"Impegnata a specchiarsi in un successo elettorale ormai datato"
In tempi non sospetti, circa sei mesi fa ( vedi i comunicati a riguardo di dicembre 2010 ), avevamo previsto tutto ed avevamo suonato un campanello d’allarme ai cittadini ed alla amministrazione: state attenti alla questione rifiuti. Siamo stati , purtroppo buoni profeti: aumento eccessivo della TARSU, bando di gara del nuovo appalto totalmente a discapito dei nuovi utenti,incertezza totale sul futuro che certamente non sarà roseo.
Si dirà che a criticare è facile, tanto le criticità ci sono sempre, ma purtroppo la nostra analisi nasceva da fattori inconfutabili: i numeri ed i dati. Questi ultimi infatti non tradiscono mai . Nella loro crudeltà infatti, riferivano di quantitativi conferiti in discarica a dir poco anomali e non soggetti ad alcun controllo e verifica, neanche nell’ultimo periodo allorquando potevano essere utili ad un bando per un nuovo contratto novennale invece frettolosamente ed incautamente ( per non dir peggio o pensare a male ) emanato.
Le conseguenze di questo scellerato modo di fare sono sotto gli occhi di tutti, politici e non: non hanno i primi, da un lato, voluto credere a dati certificati considerando, le nostre, inutili paranoie, ed i secondi, cioè tutta la cittadinanza, hanno invece preferito fidarsi della famosa politica della pacca sulla spalla e del “ non ti preoccupare “. Dalle responsabilità non si esime neanche l’opposizione consiliare, troppo impegnata ad occuparsi delle beghe interne ai partiti di maggioranza piuttosto che raccogliere od avallare le considerazioni di un movimento composto da poche e brave persone che però potevano non essere funzionali in chiave elettorale.
Ma le responsabilità maggiori, occorre ribadirlo, sono della maggioranza: un’amministrazione sorda, ripiegata su se stessa, a tutt’oggi ancora impegnata a specchiarsi su un successo elettorale ormai datato, conscia di poter gestire a proprio piacimento le sorti di una città importante come Monopoli ormai declassata e superata in tutto dai paesi limitrofi.
Gli errori amministrativi ormai non si contano più, i flop e soprattutto gli sprechi sono sotto gli occhi di tutti specialmente in un momento in cui un buon amministratore deve dimostrare di saperlo essere, eliminando le spese superflue e prendendo decisioni condivise da tutta la popolazione e non solo da un’assise ristretta, denominata esecutivo del popolo, oggi quanto mai anacronistica e composta da una serie di yesman pronti a dare il loro consenso pur di non perdere l’effimero privilegio di aggiungere qualcosa al loro curriculum vitae o al loro biglietto da visita.
Noi non siamo ipocriti; anche noi facevamo parte di quell’assise da cui siamo stati esautorati ( per non dire peggio ) solo perché non ci siamo voluti piegare a quello che non era un invito bensì un diktat a non proferir parola, togliendo così la dignità di esprimere liberamente ed autonomamente un proprio pensiero così come costituzionalmente garantito.
Noi abbiamo provato, e forse ci eravamo illusi, a dare un contributo fattivo, serio, certificato per aiutare lo sviluppo della nostra Monopoli, senza pretendere null’altro che considerazione, confronto libero e libera partecipazione. Forse il nostro errore è stato quello di avanzare proposte e nomi ( vedi Collegio Revisori o Iprab ) ma al solo scopo di inserire persone qualificate e disinteressate o meglio interessate al solo sviluppo nell’interesse della comunità: lì è scattato l’allarme e la prevaricazione in nome di accordi o cartelli tesi a privilegiare quella che doveva essere la nuova nomenclatura e che si è rivelata a 360 gradi come la riedizione di “ Dilettanti allo sbaraglio “. Già, proprio il dilettantismo è diventato l’emblema di questa stagione politica, nata come quella del rinnovamento e rivelatasi come il solito teatrino di favoritismi, interessi personali, beghe di partito e fiera del nulla in generale. Il tutto condito dall’ingrediente peggiore: l’arroganza. Il primo cittadino che invece di capo dell’amministrazione si crede il “ prescelto di Dio “, consiglieri ed assessori relegati al ruolo di vassalli ( ebeti li ha definiti qualcuno ), segretari di partito o pseudo tali declassati, insieme ai propri iscritti, a semplici figurine o marionette di un teatrino di infimo grado.
Ed allora la domanda è: ma è questo che i monopolitani volevano tre anni fa? Erano queste le loro aspettative ed ambizioni? Era questa la nuova rinascita che si auspicava? Era questa il nuovo che avanza?
La risposta è data da una nuova domanda? Ha capito Romani che i cittadini e non solo i suoi fedelissimi volevano essere propositivi e chiamati a decidere allorquando si sono accorti che i rappresentanti votati si stavano interessando solo del loro miserrimo orticello?
Ed ancora, si è accorto il nostro votatissimo sindaco che il parassitismo intorno a lui ha raggiunto vette finora inesplorate?
Ed infine: E’ sicuro di essere circondato da amici leali, fidati e competenti, quali noi, in maniera a questo punto pretestuosa, ritenevamo di essere?
Le risposte oggi sono sotto gli occhi di tutti, ed allora, per non essere disfattivi, ancora oggi siamo a fare una proposta concreta.
Proponiamo al sindaco di aprirsi ad un confronto leale e fattivo con tutti, considerando non gli interessi di partiti e coalizioni che tra un po’ non esisteranno più, ma concentrandosi sulle vere necessità ed aspettative della nostra città.
Si sganci il primo cittadino dalle logiche corporativiste in cui si è andato ad immergere e si riappropi del rapporto vero con la gente , rapporto deteriorato ma non per questo irrecuperabile.
Si circondi di persone per bene e competenti; prenda atto del deficit culturale e professionale di alcuni membri della sua giunta, la smetta di correre dietro alle paranoie, quelle sì reali, di consiglieri comunali e/o esponenti di partito.
Certo non è facile ammettere i propri errori, ma è bene ricordare al sindaco che dopo un’assunzione di responsabilità ognuno prova un senso di liberazione e riacquista una capacità di valutazione migliore, proprio quella che si richiede a chi ha avuto l’onere e l’onore di ricoprire cariche di responsabilità.
Questa è secondo noi la via maestra; l’alternativa è andare a sostenere senza contraddittorio le proprie ragioni ed ingannare ancora una volta una comunità fiduciosa, cercando di ammaliarla con stupidi ed inutili giocattoli come si fa con i bambini. Ricordi però Romani che Monopoli non è solo una grande città ma è anche una città che vuole diventare “ grande “.
IL CIRCOLO MPA
MONOPOLI
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Commenti
però la sostanza non cambia.
Piuttosto non sarebbe opportuno passare ai fatti e creare più CLASS ACTION contro questo ingiustificato aumento, questi signori ci stanno derubando e il caso di Molfetta ne è la conferma.