Sabato 26 Maggio 2012
   
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IDV: SPUNTA IL SEX- GATE. ZAZZERA DENUNCIATO!

pieffezeta2
RIPORTIAMO QUI DI SEGUITO UN ARTICOLO TRATTO

DAL PORTALE ESPRESSO.REPUBBLICA.IT

L'ARTICOLO RISALE AD OGGI, 16 GIUGNO 2011

Prestazioni sessuali in cambio di una promessa di lavoro in Parlamento.
A Bari una denuncia contro il senatore Pedica e l'onorevole Zazzera.
La donna parla apertamente di ricatti, ovviamente tutti da dimostrare

Non bastavano le recenti amarezze elettorali, a guastare il trionfo dell'Italia dei Valori ai referendum. Adesso c'è anche la denuncia presentata il 14 giugno alla Procura di Bari da Michele Cagnazzo, esperto di criminalità organizzata ed ex responsabile per l'Idv dell'Osservatorio pugliese sulla legalità.
La storia che emerge da queste pagine è un misto di sesso e politica, segreti e fragilità umane. Uno scenario tutto da dimostrare, naturalmente, al centro del quale si trova C. M., una donna di 31 anni che Cagnazzo incontra nell'aprile 2010 negli uffici baresi dell'Italia dei Valori.
"Dopo alcune frequentazioni", scrive nella denuncia, "mi accorsi del fatto che versava in uno stato di non indifferente alterazione emotiva", tant'è che in seguito, acquisita maggiore familiarità, "mi confidava di essere stata vittima di insistenti avances e ricatti da parte del senatore della Repubblica Stefano Pedica e del deputato Pierfelice Zazzera, entrambi iscritti all'Idv". Personaggi non secondari. Zazzera, 43 anni, all'epoca dei fatti era parlamentare Idv e coordinatore regionale del partito in Puglia. Mentre il senatore Pedica, 53 anni, ha una storia che parte dalla Democrazia cristiana, continua nell'Udr di Francesco Cossiga, e sfocia dopo la fondazione del Movimento cristiano democratici europei nel partito dipietrista.
"La stessa M.", scrive Cagnazzo, "mi riferiva che, avendo partecipato in qualità di simpatizzante a diversi dibattiti e conferenze, aveva conosciuto entrambi gli esponenti". E che tutti e due avrebbero iniziato, in tempi diversi, "a compulsarla con insistenti inviti e richieste di appuntamenti al di fuori dell'ordinaria attività politica". L'intenzione della donna ("Laureata in giurisprudenza e inoccupata") nell'accettare una serie di inviti, è a detta di Cagnazzo "comprendere se ci fossero opportunità di lavoro". Tant'è che Zazzera, "avendone carpito lo stato di necessità (...) continuò a tempestarla di telefonate e sms con ripetuti inviti a incontri clandestini", svoltisi all'hotel A. di Massafra (Taranto) "dal maggio 2009 all'ottobre 2009". Circostanze, recita la denuncia, che "si possono evincere benissimo dai registripresenze del suddetto albergo", e che comprenderebbero la promessa di Zazzera a M. "di farle ottenere un posto di lavoro presso l'ufficio legislativo del Parlamento ". In cambio, si legge, l'onorevole "chiedeva favori sessuali", e M., "per quanto mi ha riferito, proprio perché versava in gravi difficoltà (...) accettò di accondiscendere alle richieste". In questo contesto, dunque, va ambientata la seconda parte della vicenda.
