizzo
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Commenti
E' che quando si accende il ventilatore poi il fango schizza dappertutto e può cogliere chiunque.
Strano questo discorso, guarda ad una parte sola, ma se il sig. Rizzo si trova in questa condizione, lo deve magari anche a qualcun'altro, che ancora si nasconde, da uomo d'onore qual è.
Quando c'è in ballo la propria dignità non è il momento di fare sconti a nessuno.
per la sinistra i comportamenti sono valutabili diversamente a seconda di quale coalizione appartieni
Mi sa tanto che Rizzo è la punta dell'iceberg.
ci sono si o no dichiarazioni mendaci all'atto dell'insediamento?
lavorate a Equitalia o all'ufficio tributi del comune?