Secondo il Comune sì, per il cda dell’ASP, no.
Chi ha ragione?
La mancata presentazione del Durc ( documento unico di regolarità contributiva, n.d.r.) da parte dell’ASP Romanelli – Palmieri, avrebbe determinato l’impossibilità di ricevere non solo la proroga dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio da parte del Comune, ma anche di ricevere il pagamento delle integrazioni delle rette mensili degli anziani meno abbienti ospitati presso la casa di riposo.
Sull’argomento si è consumato nel tempo un vero braccio di ferro tra lo stesso Comune e il cda dimissionario della Romanelli. Secondo il Comune infatti, la legge parla chiaro: chiunque si configura quale datore di lavoro ( pubblico o privato che sia), deve produrre il Durc.
All’indomani delle sue dimissioni però, il presidente dell’ASP dott. Martino Contento, dichiarava alla nostra testata: “ Noi non abbiamo nessun rapporto contrattuale con il Comune di Monopoli. Nel senso che il Comune di Monopoli non ci ha chiesto il ricovero di anziani presso la casa di riposo. L’anziano ha chiesto autonomamente a noi di essere ospitato presso la casa di riposo. Dopo di che, siccome ne aveva i presupposti e i requisiti, ha chiesto autonomamente al Comune di avere l’integrazione tra la pensione e la retta. Quindi la prestazione noi la facciamo all’anziano, l’anziano chiede il contributo al Comune e il Comune da il contributo all’anziano, non lo da alla casa di riposo. Per cui con il Comune non c’è nessun rapporto contrattuale, nessuna convenzione”.
Durante la conferenza dei servizi avvenuta lo scorso 9 giugno, anche la Regione Puglia ha sposato la tesi del dott. Contento, affermando tramite l’assessore al Welfare Elena Gentile, che solo le imprese aggiudicatrici di appalti pubblici, hanno l’obbligo di presentare il Durc alla stazione appaltante. Poiché attualmente il Comune di Monopoli non ha disposto alcun ricovero presso la casa di riposo, la Romanelli non sarebbe obbligata a presentare tale documentazione.
Ma a conferire maggiore vigore alla tesi del dott. Contento e di tutto il cda dimissionario dell’ASP, è la Circolare Ministeriale n° 22 emanata il 29 luglio 2008 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n° 186 del 9 agosto 2008, avente per oggetto:
Decreto Ministeriale 18 gennaio 2008 n° 40, concernente “ Modalità di attuazione dell’articolo 48 – bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n° 602, recante disposizioni in materia di pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni” – Chiarimenti.
Si legge nel testo della Circolare Ministeriale in questione:
“ Ciò posto, si reputa che la norma di cui al citato articolo 48 – bis non trovi applicazione per i pagamenti disposti a favore delle Amministrazioni Pubbliche ricomprese nell’elenco predisposto annualmente dall’Istat ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n° 311 ( legge finanziaria 2005)”.
Ogni anno l’Istat predispone quindi, l’elenco delle Amministrazioni Pubbliche esonerate dall’attuazione dell’art. 48 – bis per fronteggiare i pagamenti, e quindi, esonerate dal produrre il Durc. Nell’elenco del 2010 sono comprese almeno due categorie di Pubbliche Amministrazioni nelle quali potrebbe rientrare l’ASP:
- Enti produttori di servizi assistenziali, ricreativi e culturali;
- Aziende ospedaliere, Aziende ospedaliere universitarie, Policlinici e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici.
Non solo. La Circolare Ministeriale afferma anche:
“ Inoltre, si è dell’avviso che, più in generale, tra le diverse Amministrazioni Pubbliche – a prescindere dal livello legislativo, ordinario o costituzionale, di riconoscimento giuridico ed essendo a ben vedere tutte riconducibili, in modo più o meno diretto, all’unico soggetto pubblico originario e sovrano sul territorio, cioè lo Stato – non sussistono quegli obblighi di garanzia e cautela in materia di adempimento delle cartelle di pagamento sottesi alla ratio dell’articolo 48 – bis”.
La circolare afferma inequivocabilmente che, per i pagamenti tra le Pubbliche Amministrazioni ( a prescindere dalla loro presenza o meno nell’elenco predisposto dall’Istat), non sussistono gli obblighi di garanzia previsti dall’articolo 48 – bis.
Ora, poiché si è in presenza di due Amministrazioni Pubbliche ( il Comune e l’ASP), secondo la Circolare Ministeriale la tesi del dott. Contento dovrebbe trovare accoglimento.
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Commenti
"l'inguacchio" viene da molto, molto lontano, e una classe dirigente, abituata a strumentalizzare tutto, per manifesta incapacità politica, scarica su questo comodo capro espiatorio, le sue inconfessabili colpe.
rendete pubblico lo storico dei bilanci, rendete pubblico a chi e a che condizioni è stato affidato il patrimonio, poi ne parliamo....