A un certo punto, Cagnazzo racconta che Zazzera avrebbe invitato "M. a Roma presso il proprio alloggio privato dicendole che era necessaria la presenza di lei, sia perché consegnasse il curriculum, sia per sottoscrivere (...) documenti finalizzati a perfezionare un rapporto di lavoro". L'onorevole, anche in quei giorni, avrebbe chiesto alla donna "insistentemente prestazioni sessuali, promettendole in cambio il proprio definitivo interessamento per la stipula di un contratto". Dopodiché, scrive Cagnazzo, "M., per quanto mi ha riferito, accettò di avere ancora un rapporto sessuale". Sentendosi però precisare da Zazzera che, "se avesse voluto guadagnare definitivamente il ruolo, avrebbe dovuto dedicare le medesime attenzioni sessuali al senatore Pedica"; il quale, "secondo quanto disse Zazzera, avrebbe anche lui messo la buona parola". Il resto è presto sintetizzato.
Pedica, denuncia Cagnazzo, avrebbe raggiunto la donna all'hotel M. di Brindisi. Un incontro in cui "il senatore disse che per avere determinati benefici, avrebbe dovuto avere rapporti sessuali con lui". Da parte sua, si legge nella denuncia, "M. accettò ed ebbe, nel dicembre 2009, un rapporto sessuale con il senatore". E sarebbe stato il preludio di un ulteriore appuntamento, "sempre a fini sessuali, nel gennaio 2010". Finché, "constatando che nulla si muoveva sul fronte del lavoro, M. interruppe i rapporti anche telefonici con i due". Scoprendo in seguito, "con somma sorpresa, di risultare tra i candidati alle elezioni regionali 2010 per la Puglia, nella lista Idv, pur non avendo mai proposto né tantomento accettato la propria candidatura". Per quest'ultimo aspetto, riferisce Cagnazzo assistito dall'avvocato Renato Bucci, la signora "mi disse di essersi rivolta a un legale".
E sempre Cagnazzo, a seguito di questa vicenda, dichiara di essersi autosospeso da responsabile dell'Osservatorio Idv pugliese sulla legalità: "Cosa che avvenne nel maggio 2010".
Ora tocca agli inquirenti il non facile compito di scoprire che cosa sia veritiero, e cosa eventualmente no, in questa brutta vicenda. Una verifica che, per evidenti ragioni, si spera avvenga al più presto.
Non bastavano le recenti amarezze elettorali, a guastare il trionfo dell'Italia dei Valori ai referendum. Adesso c'è anche la denuncia presentata il 14 giugno alla Procura di Bari da Michele Cagnazzo, esperto di criminalità organizzata ed ex responsabile per l'Idv dell'Osservatorio pugliese sulla legalità.

