Il rag. Pertosa sulla vicenda Romanelli
Con la scadenza del contratto di collaborazione della cooperativa Sirio, l’emergenza della casa di riposo “ Romanelli” si aggrava ulteriormente.
Mentre si registra il silenzio del Comune e della Regione, il rag. Pietro Pertosa, consigliere d’amministrazione dimissionario dell’ASP Romanelli – Palmieri, punta il dito contro quella che definisce “ politica debole e incapace di risolvere i problemi della gente”:
Il contratto della cooperativa Sirio che fornisce i dipendenti alla casa di riposo Romanelli è scaduto il 30 giugno scorso. L’emergenza quindi si aggrava. Cosa accadrà dunque in questi giorni?
Per dare una risposta secca e precisa in merito alla vicenda, io ritengo, così come avevo già detto che, laddove manca l’autorizzazione che può essere concessa solo dal Comune, la casa di riposo debba essere chiusa. Questa è la situazione vista in maniera asettica. Io a questo punto però, vorrei fare una riflessione prima dal punto di vista politico, dal momento che la mia nomina così come le nomine degli altri componenti del cda, è una nomina politica.
Ecco in questa vicenda, quale ruolo ha assunto la politica? È intervenuta? È stata incisiva?
Mai come in questo caso la politica si è dimostrata debole ed incapace di risolvere i problemi della gente. Io ritengo ( e ho ricevuto la nomina dal Pdl), che c’è qualcosa che non va. Bisognerebbe cercare di capire perché oggi la politica è così debole, perché di fronte ( oggi lo posso affermare liberamente), ad una presa di posizione di un dirigente la politica non sia intervenuta. Io ritengo che questo sia chiaro ed evidente anche da quanto sta accadendo a livello generale. Alludo all’uscita da prima del consigliere Serafino Mitrotti, successivamente all’uscita di scena dell’assessore Zaccaria, in ultimo ( ma solo a livello cronologico), dell’assessore Alba. Evidentemente questa maggioranza ha dei seri problemi. Questa però è un’analisi tutta personale, che però mi sento in dovere di fare e rappresentare.
Parlando di politica debole ed incapace, però, ci si mantiene nella generalità della questione. Entrando nello specifico, chi si è dimostrato debole politicamente? E in cosa consiste questa debolezza?
Le parti chiamate principalmente in causa sono il Sindaco, con cui ci siamo confrontati più volte, e con l’assessore Campanelli. Questo è un dato di fatto oggettivo, loro sono i nostri interlocutori. Ovvio è ( e riprendo il discorso della politica debole), che di fronte ad una conferenza dei servizi fatta in Regione dove alla fine si è redatto un verbale, verbale poi confermato con una nota ufficiale della Regione, abbiamo concluso quella conferenza con il chiaro intendimento di risolvere la questione… beh ad oggi risulta quantomeno anomalo, strano, paradossale, che si sia disatteso quanto detto, ed è comunque una cosa gravissima. Ma, cosa ancor più grave, che si continui in questo comportamento che io oggi oserei dire omissivo, da parte del dirigente. Ad ogni buon conto, laddove il dirigente non dovesse smuoversi dalle sue posizioni, in altri comuni, vediamo il caso di Trani per una situazione di una casa di riposo di gran lunga peggiore della nostra, il Sindaco si è determinato ad emettere una delibera con la quale si assumeva ogni responsabilità per concedere l’autorizzazione, seppur provvisoria, a questa casa di riposo. Cosa che a Monopoli non si è verificata.
Ma perché, secondo lei, il Sindaco, l’assessore Campanelli e il dirigente, non vogliono intervenire ed assumersi delle responsabilità? Posto che, data la gravità della situazione in cui versa la casa di riposo, ogni scelta comporta delle responsabilità piuttosto grandi…
Rispondo in maniera molto secca: questo bisognerebbe chiederlo a loro, io non lo so. Io ripeto, posso esprimere solo la mia opinione. Di fronte a una situazione che, tra l’altro, come si evince dagli atti, è una situazione pacifica e tranquilla che si potrebbe sbloccare in un batter d’occhio, si sta tenendo una posizione assolutamente anomala. La cosa che mi spaventa e mi preoccupa di questa situazione, è che, evidentemente in tutto questo non si tiene conto né degli anziani e né tantomeno dei lavoratori della cooperativa Sirio. Questa è la cosa più grave. E non venissero a dirmi che il problema è spostato dal fatto che ancora oggi non è stato nominato il commissario! Torno a ripetere quanto già vi ho detto: anche qualora dovesse arrivare il commissario il potere autorizzatorio è del Comune. È il Comune che deve rilasciare l’autorizzazione. Quindi non facciamo giri di parole, non facciamo scarichi di responsabilità. Oggi la situazione è questa!
Ma voi come cda dell’ASP state sollecitando delle risposte da parte del Comune?
Noi abbiamo inviato una lettera otto giorni fa dove, fatte una serie di premesse e considerazioni, esponevamo e riportavamo di nuovo quello che di fatto oggi è accaduto: che siamo rimasti ancora privi di autorizzazione, la convenzione con la cooperativa è scaduta e quindi ci troviamo senza personale… noi l’abbiamo detto otto giorni fa!
Ma avete dato delle scadenze al Comune per avere risposte certe?
In questa lettera noi abbiamo dato in maniera tassativa e categorica, la data del 30 giugno. Altrimenti ( lo abbiamo scritto anche in quella lettera), gli organi a cui era indirizzata la stessa, dovevano provvedere allo sgombero della casa di riposo. Noi abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare. Stiamo continuando a rimanere in un limbo che io oggi definirei vergognoso.
È avvenuto lo sgombero della casa di riposo?
Assolutamente no! Credo che ad oggi si stia continuando con uno sforzo assolutamente volontario delle persone che hanno lavorato e che lavorano tutt’oggi, di assistenza agli anziani. Anche perché questo, tra l’altro, oltre ad essere un problema di carattere morale, di carattere squisitamente umano, c’è anche un problema di ordine pubblico. È una situazione abbastanza complessa. Oggi direi che rispetto a un mese fa, veramente siamo arrivati alla frutta.
Avete pensato di intraprendere forme di protesta più plateali per ottenere le dovute risposte dal Comune?
Noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere fare. Sicuramente non andremo ad incatenarci davanti alla casa di riposo o sotto il Palazzo di Città, questo no. Noi siamo dei pubblici amministratori e in questo caso abbiamo rappresentato le esigenze di questa istituzione, abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere, adesso non sappiamo più onestamente cosa fare.
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Commenti
Alti i cuori
caro amico, il vero problema è che non finisce qui'.....come al solito con astuzia e abilità ce ne sono due..
uno a destra e l'altra a sinistra..
ed è tutto un programma