Supponiamo per un attimo che la situazione del buco derivante dalla gestione dei rifiuti sia tale da giustificare la ricerca di maggior introiti derivanti dalle cartelle esattoriali. Dico supponiamo perché credo che la cosa sia “ahinoi” prossima alla verità. Cerchiamo per una volta di non pensare “soltanto” alle cause, ma cerchiamo di ragionare sulla soluzione. La ricerca della causa è molto semplice e può riassumersi in un paio di parole: “incoscienza e incompetenza” di qualsivoglia amministratore che da dieci anni a questa parte ci ha portato a questi risultati; nessuno assolto e senza scusanti visto che dallo studio effettuato dal PD è emerso che Monopoli è l’unico Comune nel circondario che applica queste tariffe così elevate e che a dire dell’amministrazione i proventi presunti sono appena sufficienti a non far collassare il servizio.
Quanto alle soluzioni è evidente la responsabilità politica dell’attuale maggioranza per alcuni aspetti di forma e di sostanza: in sostanza la modulazione delle tariffe appare sperequata in favore della classe più abbiente, chi più ha meno paga, pertanto, ad esempio, gli studi professionali ed altre attività similari pagano un canone decisamente contenuto rispetto alle civili abitazioni e queste ultime pagano con una forte incidenza derivante dalla composizione del nucleo familiare. A tal proposito, se da un lato è vero che più persone ci sono e più rifiuti si producono, dall’altro è anche vero che così si penalizzano gli unici attori sociali che la politica, ed in particolare il centro-destra, dice di supportare, ossia le famiglie. Facciamo un esempio: quattro persone in 70 metri quadri pagano di più di una persona in 100 metri quadri. Qualcuno si è chiesto perché 4 persone vivono in 70 metri quadri? perché stanno comode? o perché non possono permettersi altro? e non scomodiamo a tal proposito il coefficiente ISEE, perché, in particolare a Monopoli, non c’è bisogno di essere “poveri” per non potersi permettere una casa. Anzi aprendo una piccola parentesi, forse buona parte di quei “poveri”, e mi riferisco a quelli che girano con sfarzose automobili e tessere sociali (social card), sono gli unici che possono permettersela.
In definitiva, con riguardo alla sostanza, c’è certamente un errore di valutazione del metro misuratore relativo alla distribuzione del maggior costo sulla cittadinanza, ma questo che tuttavia ho semplicemente chiamato “errore”, dalle conseguenza ancora di là da venire, è solo la conseguenza del secondo e più grave aspetto della questione, “la forma”, dove per forma non si intende solo la copertina, la presentazione, la carta regalo, ma molto più profondamente la metodologia seguita nell’intero iter.
Mi spiego con una storiella: Un uomo ha mal di denti e va dal dentista, il dentista gli spiega la causa, gli dimostra che l’unica soluzione è estirpare il dente e gli prospetta come dovrebbe essere fatto. L’uomo ci pensa un po’ e di fronte all’esigenza cede e si fa cavare il dente. Passata l’anestesia prova dolore. Un secondo personaggio ha mal di denti, lo dice per strada ad un tizio e questo improvvisamente tira fuori una pinza e gli tira il dente lì sul posto. Di fronte alle lamentele del dolente questo tizio dice “ ma io sono un dentista, so quel che faccio”.
Sarà ma mi piace pensare che anche di fronte ai momenti di difficoltà la politica si comporti come il primo dentista, che sappia condividere le esigenze e prospettare le soluzioni e magari avere la capacità di sedersi intorno ad un tavolo per inquadrare al meglio la soluzione senza alterigia e presunzione. Anche il primo paziente ha provato dolore ma magari da quel dentista, nonostante il dolore ci torna. Se poi si cominciasse ad adottare politiche che prevengano il mal di denti sarebbe ancora meglio.
Quanto al secondo dentista, nulla toglie che dopo un buon corso di etica professionale e di umiltà possa riprendere ad esercitare la professione, ma trovo difficile che il secondo paziente torni da lui, almeno per ora.
A buon intenditor poche parole.
Distinti Saluti
Un cittadino nell’esercizio delle sue funzioni
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Commenti
Qui siamo di fronte all'improvvisazione pura, di politica non v'è traccia.
A ME SEMBRA CHE NE SAI MOLTO DI PIU' DI QUELLO CHE DICI, SONO D'ACCORDO MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE,MA ADESSO IL MALATO SE NON HO CAPITO MALE E CRONICO OPPURE NON VUOLE FARSI CURARE, CI SARA' UN PERCHE'........MA................NON E MEGLIO DIRE AL MALATO CHE NON DEVI MANGIARE PIU' DOLCI AI "DENTI" NON FANNO CERTO BENE, OPPURE DIRE CHE I "DENTI" SONO STANCHI, OPPURE DIRE O CHIEDERE A PIU DENTISTI E FARE UN CONSULTO QUALE' LA CURA MIGLIORE.
PUO' ESSERE CHE IL DENTISTA CHE LO CURAVA NON E' CAPACE, E FORSE SE NON SI CAMBIA FARA' PIU' DANNI.
IN SOSTANZA E QUESTO????????????????????
Trovo giusto che a livello di tassazione, un'abitazione di 70 mq con quattro persone debba pagare di più rispetto ad una di 100 o 1000 con una persona.
E' il nucleo familiare che produce rifiuti e non viceversa.
Il conteggio deve essere matematico e non può e non deve essere influenzato dal fatto che chi produce il rifiuto dichiari al fisco di guadagnare 1000 0 10000 euro al mese.
Sulla storia dei redditi fasulli invece sono pienamente daccordo con l'autore della lettera.
Caro sindaco, la maggiorparte dei monopolitani vivono nella mia stessa condizione cioè, in un buco di casa se si continua in questa direzzione i monopolitani che aquistano casa a castellana, oggi con la stancata tarsu ci sarà una vera e propria emigrazzione e la gente farà anche dineno figli.