La storia che emerge da queste pagine è un misto di sesso e politica, segreti e fragilità umane. Uno scenario tutto da dimostrare, naturalmente, al centro del quale si trova C. M., una donna di 31 anni che Cagnazzo incontra nell'aprile 2010 negli uffici baresi dell'Italia dei Valori.

"Dopo alcune frequentazioni", scrive nella denuncia, "mi accorsi del fatto che versava in uno stato di non indifferente alterazione emotiva", tant'è che in seguito, acquisita maggiore familiarità, "mi confidava di essere stata vittima di insistenti avances e ricatti da parte del senatore della Repubblica Stefano Pedica e del deputato Pierfelice Zazzera, entrambi iscritti all'Idv". Personaggi non secondari. Zazzera, 43 anni, all'epoca dei fatti era parlamentare Idv e coordinatore regionale del partito in Puglia. Mentre il senatore Pedica, 53 anni, ha una storia che parte dalla Democrazia cristiana, continua nell'Udr di Francesco Cossiga, e sfocia dopo la fondazione del Movimento cristiano democratici europei nel partito dipietrista.

"La stessa M.", scrive Cagnazzo, "mi riferiva che, avendo partecipato in qualità di simpatizzante a diversi dibattiti e conferenze, aveva conosciuto entrambi gli esponenti". E che tutti e due avrebbero iniziato, in tempi diversi, "a compulsarla con insistenti inviti e richieste di appuntamenti al di fuori dell'ordinaria attività politica". L'intenzione della donna ("Laureata in giurisprudenza e inoccupata") nell'accettare una serie di inviti, è a detta di Cagnazzo "comprendere se ci fossero opportunità di lavoro". Tant'è che Zazzera, "avendone carpito lo stato di necessità (...) continuò a tempestarla di telefonate e sms con ripetuti inviti a incontri clandestini", svoltisi all'hotel A. di Massafra (Taranto) "dal maggio 2009 all'ottobre 2009". Circostanze, recita la denuncia, che "si possono evincere benissimo dai registripresenze del suddetto albergo", e che comprenderebbero la promessa di Zazzera a M. "di farle ottenere un posto di lavoro presso l'ufficio legislativo del Parlamento ". In cambio, si legge, l'onorevole "chiedeva favori sessuali", e M., "per quanto mi ha riferito, proprio perché versava in gravi difficoltà (...) accettò di accondiscendere alle richieste". In questo contesto, dunque, va ambientata la seconda parte della vicenda.

A un certo punto, Cagnazzo racconta che Zazzera avrebbe invitato "M. a Roma presso il proprio alloggio privato dicendole che era necessaria la presenza di lei, sia perché consegnasse il curriculum, sia per sottoscrivere (...) documenti finalizzati a perfezionare un rapporto di lavoro". L'onorevole, anche in quei giorni, avrebbe chiesto alla donna "insistentemente prestazioni sessuali, promettendole in cambio il proprio definitivo interessamento per la stipula di un contratto". Dopodiché, scrive Cagnazzo, "M., per quanto mi ha riferito, accettò di avere ancora un rapporto sessuale". Sentendosi però precisare da Zazzera che, "se avesse voluto guadagnare definitivamente il ruolo, avrebbe dovuto dedicare le medesime attenzioni sessuali al senatore Pedica"; il quale, "secondo quanto disse Zazzera, avrebbe anche lui messo la buona parola". Il resto è presto sintetizzato.

Pedica, denuncia Cagnazzo, avrebbe raggiunto la donna all'hotel M. di Brindisi. Un incontro in cui "il senatore disse che per avere determinati benefici, avrebbe dovuto avere rapporti sessuali con lui". Da parte sua, si legge nella denuncia, "M. accettò ed ebbe, nel dicembre 2009, un rapporto sessuale con il senatore". E sarebbe stato il preludio di un ulteriore appuntamento, "sempre a fini sessuali, nel gennaio 2010". Finché, "constatando che nulla si muoveva sul fronte del lavoro, M. interruppe i rapporti anche telefonici con i due". Scoprendo in seguito, "con somma sorpresa, di risultare tra i candidati alle elezioni regionali 2010 per la Puglia, nella lista Idv, pur non avendo mai proposto né tantomento accettato la propria candidatura". Per quest'ultimo aspetto, riferisce Cagnazzo assistito dall'avvocato Renato Bucci, la signora "mi disse di essersi rivolta a un legale".

E sempre Cagnazzo, a seguito di questa vicenda, dichiara di essersi autosospeso da responsabile dell'Osservatorio Idv pugliese sulla legalità: "Cosa che avvenne nel maggio 2010".

Ora tocca agli inquirenti il non facile compito di scoprire che cosa sia veritiero, e cosa eventualmente no, in questa brutta vicenda. Una verifica che, per evidenti ragioni, si spera avvenga al più presto.

