Sabato 26 Maggio 2012
   
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I GIOVANI DEMOCRATICI HANNO LE IDEE CHIARE

gd

...e votano sì!

 

Il Referendum del 12 e 13 giugno sarà valido se andranno a votare  il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Per raggiungere il quorum servono più di 25 milioni di elettori. Non è impossibile raggiungerlo, basta volerlo ed impegnarsi per raggiungere tale obiettivo. Andare a votare è sinonimo di partecipazione, di cittadinanza attiva e un forte segnale di democrazia.

Quattro sono i quesiti referendari su acqua, nucleare e legittimo impedimento.

Ecco i rispettivi colori:

scheda rossa:  affidamento dei servizi pubblici, come la gestione dell’acqua ai privati

scheda gialla:  remunerazione in bolletta del capitale investito sull’acqua

scheda grigia:  costruzione di centrali nucleari su diversi territori del nostro paese

scheda verde:  legittimo impedimento di premier e ministri

I GD  hanno le idee chiare e votano 4 Sì. Votare Sì  per abrogare e dire No.

Il Referendum deve essere spoliticizzato. Non si vota pro o contro il governo perché i temi sono troppo importanti. Stiamo scegliendo un’idea di modello di sviluppo energetico e i disastri che accadono ci dovrebbero far riflettere. Stiamo votando per beni essenziali e fondamentali che devono mantenere la loro natura di bene comune come l’acqua  su cui non si può più speculare.

Nei due quesiti referendari sull’Acqua si chiede di abrogare l’art.23 bis del decreto legge 112 (Decreto Ronchi) che prevede l’abrogazione delle norme che obbligano l’affidamento  del controllo della gestione dei servizi pubblici locali a operatori privati (acqua, trasporti locali e rifiuti).

Il Decreto obbliga la cessione da parte dei comuni, delle società pubbliche che gestiscono il servizio idrico fino al 40% del pacchetto azionario. Mercato ghiotto che fa gola ai privati soprattutto per i 60 miliardi di investimenti  che smuoveranno nei prossimi 30 anni e si capisce perché i privati nella gestione dell’acqua non vedono l’ora di tuffarsi. I privati nel sistema idrico italiano( che non è solo acqua ma anche fognatura, depurazione, manutenzione dei cunicoli sotterranei) in alcune zone ci hanno già messo il piede cm esiti diversi  e spesso non positivi. Il servizio idrico italiano è al collasso, da 30 anni niente investimenti, perdite di acqua nella rete fra le più alte in Europa e 20 italiani su100 che scaricano direttamente in mare. Al sud 1 italiano su 2 non ha l’acqua depurata in casa. L’acqua bene comune è una risorsa globalmente limitata, per cui  non può essere sottoposta alle logiche di mercato e dei profitti (alti consumi, alti guadagni). Bisogna adeguare le strutture evitando la dispersione e puntando ad amministrazioni pubbliche virtuose per la gestione dell’acqua che va salvaguardata e risparmiata evitando gli sprechi.

Sul tema del Nucleare il referendum è nato a seguito del piano nucleare del governo. Un governo che dopo aver voluto il piano ha prima cercato di far cadere questo quesito prendendo tempo sull’onda emotiva di Fukushima e poi è ricorso alla Consulta dando agli italiani strumentalmente la garanzia che il nucleare non sarà fatto subito. La Consulta però ha bocciato il ricorso del governo e dunque la scheda grigia per votare ci sarà. Non si parla di continuare a ricercare nuove forme di nucleare che non abbiano il problema delle scorie ma di un modello facente capo a tecnologie superate, costosissime e che entreranno in funzione chissà quando. Nessuno ha mai palesemente comunicato i siti dove verranno costruite tali centrali e dove verranno stoccate le scorie. Non esiste alcuna tecnologia infallibile che metta al riparo dal rischio radioattivo. E’ quindi anacronistico oggi costruire centrali nucleari in Italia. Al contrario essa deve decidere definitivamente quale politica energetica adottare. E’ necessario lanciare una grande sfida di modernizzazione ed innovazione, capace di investire sulle rinnovabili, incrementando i posti occupazionali. La Germania con meno sole rispetto all’Italia ha fatto della Green Economy il suo cavallo di battaglia. In quest’ottica non stupisce che di recente ha deciso di non aprire più nuove centrali nucleari e di dismettere gradualmente anche quelle attualmente funzionanti. In Italia, invece, si tagliano gli incentivi nel settore delle rinnovabili bloccando lo sviluppo ecosostenibile. Il nucleare è rischioso e pone in sé un problema etico: egoismo del presente che non guarda al futuro delle prossime generazioni.

Riguardo il quesito sul Legittimo Impedimento: la legge è uguale per tutti e soprattutto le maggiori cariche dello Stato devono dare il buon esempio e sottoporsi ai processi rispettando la giustizia italiana. Tanto più quando l’articolo 230ter del Codice Penale prevede già la possibilità di ricorrere a questo strumento qualora tali cariche dello Stato siano impedite a partecipare a processi a loro carico per motivi istituzionali. Infatti quell’articolo dice espressamente che in quel caso il giudice firmando la richiesta di legittimo impedimento garantisce l’esercizio al diritto stesso di legittimo impedimento. Ciò che è incredibile è che con questo Decreto sottoposto a giudizio referendario si chieda in sostanza solamente di spostare dal giudice al Presidente del Consiglio la facoltà di decidere quando e come esercitare il legittimo impedimento. Una norma già presente dunque ma che come al solito si vuole “aggiustare” ad uso e consumo personale.

Per questi motivi i Giovani Democratici di Monopoli chiedono alla città di andare a votare 4 SI’ ai referendum del 12 e 13 giugno non solo per abrogare dei Decreti ma anche per ricominciare dall’inizio e sui giusti binari una discussione seria e serena sulle scelte di campo che devono riguardare il futuro del nostro Paese.

Commenti 

 
#2 Giggi 2011-06-11 15:53
I giovani normali pure: non vanno a votare.
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#1 azzo 2011-06-11 11:03
ma come mai amati non è favorevole all'acqua pubblica?
Come mai boccia non è favorevole all'acqua pubblica?
Che ne pensa dalema che avviò la privatizzazione dell'acqua in Puglia?
ANDATE A LAVORARE GIOVANI DEMOCRATICI.
Segnala all'amministratore
 

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