Sabato 26 Maggio 2012
   
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MANOVRA FINANZIARIA: APERTURE SENZA REGOLE

negozio_aperto
Cambiano i meccanismi che regolano le aperture
delle attività commerciali

Una delle novità inserite nella nuova manovra finanziaria approvata qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri (che ammonterebbe a 47 milioni di euro e che dovrebbe permettere alla nostra Italia di raggiungere il pareggio di bilancio in 4 anni) riguarda anche le aperture degli esercizi commerciali.
Sembra proprio che i negozi potranno essere aperti senza vincoli, durante la settimana e nei giorni festivi. Insomma, chi vorrà potrà acquistare un paio di scarpe a mezzanotte o una camicia la domenica. Questa parte della manovra prevede che nei Comuni di interesse turistico (Monopoli rientra in questo elenco ? ) e nella città d’arte, “ gli esercizi commerciali non saranno più tenuti a rispettare orari di apertura e chiusura anche domenicale e festiva e la mezza giornata infrasettimanale “.
La prova generale di questa rivoluzione del commercio, che ha generato polemiche a non finire, si è avuta il 1 maggio, dove molti esercenti hanno preferito non riposare e lavorare.
Secondo il ministro del Turismo Michela Brambilla – Questa è un’attrattiva in più che offre la nostra Italia agli stranieri che amano il made in Italy, un sistema per incentivare e destagionalizzare il turismo italiano e creare nuove opportunità di lavoro, aumentando domanda e offerta”.
Eppure c’è chi pensa alle abitudini dei consumatori che, in un mercato liberalizzato, potrebbero essere costretti a cambiare i tempi della spesa. Secondo la Brambilla – Questo problema non esiste, chi ha determinati orari potrà continuare a rispettarli. Inoltre secondo uno studio condotto da Cermes- Università Bocconi – L’incremento di aperture domenicali e festivi raddoppiate da 16 a 32 l’anno farebbero crescere i consumi del 1,79 %, innalzando l’indice del Pil ( prodotto Interno Lordo ) del 0,25 %.
Hanno sottoscritto l’accordo  ANCI ( associazione Comuni Italiani,  di cui il nostro comune fa parte da diversi anni), Federturismo, Confimprese. Non hanno firmato le due categorie dei commercianti Confcommercio e Confesercenti che ritengono “ il metodo adottato per questa scelta inaccettabile “ .
E’ lecito chiedersi, cosa accadrà nella nostra città, dove gli esercenti cittadini sono in guerra fra coloro che vogliono il libero mercato senza vincolied i commercianti che non accettano il discorso e vogliono che il mercato rimanga  regolato da norme, come in questo momento
Una delle novità inserite nella nuova manovra finanziaria approvata qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri (che ammonterebbe a 47 milioni di euro e che dovrebbe permettere alla nostra Italia di raggiungere il pareggio di bilancio in 4 anni) riguarda anche le aperture degli esercizi commerciali.
Sembra proprio che i negozi potranno essere aperti senza vincoli, durante la settimana e nei giorni festivi. Insomma, chi vorrà potrà acquistare un paio di scarpe a mezzanotte o una camicia la domenica. Questa parte della manovra prevede che nei Comuni di interesse turistico (Monopoli rientra in questo elenco ? ) e nella città d’arte, “ gli esercizi commerciali non saranno più tenuti a rispettare orari di apertura e chiusura anche domenicale e festiva e la mezza giornata infrasettimanale “.
La prova generale di questa rivoluzione del commercio, che ha generato polemiche a non finire, si è avuta il 1 maggio, dove molti esercenti hanno preferito non riposare e lavorare.
Secondo il ministro del Turismo Michela Brambilla – Questa è un’attrattiva in più che offre la nostra Italia agli stranieri che amano il made in Italy, un sistema per incentivare e destagionalizzare il turismo italiano e creare nuove opportunità di lavoro, aumentando domanda e offerta”.
Eppure c’è chi pensa alle abitudini dei consumatori che, in un mercato liberalizzato, potrebbero essere costretti a cambiare i tempi della spesa. Secondo la Brambilla – Questo problema non esiste, chi ha determinati orari potrà continuare a rispettarli. Inoltre secondo uno studio condotto da Cermes- Università Bocconi – L’incremento di aperture domenicali e festivi raddoppiate da 16 a 32 l’anno farebbero crescere i consumi del 1,79 %, innalzando l’indice del Pil ( prodotto Interno Lordo ) del 0,25 %.
Hanno sottoscritto l’accordo  ANCI ( associazione Comuni Italiani,  di cui il nostro comune fa parte da diversi anni), Federturismo, Confimprese. Non hanno firmato le due categorie dei commercianti Confcommercio e Confesercenti che ritengono “ il metodo adottato per questa scelta inaccettabile “ .
E’ lecito chiedersi, cosa accadrà nella nostra città, dove gli esercenti cittadini sono in guerra fra coloro che vogliono il libero mercato senza vincoli e gli esercenti che vorrebbero inceve la regolazione delle aperture da norme, come in questo momento

Commenti 

 
#6 Sofy 2011-07-15 07:47
Ma ci pensate a chi ci lavora nei negozi?noi riposiamo quando gli altri lavorano, non abbiamo una vita familiare perchè per noi sabato e domenica sono lavorativi e vediamo i nostri figli solo quando siamo in ferie.Chissene importa della concorrenza sleale, pensate a chi non è proprietario ma vile servitore, non ci sono più diritti e le feste vorremmo restassero così anche per noi
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#5 Andrea57 2011-07-13 06:25
In in paese civile, tutto dovrebbe essere libero. Ovviamente mi riferisco al commercio, alle professioni ecc.... Se questo governo ha il coraggio di fare liberalizzazioni promesse, gli italiani perdoneranno molte delle magagne commesse
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#4 danko 2011-07-05 09:20
cosa liberaliZziamo un commercio senza soldi,la gente non ha soldi per arrivare a fine mese e voi volete stare aperti 365 giorni per cosa.due conti di gest ione sapete farli,i vostri figli,la vostra famiglia quando vale,la vostra persona vale piu di 50 euro,penso propio di si.vi do un consiglio dopo 30 anni di attivita commerciale,qualificate il vostro lavoro,non quantificandolo perche poi vi lamentate delle tasse,della bolletta della luce,e del essere schiavi del vostro lavoro fino a odiarlo. in conclusione vi dico godetevi la vita perche e bella e unica.capito brambilla e soci'?
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#3 alti i cuori 2011-07-04 23:07
Le attività serie chiedono il meritato riposo settimanale, unico problema i turisti, in quanto devono potrer spendere durante le loro visite festive, chi non è turista e sta a casa propria, sia chi vende e sia chi compra, devone riposare e stare con la famiglia a riposare durante i giorni festivi. Liberalizzare senza regole rischia di degenerare in concorrenza sleale.
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#2 jack 2011-07-04 20:43
Sono sempre del parere che se uno vuole e ha voglia deve lavorare sempre e cmq anche aprendo all'1 di notte non vedo perchè per colpa di sfaticati che si lamentano sempre che non guadagnano niente e poi se devono stare aperti 1 minuto in più si lamentano anche chi ha voglia debba stare chiuso....
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#1 io 2011-07-04 17:33
e speriamo che gli esercenti pagheranno gli straordinari...
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