Paolo Borsellino rappresenta l’emblema più puro del servitore dello Stato realmente fedele alle Istituzioni; il suo messaggio indica la retta via della legalità, dell’ordine, del ripudio del malaffare.
Ricordarlo oggi significa non solo riverberare la fiamma lucente della sua memoria, ma costituisce altresì lo spunto per cercare di apprendere il suo insegnamento, un bagaglio di illuminato coraggio e granitica abnegazione che ogni uomo, ogni giovane deve far germogliare dalle fondamenta della propria coscienza.
Il Giudice Borsellino, insieme al suo collega Giovanni Falcone, aveva smascherato le debolezze della metastasi mafiosa; aveva individuato gli antidoti per far regredire questa funesta malattia, tracciando una strada di reale guarigione per
Mediante tale concetto, infatti, è possibile far affiorare e, quindi, rendere vulnerabili gli elementi su cui si fonda e prospera il male mafioso; può, pertanto, avverarsi l’obiettivo di stroncarne i suoi capisaldi. La mafia nasce dalla intimidazione delle genti, dal renderle prone a un messaggio criminoso, in modo da instillare paura nelle loro menti; il passo successivo è rappresentato dalla omertà delle persone, determinata dal terrore della ritorsione; il terzo e definitivo stadio del mortale abbraccio mafioso è costituito dal totale assoggettamento all’antistato, ossia quel coacervo maligno che Paolo Borsellino stava sradicando, smuovendo le coscienze critiche e dando agli uomini la forza di alzare lo sguardo, per farsi illuminare dal sole della legalità e della giustizia.
Cosa possiamo Noi fare per rendere immortale l’insegnamento di uno degli uomini più identificativi della essenza valoriale della nostra Patria? Dobbiamo risvegliare le menti sopite dal vulnus dell’omertà e dobbiamo rendere luce maestra i principi di legge che regolano la nostra civiltà per abbattere l’inciviltà della piovra del malaffare, riuscendo, lungo la strada tracciata da Paolo Borsellino, a render chiaro e forte il suono del nostro passo, nella Sua memoria, nel Suo imperituro insegnamento.
Avv. Vito Amodio
Presidente Circolo “La Nuova Italia” Monopoli
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Commenti
La tua non risposta conferma quanto detto nel post 22.
Con questo ritengo inutile perdere tempo con uno che parla di "semantica"?? di parole e sta nel pdl con gente condannata a pene per reati di mafia o che si ostina a difendere il suo papa.
-colore del sangue
-colore del tricolore
-colore del vino
-renzo rosso famoso industriale
-stefano rosso cantante
-colore della ferrari
Conclusione per te questi elencati sono tutti comunisti
Complimenti
Continui a non rispondere per cui la mancata rispsta conferma quanto detto nei 2 post miei e cioè che difendi personaggi condannati o indagati solo perchè pdl.
Nei miei interventi non ho mai fatto cenno a idee politiche.
E' solo che quando tu senti la parola rosso insieme al contemaz non capisci più niente e vai con la solita tiritera.
rif. #13: che possa essere persona per bene (quale bene?), alunno modello (che modello?) e professionista emergente (come si emerge?) non lo metto in dubbio, ma non credo che questi siano titoli sufficienti per autolegittimarsi a fare il predicozzo agli altri senza considerare di essere in contraddizione stridente tra quello che si predica e quello che si razzola attraverso la militanza politica (vedasi #6 e #11). in realtà è vero che siamo politicamente distanti, ma nettamente schierati e pertanto nessuno di noi è referenziato più di tanto per ergersi a qualcosa. cordialmente.
Aspetto ancora risposte al mio post 6
Borsellino non si discute come non si discute nessuno dei giudici (che voi non amate ricordare) falcone, rocco chinnici, rosario livatino ed altri che si sono fatti ammazzare per difendere noi dalla mafia, per difendere anche coloro che invece con la mafia sono conniventi.
Vorrei sapere dal consigliere leoci e dagli altri che si ricordano dei giudici a tempo e secondo convenienza, come può un sostenitore del pdl definire "concetti valoriali" quelli scritti da amodio e poi condividere e vivere nel pdl che annovera dell'utri, milanese, papa, berlusconi, previti, sgarbi, bracher. Gente questa che per vari motivi è stata condannata o è indagata per mafia!