Commenti 

 
#31 Andrea brescia 2011-06-18 14:53
@ Giuliano,
Evidentemente nel post precedente era saltato un "qualora" che ora ha trovato posto. Ti saluto
Ab
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#30 giuliano petromilli 2011-06-18 09:30
x andrea brescia
porprio perchè garantista, conosco la differenza tra avviso di garanzia, rinvio a giudizio e semplice esposto e non sono un prostituito intellettualmente: ragiono con la mia testa. Ciò detto, ribadisco che, qualora i due parlamentari, fossero indagati, si porrebbe un problema di coerenza politica che dovrebbe portare alle loro dimissioni così, come sempre l'IdV ha affermato, sarebbero liberi e sereni di difendersi avendo fiducia nella Magistratura. Per inciso, se vuoi il mio parere personale, non credo che Pierfelice possa aver fatto quello che gli viene "contestato"; su Pedica, invece, sono molto dubbioso.
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#29 contemax 2011-06-17 23:43
riflessivo vivi nella metafisica applicata evidentemente.....
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#28 Riflessivo 2011-06-17 22:03
Ma và, a Monopoli la gente è furente x l'aumento T.A.R.S.U. è dal cilindro viene fuori questo diversivo x distogliere un pò l'attenzione e nello stesso intimorire che potrebbe cavalcare l'onda delle proteste...
Io indagherei sul "Piduismo" pugliese...
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#27 Cicerone 2011-06-17 16:40
Questo è il bunga bunga dei Di Pietro bois? io non ci credo. E' tutta una montatura. La solita macchina del fango dell'armata De Benedetti. I due parlamentari, galantuomini, non hanno mai chiesto favori sessuali a chicchessia, non hanno mai promesso posti alla camera in cambio di seratine a luci rosse. Se invitavano ragazze, era solo per trascorrere con loro cene eleganti. E se le aiutavano era per generosità, chi lo sa? forse pensavano fossero nipoti di Mubarak. E' facile fare ironia sull'Italia dei Calori, partito dei celoduri e puri, quelli che dicevano di avere la schiena dritta ed invece di dritto avevano sopratutto altro. Basta poco per finire nella macchina del fango. Coso ci importa delle loro relazioni e poi le accuse vanno dimostrate. Troppo facile gettare fango su due politici difensori dei valori (maschili), troppo facile ironizzare sui membri (e che membri) del Parlamento, giocare con il partito del don chisciotte lancia in resta. No, non ci stiamo: giù le mani dal bunga bunga dei ragazzi di Tonino: Stavolta vanno capiti, e vanno difesi. Del resto il loro slogan è sempre stato chiaro: più pene per tutti. (Giordano)
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#26 Andrea brescia 2011-06-17 14:35
Commentatori tutti...penso davvero che i film polizieschi facciano male alle persone. Caro Giuliano, Zazzera indagato? E da chi? Quando? La differenza tra esposto ed avviso di garanzia la conosciamo? E' stata aperta un'indagine? Chi è competente Dell'indagine? Leggo su alcuni titoli di articoli on line le cose più assurde....certo è comodo pescare nel torbido ed inventarsi gli assunti solo sulla base di rancori personali, specie se si parla dei politici idv. Scappate dalla prostituzione intellettuale, evitereste cattive figure. Saluti
Ab
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#25 non solo chiacchiere 2011-06-17 09:52
Ahhhh italia dei lavori meditate a tutto quello che avete detto fino a qualche giorno fa ***
Andate a nascondervi o lo faremo noi a causa vostra tra qualche giorno
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#24 giuliano petromilli 2011-06-17 08:02
per MM
sicuramente sono Io che non mi sono spiegato: anch'io, proprio perchè garantista, non sono per le dimissioni a tutti i costi! Le dimissioni non devono essere automatiche, neanche in caso di rinvio a giudizio (dopo l'udienza preliminare): un cittadino italiano è innocente fino a sentenza passata in giudicato. Dev'essere rimessa all'opportunità e corenza del politico il dimettersi o meno. E ribadisco: nel caso di esponenti dell'IdV la coerenza vorrebbe le dimissioni non appena si viene indagati.
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#23 Per cittadino stanco 2011-06-16 21:27
