Si profila la possibilità di vendita di beni pubblici.
“Sull’orlo del dissesto. Siamo messi male”
Gli aumenti della Tarsu stanno creando malumori nell’animo dei cittadini ed evidenti malcontenti nella stessa maggioranza di governo, al punto da determinare le dimissioni dell’assessore al turismo Domenico Alba.
Aumenti che oggi determinano una situazione drammatica: “E’una responsabilità politica enorme. – ha dichiarato il capogruppo del PD Giampiero Risimini- Se anche quest’anno loro riuscissero a trovare dei soldi per ridurre un po’ la bolletta, l’anno prossimo ci sarà di nuovo il problema. Ho sentito che cominciano a vendere anche beni pubblici per fare questi sconti, vuol dire che siamo sull’orlo del dissesto se il Comune deve essere costretto a vendere. Stiamo messi male”.
Tuttavia, secondo il capogruppo del Pd, l’Amministrazione avrebbe potuto evitare tali aumenti se solo si fosse mossa per tempo nel redigere il nuovo bando di gara:
“Al di là di quelle che possono essere le soluzioni oggi, di fronte a una situazione drammatica, il problema è capire politicamente se questo si poteva evitare. E si poteva evitare a costo zero”.
Come ?
Bastava fare il nuovo appalto per tempo, quindi alla scadenza naturale dell’attuale contratto, che era il 3 agosto 2010. Se Rotondo e il Sindaco, avessero sfruttato i primi due anni di legislatura per predisporre da subito tutti gli atti per la nuova gara, questa gara sarebbe partita ad agosto 2010, quando il costo di conferimento in discarica era intorno ai 50 – 55 euro.
In questo modo, secondo il capogruppo, la differenziata (seguendo la tempistica dettata dal bando) avrebbe potuto raggiungere percentuali pari al 40 – 50 – 60%. “Il raggiungimento degli obiettivi previsti dal bando per la differenziata – prosegue- avrebbe abbattuto il successivo aumento dei costi di conferimento in discarica, mantenendo stabili i costi per i cittadini nonostante gli aumenti del conferimento”.
Aumenti che oggi determinano una situazione drammatica: “E’una responsabilità politica enorme. Al di là di quelle che possono essere le soluzioni oggi, di fronte a una situazione drammatica, il problema è capire politicamente se questo si poteva evitare. E si poteva evitare a costo zero”.
Il ritardo vertiginoso sarebbe stato determinato, secondo Risimini, da una mancata condivisione dei percorsi intrapresi tra il dirigente e l’Amministrazione. Mentre Rotondo ed il Sindaco- ha spiegato il capogruppo- inseguivano “la chimera del CONAI (che in realtà ci ha mandato da uno studio privato che ha fatto un progetto raffazzonato, banale, molto superficiale)”, il dirigente (che avrebbe dovuto predisporre tutto) non condividendo per niente il percorso del CONAI , ne ha seguito un altro completamente diverso.
“E alla fine, per non smentirsi gli uni con gli altri, dopo aver per un anno combattuto, confrontati su quella che era la strada da seguire, hanno fatto una specie di frittura mista che ha prodotto questo progetto”.
Secondo il capogruppo del PD, alla fine il comandante Palumbo si è trovato un progetto CONAI che non condivideva affatto e che ha dovuto modificare ed integrare con un suo consulente cercando di trovare un equilibrio tra quello che diceva il CONAI e quelle che erano le sue idee tecniche. Di qui- chiarisce Risimini- la necessità di Palumbo di portare il progetto in Consiglio Comunale. “Perché voleva una copertura politica. Ma la cosa che non hanno voluto far capire alla gente ( ma che la gente non ha ascoltato perché io queste cose le ho dette), è che hanno seguito due percorsi completamente diversi. Io so per certo che il comandante ha dovuto mettere le pezze al progetto del CONAI che faceva acqua da tutte le parti, e che aumentava i costi da sei milioni a 7,8 milioni di euro”.
Un aumento “spropositato” che l’opposizione – ha ricordato- “chiese di contenere con un bando che seguisse il criterio del massimo ribasso”, richiesta contestata dalla maggioranza a fronte di un probabile abbassamento della qualità del servizio.
“Avrei potuto accettare un’obiezione di questo genere- ha replicato Risimini- se poi avessero partecipato al bando 10, 15, 20 aziende, con conseguente possibilità di scelta del progetto migliore. Ma quando poi vedo che le aziende che partecipano al bando sono soltanto tre, tutte della zona, tra l’altro una è quella che sta gestendo adesso il servizio, questo obiettivo è fallito”.
Quali sono le altre aziende che partecipano al bando di gara?
La TRA.DE.CO e la Aimeri Ambienti
Le risulta che abbiano presentato dei ricorsi?
Sì, ma più di una. Anche qualcuna che non ha partecipato mi risulta che abbiano presentato ricorso.
Cosa contestano?
Molto semplice: nel frattempo che è stato pubblicato il bando, cioè nel periodo di presentazione delle offerte, il prezzo di conferimento in discarica è aumentato, per cui i parametri iniziali con cui è stato fatto il bando sono saltati rispetto a chi doveva fare l’offerta. Nel bando c’è un prezzo di conferimento fissato intorno agli 80 euro, quando le aziende hanno presentato l’offerta, il prezzo è aumentato. Quindi anche l’idea di aver trasferito questo costo interamente a carico dell’aziende, è una cosa che prima o poi farà saltare tutto, perché l’azienda non potrà sopportare un aumento spropositato. Quindi un ulteriore errore. Tutto il rischio delle oscillazioni di prezzo del costo di conferimento è tutto a carico dell’azienda. Cioè se si abbassa, va a favore dell’azienda, se aumenta è tutto a carico dell’azienda. Ma se aumenta a dismisura l’azienda non potrà più svolgere il servizio.
Potrebbe aumentare ulteriormente la tarsu in quel caso?
Quello che è sicuro è che con questo sistema praticamente non l’abbasseranno mai, perché tutti i benefici, o quasi tutti i benefici dell’aumento della differenziata andranno a favore dell’azienda, in minima parte a favore del Comune. In linea generale, proprio l’impostazione non andava bene, perché così non si valorizza il rifiuto, non diventa una risorsa il rifiuto. Soprattutto era molto dispendioso perché questo sistema di raccolta porta a porta, così come è organizzato, è un sistema assurdo. Avevamo proposto di fare i centri di raccolta che, tutto sommato, erano indicati anche dal progetto CONAI come una possibile soluzione. Di proposte ne abbiamo fatte tantissime, il problema è che non ne hanno presa in considerazione neanche una.
Il bando quindi sarebbe da rifare?
Secondo me assolutamente sì. Anche se francamente, penso che non lo faranno mai, a meno che non il ferma il Tar con una bocciatura di questo bando. Certo, mi rendo conto che ci sono anche dei rischi a fermare un bando e ricominciare da zero. Cioè si perde altro tempo e nel frattempo pagare il costo di conferimento che aumenta. Però sarebbe una soluzione radicale e più giusta, visto che questo sistema ( a parte il costo di quest’anno), resterà per 10 anni. Il costo di questo appalto è di 7,8 milioni e non potrà che aumentare con la revisione, per cui i cittadini di fronte a questo, i cittadini non hanno prospettive di una diminuzione.
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Commenti
ed ora vi dico solo una cosa (commenti compresi):
PER IL BENE DELLA CITTA' DI MONOPOLI
ANDATE TUTTI A CASA