Il soggetto di cui parli, il sig. Cagnazzo e' lo stesso che si e' autosospeso dall'incarico perché i probiviri dell'idv stavano controllando le note spese ed hanno verificato un ammanco non giustificato da spese documentate. Che gran credito puo' avere un signore che spesso e' stato querelato? A proposito e' stato anche un carabiniere ma ad oggi non si da nemmeno come mai non lo e' piu'
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#22 MM 2011-06-16 21:14
Scusa Petromilli, allora domani una mitomane ti accusa di molestie sessuali sul lavoro e tu ti dimetti? Attendere almeno un'udienza preliminare no?
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#21 Fiducia nel prossimo 2011-06-16 20:46
Si a me Zazzera non mi stà simpatico neanche un pò... però pure questa laureata..non si faceva pregare più di tanto per andare da un albergo all'altro!
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#20 giuliano petromilli 2011-06-16 18:57
@garantista
la pensiamo allo stesso modo: anch'io, proprio perchè garantista, non sono per le dimissioni a tutti i costi. il problema è per l'IdV che ha addirittura presentato un disegno di legge per vietare a chiunque sia solo indagato di candidarsi (e ha raccolto le firme insieme a Grillo durante i Vaffa Day). Pertanto ho posto l'interrogativo: l'on.Zazzera e il Sen. Pedica, indagati sulla base delle accuse di Cagnazzo, devono dimettersi? La coerenza politica loro e dell'IdV direbbe di si.
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#19 china 2011-06-16 18:35
Altro che futuro candidato sindaco hahaha . . Dopo la figura di m. fatta in parlamento hahaha. Monopoli non merita tutto questo fango.
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#18 MAX 2011-06-16 17:58
Che dire ..... difficile pensare che un ex compagno di partito si inventi una storia del genere. Se tutto fosse vero non vedo comunque reati a parte il millantato credito (l'assunzione non c'è stata) ..... quello che sbalordisce è la totale, colossale sprovvedutezza.
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#17 garantista 2011-06-16 17:14
Concordo con il commento di petromilli, tranne che per le dimissioni a tutti i costi (tutti i politici potrebbero essere ricattabili da chiunque). Però nel caso specifico, le continue dichiarazioni (giustizialiste)fatte dall'onorevole, dovrebbero portarlo a fare un passo in dietro, fosse solo per coerenza.
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#16 Andrea brescia 2011-06-16 17:12
Prima ancora ammetto che il potere logora chi non lo ha....e poi da alla testa. Tu sei giá saltato alle conclusioni io aspetto. I conti li servo a fine legislatura.
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#15 contribuente 2011-06-16 17:09
Adesso il dilemma è ancora più ingarbugliato,i cittadini da che parte devono stare?
destra o sinistra visto che è una zozzeria totale
w il partito della pagnotta,si stava bene quando si stava peggio e totò avrebbe detto e io ..........
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#14 giuliano petromilli 2011-06-16 17:01
E' sorprendente come i servi sciocchi di B. siano garantisti a metà o fasi alterne. Io lo sono sempre stato e lo sono tuttora e, pertanto, ripongo fiducia nella magistratura che accerterà le eventuali responsabilità penali dell'on.Zazzera e del Sen. Pedica o se del caso, del loro accusatore Cagnazzo o della presunta vittima C.M.(forse si tratta di ***, candidata alle regionali del 2010 nalla lista IdV della provincia BAT). Detto questo, per gli amici dell'IdV si pone un problema grosso: i due parlamentari indagati, sulla base del loro valore della legalità giustizialista, devono dimettersi? Gli indagati del PD l'hanno fatto: si veda il caso del prof. Delbono (ex sindaco di Bologna). Un caro saluto a tutti.
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#13 hurragan 2011-06-16 16:54
Sembra di capire ke i fatti le circostanze siano facilmente riscontrabili. Gli inquirenti faranno certamente luce sulla questione.

Dopodicchè, daremo la colpa a Berlusconi ed ai suoi giornali.
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#12 contemax 2011-06-16 16:48
Io sono garantista...a differenza dell'idv....il cortigiano periferico capitolino è in grande pathos
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